INTERVISTA - Endocrinologia, Castello: "Si alla terapia sostitutiva per le donne in menopausa"

A margine dell'undicesimo congresso nazionale dell'Ame, una serie di considerazioni sulle disfunzioni ormonali femminili in età fertile e in età avanzata: "E' sbagliato pensare che la Tos - spiega l'esperto - favorisca l'insorgenza di tumori".

Salute e Prevenzione Tatiana Battini — 17/10/2011

Le malattie e i disturbi femminili legati a scompensi ormonali o a fattori strettamente legati all'apparato endocrino sono complessi e molteplici. Esistono disfunzioni ormonali che causano disturbi di tipo estetico alla donna in età fertile, come l'alopecia (perdita di capelli), l'irsutismo (proliferare di peli sul corpo)  e l'acne, così come scompensi ormonali o genetici possono essere la causa di fondo dell'obesità. Per quanto riguarda le malattie o neoplasie femminili, le più diffuse sono il tumore al seno, alle ovaie e all'utero. 

L'undicesimo congresso nazionale dell'Associazione medici endocrinologi (Ame), svoltosi a Udine dal 14 al 16 ottobre 2011, ha visto specialisti e studiosi dibattere l'endocrinologia nei suoi diversi aspetti, con particolare attenzione alle malattie e delle disfunzioni endocrine che interessano l'universo femminile, sia in età fertile che in menopausa. "Sono stati evidenziati - si legge nel comunicato stampa Ame - gli effetti negativi clinici legati al danno organico, con particolare riferimento alle alterazioni endocrino-metaboliche, le più diffuse delle quali interessano l'apparato riproduttivo e la fertilità che, spesso, sono sottovalutate rispetto la complessità della componente psichica ma che, se trascurate, possono influenzare in modo determinante l'evoluzione della malattia".

"Quello della menopausa è un momento molto delicato per la donna - ha spiegato il dottor Roberto Castello, primario di medicina generale e endocrinologia presso l'A.O.U. integrata di Verona, raggiunto telefonicamente da NanniMagazine.it -, in cui la persona abbandona l'età fertile e, fisiologicamente, cessa il ciclo mestruale e l'attività ovarica". Il passaggio da una fase all'altra causa una serie di scompensi anche molto accentuati a livello fisiologico, ormonale, psicologico, metabolico. Una possibile terapia, "a lungo ostracizzata dalla comunità scientifica - ha aggiunto l'endocrinologo - è la cosiddetta terapia sostitutiva (Tos), per troppo tempo considerata erroneamente la causa scatenante i tumori al seno e all'utero". Si tratta di un trattamento farmacologico a base di ormoni, estrogeni e/o progestinici, prodotti usualmente dalle ovaie. Durante la menopausa la produzione di questi ormoni diminuisce e possono comparire sintomi caratteristici (vampate di calore, insonnia, secchezza vaginale). La terapia ormonale sostitutiva colma la mancanza di ormoni e fa sparire i sintomi della menopausa. Per saperne di più sulle disfunzioni femminili legate all'apparato endocrino abbiamo rivolto qualche altra domanda al dottor Castello:

Cosa è emerso di nuovo, per quanto riguarda i disturbi della donna in età fertile, in sede congressuale?
"Riguardo i disturbi di tipo estetico che colpiscono maggiormente la donna in età fertile (dai 14 ai 40 anni), ovvero irsutismo e acne e alopecia, non sono emerse grandi novità, le statistiche di incidenza sono stabili, ma è stato ribadito che l'uso dell'anticoncezionale facilita il riequilibrio ormonale favorendo la scomparsa della disfunzione ormonale. È importante prendersi cura di disturbi del genere perché, anche se dal punto di vista fisico non si può parlare di malattie, è evidente che dal punto di vista psicologico queste disfunzioni causano grave malessere, soprattutto perché colpiscono per lo più le giovani donne".

Che tipo di cura si può attuare, invece, per le donne in menopausa?
"È importante non demonizzare la cosiddetta terapia ormonale sostitutiva, per troppi anni si è temuto che una cura del genere favorisse l'insorgenza di tumori al seno, all'utero e alle ovaie, ma non è così. Nel 2002 un giornale scientifico statunitense pubblicò i dati relativi a una ricerca condotta in patria prendendo in esame migliaia di donne in menopausa sottoposte a terapia sostitutiva. Risultato della ricerca fu che l'incidenza dei tumori era molto maggiore per queste donne, e da allora tale terapia è stata demonizzata e ostracizzata. In realtà occorre considerare diversi fattori legati a quella ricerca: innanzitutto la gran parte delle donne prese in esame era ultrasessantenne, e per di più i dosaggi ormonali somministrati alle pazienti erano molto alti. Noi suggeriamo la terapia sostituiva alla donna appena entrata nella fase della menopausa, ad un'età relativamente giovane, e soprattutto i nostri dosaggi non sono forti come quelli utilizzati per la ricerca statunitense. Non vi è legame tra la Tos e l'insorgenza dei tumori al seno, alle ovaie e all'utero".

