Fumo: quasi azzerato il divario di genere, uomini e donne insieme nel consumo di bionde

Nella Giornata Mondiale senza Tabacco, l'Istituto Superiore di Sanità fa il punto con i dati del Centro Nazionale Dipendenza e Doping. Pacifici: «Efficaci divieti, immagini e numero verde, quintuplicate le richieste al nostro servizio»

Dipendenze Redazione — 31/05/2017

Si stringe la forbice di genere nel consumo di fumo: mai in Italia, infatti, c’è stata una differenza così bassa tra uomini e donne che fumano. A fare il punto sul consumo di tabacco in Italia sono i dati presentati dall’OssFad del Centro Nazionale Dipendenza e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco il 31 maggio secondo cui, in alcune fasce d’età, le donne primeggiano sì nel consumo, soprattutto nel Nord del Paese, ma anche nella fascia d’età in cui si accende la prima sigaretta (15-24) e nella fascia in cui si smette (45-64).

RICCIARDI: «CONTINUARE AD INSISTERE SULLE DONNE.» «Oggi nel nostro Paese fumano quasi sei milioni di donne, circa un milione in più rispetto allo scorso anno - spiega il Presidente dell’ISS Walter Ricciardi - e questo avvicinamento delle fumatrici alle percentuali registrate tra gli uomini ci dice che dobbiamo ancora continuare a contrastare il fumo e ad insistere in questa direzione.»

IMPATTO POSITIVO DEI DIVIETI LEGISLATIVI: ECCO COME…L’indagine dell’ISS ha confermato, inoltre, che i divieti legislativi, a partire dalla legge sul fumo fino ai più recenti divieti hanno avuto un impatto significativo non solo sul consumo ma anche più in generale culturale. Soltanto il 3,8 per cento dei non fumatori, per esempio, ha dichiarato di aver viaggiato in auto con un fumatore che ha fumato nell’abitacolo in presenza di bambini o donne in gravidanza e soltanto un italiano su 10 consente ai propri ospiti fumatori di accendersi una sigaretta in casa.

LEGGE 2003: LA CASA IL PRIMO POSTO DOVE NON SI FUMA PIÙ. «La legge del 2003, una delle più importanti leggi di sanità pubblica - dice Roberta Pacifici, direttore dell’OSSFAD - nata per difendere dal fumo passivo, ha avuto il grande merito di educare al rispetto degli spazi comuni come dimostrano i dati relativi al comportamento dei padroni di casa rispetto ad eventuali ospiti fumatori. Nel 2006, infatti, il 43,1 per cento degli intervistati dichiarava di consentire ai propri ospiti di fumare in casa, oggi nel 2017 solo il 12,4 per cento lo consente.» Anche i dati PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), derivati dal sistema di sorveglianza di popolazione condotta dalle ASL e coordinata dall’ISS, sottolineano questo dato e riferiscono che in Italia 9 persone su 10 dichiarano che il divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro è sempre o quasi sempre rispettato, anche se esistono differenze regionali che indicano un Nord più virtuoso.

IMMAGINI SHOCK E NUMERO VERDE SUI PACCHETTI, IN AUMENTO LE RICHIESTE DI AIUTO. A dimostrare che l’educazione ai corretti stili di vita e la comunicazione sono strumenti centrali nel costruire la consapevolezza sul rischio per la salute sono i dati che riguardano l’impatto delle immagini shock sui fumatori. Pittogrammi, messaggi forti sul rischio, Numero Verde: le avvertenze riportate sui pacchetti, secondo la direttiva europea del 2014, non sono risultate indifferenti ai tabagisti. L’indagine dell’ISS rivela, infatti, che l’83 per cento dei fumatori ha pensato, almeno qualche volta, guardando le immagini shock, ai rischi legati alla salute. Il 60 per cento ha dichiarato che è aumentato il desiderio di smettere e il 36 per cento ha rinunciato ad accendersi una sigaretta. Un fumatore su cinque, inoltre, usa stratagemmi per coprire le immagini shock, 1 su 3 ha notato il Numero Verde. «Da quando - aggiunge Pacifici - il Numero Verde compare su tutti i pacchetti di sigarette, le telefonate al nostro servizio si sono quintuplicate.»

SIGARETTA ELETTRONICA: GARATTINI, «SU OLTRE 1 MLN DI SVAPATORI, SOLO 1 SU 10 HA SMESSO DI FUMARE.» Un capitolo a parte è dedicato al consumo della sigaretta elettronica. «Gli svapatori in Italia sono 1,3 milioni - dice Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’ - ma si tratta soprattutto di consumatori duali, cioè fumatori che usano contemporaneamente e-cig e sigarette tradizionali. Soltanto un fumatore su 10, infatti, ha smesso di fumare. Non abbiamo dati sufficienti per affermare che la sigaretta elettronica può essere un valido ausilio per smettere di fumare.»

MATERIALI
- Sintesi dei dati pubblicati da OssFad ISS
- Elenco Centri Italiani Anti-fumo

LINK
- ISS
- World No Tobacco Day, 31 May 2017