Tumori della pelle: con l'Euromelanoma Day via alla campagna nazionale di prevenzione

LA SIDeMaST rilancia una giornata di visite gratuite con i dermatologi in molte strutture italiane per sensibilizzare i cittadini sui pericoli che si nascondono dietro la prolungata esposizione ai raggi del sole e delle lampade abbronzanti.

Salute e Prevenzione Aura De Luca — 15/05/2011

Estate tempo di vacanze e relax all'insegna del sole e dell'abbronzatura. Secondo le statistiche, le mete balneari saranno scelte quest'anno dal 70 per cento degli italiani molti dei quali, per non arrivare impreparati al primo appuntamento con la spiaggia, ricorrono fin da ora alla tintarella mordi e fuggi delle lampade solari. Una tendenza in aumento nella popolazione italiana, soprattutto tra i giovani, che può provocare seri danni alla pelle e alla quale il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha cercato di porre un freno con il decreto, firmato l'11 maggio scorso, che vieta l'utilizzo di lampade abbronzanti a raggi uva proprio ai minori di 18 anni e alle donne incinte.

EUROMELANOMA DAY 2011.  Proprio per sottolineare fortemente la pericolosità di un'esposizione prolungata e selvaggia ai raggi ultravioletti e sensibilizzare i cittadini sulle malattie della pelle che questo atteggiamento provoca, la Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST) rilancia l'appuntamento con l'Euromelanoma Day, la campagna informativa finalizzata a fornire le linee guida per trascorrere in sicurezza un’estate all’insegna della tintarella. Per il secondo anno consecutivo, dunque, per tutta la giornata di lunedì 16 maggio sono previste visite gratuite e incontri informativi con dermatologi su prevenzione e diagnosi precoce del melanoma e dei tumori della pelle, con possibilità di screening gratuiti della cute presso le strutture ospedaliere aderenti all’iniziativa

INDAGINE TRA GLI STUDENTI ABRUZZESI. Il bisogno di una corretta informazione sul melanoma e le malattie della pelle, non solo per gli adulti ma anche e soprattutto per i giovani, è emerso anche da uno studio condotto dalla Clinica Dermatologica dell'Università de L'Aquila sulla consapevolezza dei tumori cutanei e dei rischi legati all'esposizione solare. L'indagine, che ha riguardato1.204 studenti delle scuole medie superiori abruzzesi,  ha evidenziato che in generale gli studenti hanno un buon livello di conoscenza dei tumori cutanei (circa il 97%) e dei rischi legati all'esposizione solare (80,6%), ma all'atto pratico adottano comportamenti poco responsabili verso il sole (86,5%) non usando alcuna protezione. "È interessante notare come gli alunni che hanno ricevuto informazioni sui tumori cutanei da parte di dermatologi siano significativamente più inclini ad adottare comportamenti corretti - ha commentato Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica Universitaria de L'Aquila -. Lo studio, quindi, conferma la necessità di una maggior informazione da parte del dermatologo che svolge un ruolo fondamentale nell'educare a comportamenti positivi e responsabili".

LO STUDIO INTERNAZIONALE SUL MELANOMA DI GENERE. Le donne affette da melanoma hanno un rischio minore di incorrere in metastasi rispetto ai maschi e questo comporta una sopravvivenza maggiore al melanoma, un minor rischio di progressione della malattia con un minor interessamento dei linfonodi e degli organi interni, e comunque una sopravvivenza migliore delle donne rispetto agli uomini in caso di progressione della malattia con metastasi linfodonali. Questo perché rispetto al genere maschile, le donne iniziano presto con visite specifiche che riguardano il loro corpo. Sono questi i risultati di uno studio internazionale pubblicato recentemente sulla rivista americana Journal of Investigative Dermatology [1], condotto su 11.744 pazienti affetti da melanoma diagnosticato tra il 1987 e il 2007.

DATI EPIDEMIOLIGICI MONDIALI E ITALIANI. Il melanoma è un tumore maligno, il più aggressivo tra tutti i tumori della pelle in termini di mortalità: secondo il Report to the Nation on Status of Cancer, ogni ora un americano muore di melanoma metastatico. Il melanoma colpisce principalmente la popolazione tra i 40 e i 60 anni con un’incidenza in continuo aumento. Si assiste, infatti, ad incrementi annui dal 3% al 7%, valori superiori a qualsiasi altro tipo di tumore, con la sola eccezione per il cancro al polmone nelle donne. Tale fenomeno è dovuto alla maggiore ed eccessiva esposizione al sole e ai raggi ultravioletti (UV), dannosi per l’epidermide.

Secondo il rapporto Associazione Italiana Registro Tumori (AIRTUM 2009), in Italia ogni anno si registrano 14,3 nuovi casi di melanoma ogni 100mila uomini, 13,6 casi ogni 100mila donne e secondo i dati Istat del 2006, il melanoma cutaneo ha causato 943 decessi all'anno nella popolazione maschile e 635 in quella femminile. Nel mondo vengono diagnosticati annualmente 130mila casi di melanoma e circa 37mila individui muoiono a causa di questa patologia.

FATTORI DI RSCHIO, PREVENZIONE E DIAGNOSI PRECOCE. "I principali fattori di rischio del melanoma sono di 3 tipi - ha dichiarato la professoressa Caterina Catricalà, Direttore del Dipartimento di Dermatologia Oncologia dell’IFO Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma. "Sono di tipo ambientale (raggi UV, rifrazione della sabbia, dell’acqua e della neve, latitudini e periodo dell'anno in cui ci si espone); comportamentale (come ci si espone al sole) e costituzionale. Questi ultimi riguardano coloro che hanno un numero di nei superiore a 100 e addirittura superiori solo a 5 se i nei sono clinicamente atipici, che hanno segni di scottature dall'infanzia o dall’adolescenza, i fototipi con occhi e capelli chiari che si abbronzano con difficoltà e si scottano sempre. Il rischio genetico riguarda il 10% dei casi e viene riportato ad un altro caso di melanoma in famiglia".

Tuttavia ciascuno può ridurre significativamente il rischio di sviluppare un melanoma attraverso un'adeguata prevenzione nei confronti dell'esposizione solare:  evitare di esporsi eccessivamente al sole tra le ore 11 e le ore 15 e esposizioni intermittenti, usare un filtro solare con fattore adeguato al proprio fototipo indossare indumenti adeguati per la protezione. Nella lotta al melanoma è fondamentale anche la diagnosi precoce che prevede, per le persone a rischio, una visita di controllo dal dermatologo munito di dermatoscopio almeno una volta all'anno, un auto-controllo periodico, ogni 2-3 mesi, di tutta la superficie della propria cute, rivolgendosi ad un dermatologo quando si osserva nel nevo un cambiamento di colore, forma, dimensione oppure quando ne compare uno nuovo.

MATERIALI
- I centri aderenti all'euromelanoma Day 2011
- I risultati dell'Euromelanoma Day 2010
- Rapporto AIRTUM 2009

LINK
- SIDeMaST 

NOTE
[1] Il titolo dello studio è 'Differenze di sopravvivenza tra i due sessi: le donne affette da melanoma hanno un rischio minore di avere metastasi rispetto ai maschi', e i risultati mostrano che le donne rispetto ai maschi hanno una sopravvivenza maggiore (quindi vivono più a lungo); un minor rischio di progressione della malattia con minor interessamento dei linfonodi e degli organi interni; inoltre, anche se c'è una progressione della malattia con metastasi linfonodali, le donne hanno una sopravvivenza migliore. Questi dati implicano differenze nella interazione ospite-tumore tra i due sessi.