L'ANALISI - Il business Big Pharma: William Lazonick spiega l'insaziabile avidità che uccide

Al Festival dell'Economia di Trento, l'esperto dell'Università del Massachusetts ha spiegato il settore farmaceutico statunitense presentando poi la sua teoria basata sull'impresa innovativa dove capitale e lavoro si mescolano per produrre beni e servizi

Cronaca Medicina e Salute Redazione — 09/06/2017

Le grandi case farmaceutiche negli Usa sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane. In realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l'accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. La multinazionale Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita, ma è solo teoria. È l'economista William Lazonick dell'Università del Massachusetts a fare chiarezza su questo argomento durante il suo intervento al Festival dell'Economia di Trento, il 4 giugno scorso, dove ha spiegato il settore farmaceutico statunitense e presentato la sua teoria basata sull’impresa innovativa che torna ad essere comunità, dove capitale e lavoro si mescolano per produrre beni e servizi.

DAL CAPITALISMO FINANZIARIO ALL'IMRESA INNOVATIVA. Introdotto dal giornalista di Repubblica, Roberto Mania, il professor William Lazonick ha iniziato sottolineando come negli anni, durante la cavalcata dell’ideologia liberista, sia mancato un pensiero critico, una voce alternativa. «Abbiamo assistito alla disgregazione sociale, alla nascita delle disuguaglianze, al cambiamento delle periferie del mondo - ha detto -, alla perdita di ruolo delle classi sociali, al declino della classe media in Europa e negli Stati Uniti.» In questo scenario, comprendendo che quel capitalismo finanziario aveva una visione corta, senza futuro, Lazonick è stato una voce critica, ancora in tempi non sospetti, ed è approdato alla teoria dell’impresa innovativa per ricomporre i cocci di un capitalismo senza un ruolo. Il suo percorso intellettuale si basa, infatti, sull’idea dell’impresa innovativa che torna ad essere comunità, con una funzione comunitaria, che mescola capitale e lavoro per produrre beni e servizi.

COME VENGONO UTILIZZATI I PROFITTI DEI FARMACI USA? Secondo Lazonick nel settore farmaceutico statunitense è viva una discussione su come vengono utilizzati i profitti dei farmaci. In tutti settori può accadere che i profitti ottenuti da alcune industrie servano ad acquistare azioni delle società stesse, ma a questo modello si sono adeguate anche le case farmaceutiche: anche se sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane, in realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l'accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione.

ECCO PERCHÉ IN USA LE MEDICINE COSTANO DI PIÙ. Negli Stati Uniti le medicine costano il doppio. Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita. In realtà negli Stati Uniti le multinazionali come Big Pharma non sviluppano più nuovi farmaci ma acquisiscono altre aziende farmaceutiche che brevettano farmaci; ci sono poi le aziende della New Economy, che presentano un approccio più speculativo, ovvero hanno sviluppato farmaci a maggiore diffusione, a poco prezzo, e giocando sulla quantità e grazie ai finanziamenti pubblici per le start up, non solo hanno guadagnato parecchio, ma hanno capito che potevano guadagnare ancora di più senza sviluppare nuovi farmaci.

«SI PRODUCONO SOLO I FARMACI CHE FANNO GUADAGNARE DI PIÙ.» È Medici Senza Frontiere che lancia l’allarme, affermando che i farmaci necessari non vengono prodotti perché le aziende si concentrano su quelli che fanno guadagnare di più. Addirittura alcune aziende producono farmaci nocivi, con una avidità rapace e assassina per soddisfare gli assurdi compensi dei top manager (cifre inimmaginabili) invece che investire per produrre farmaci dedicati alla salute globale. Questo atteggiamento predatorio è basato quindi su una azione che si sofferma sugli effetti azionari invece che su quelli benefici, contraria all’obiettivo virtuoso di avere un prodotto di qualità ad un prezzo più basso.

IN CONCLUSIONE…Il professor Lazonick ha poi parlato della sua teoria incardinata sul processo innovativo definendolo incerto collettivo e cumulativo, ovvero dal futuro imprevedibile, che coinvolge una pluralità di soggetti e che richiede del tempo. É inutile negare che le aziende che sposano questo progetto si trovano spesso in difficoltà a causa del costo elevato dell’innovazione, ma nel momento in cui si raggiunge un prodotto di qualità, l’orizzonte è quello di ammortizzare i costi fissi. Quando si parla di innovazione in questo senso, è bene specificare che non si intendono solo investimenti nelle attrezzature ma soprattutto nelle risorse umane. Questo ha un effetto positivo per tutti gli stakeholder, compresi i consumatori.