Quanto ha inciso la diagnosi precoce sull'incidenza dei casi di tumore in Italia?
"Molto. Negli ultimi anni, grazie alla diagnosi precoce, l'incidenza di cancro all'utero, alle ovaie e alla mammella è andato diminuendo nel nostro Paese. Come medici continuiamo a invitare le donne sopra i 25 anni a eseguire controlli annuali tramite pap test, mammografia e visita ginecologica, perché accorgersi per tempo della comparsa di un tumore può salvare la vita. Per quanto riguarda le donne in menopausa e in terapia sostitutiva, invece, abbiamo registrato un livello molto alto di controllo perché, temendo l'insorgenza di un tumore, si sottopongono molto più spesso a visite mirate".

Quali sono i fattori di rischio per queste neoplasie?
"Per quanto riguarda tumori al seno, all'utero e alle ovaie, in molti casi la predisposizione è di tipo genetico. Tante pazienti hanno avuto casi di cancro in famiglia, che hanno colpito madri, nonne, zie, e via dicendo. Per queste neoplasie si ha una predisposizione genetica nel 10 per cento circa dei casi. Per quanto riguarda fattori di rischio 'esterno' invece, a scopo preventivo per questi e altri tipi di tumore, sarebbe molto meglio smettere di fumare".


INSORGENZA DI TUMORE AL SENO - ALCUNI FATTORI DI RISCHIO (Fonte Airc): 

 ETÀ.  Con l'aumentare dell'età aumenta il rischio di insorgenza del tumore. Più dell'80 per cento dei casi di cancro al seno si verifica, infatti, nelle donne sopra i 50 anni.  

ORMONI. Numerosi studi dimostrano una stretta correlazione tra l'insorgenza del tumore al seno e gli ormoni presenti nell'organismo femminile. I casi aumentano con l'età anche per effetto della prolungata esposizione agli ormoni prodotti dalle ovaie prima che sopraggiunga la menopausa. Le donne con vita fertile più lunga sono più a rischio sia nel caso di prima mestruazione precoce, sia in quello di menopausa tardiva.

FAMILIARITÀ. È plausibile un aumento del rischio quando in famiglia si sono avuti casi di tumore al seno in parenti prossimi (madre, sorella, nonna, zia) sia da parte materna sia da parte paterna.

PREDISPOSIZIONE GENETICA. In presenza di una forte familiarità di casi di tumore alle ovaie e al seno si può sospettare la presenza di predisposizione genetica.

NULLIPARITÀ. Il numero delle gravidanze può influire sul tumore al seno: maggiore è il numero di gravidanze, minore è il rischio. Anche l'età della prima gravidanza è influente: una gravidanza prima dei 30/35 anni sembra proteggere la donna dal rischio di sviluppare un tumore alla mammella.

RECIDIVITÀ. Un precedente carcinoma della mammella aumenta le probabilità di recidive allo stesso o all'altro seno.  

OBESITÀ. La forte tendenza a ingrassare, specialmente dopo la menopausa, può costituire un fattore di rischio.  

DIETA SBILANCIATA. Un eccesso di calorie introdotte nell'organismo può aumentare il rischio di insorgenza di un tumore al seno. 


[Incidenza del trumore al seno in Italia. Fonte Airc]


INSORGENZA DI TUMORE ALLE OVAIE - ALCUNI FATTORI DI RISCHIO (Fonte Airc):

INCIDENZA FAMILIARE. La notevole incidenza familiare fa presumere che vi siano, all'origine della neoplasia, dei precisi fattori ereditari. 

OVULAZIONE FREQUENTE. L'ovulazione frequente durante l'età fertile sembra far aumentare il rischio. Tale rischio si riduce, invece, in caso di ovulazioni meno frequenti (uso della pillola anticoncezionale e gravidanza).

ETÀ .Tra i fattori di rischio per il cancro alle ovaie va considerata l'età: infatti, la maggior parte dei casi, si manifesta dopo la menopausa, in particolare tra i 50 e i 69 anni. 

ALTRI FATTORI. Altri fattori di rischio sono la prima mestruazione (menarca) precoce, la menopausa tardiva e il non aver avuto figli. Ovviamente, l'aver avuto più gravidanze, l'allattamento al seno e l'uso a lungo termine di contraccettivi estroprogestinici, diminuiscono il rischio di insorgenza del tumore alle ovaie, risultando fattori 'protettivi'.

ALTERAZIONE GENETICA. Anche per questo tipo di tumore esiste un fattore di rischio legato alle alterazioni di geni. Una percentuale tra il 7 e 10 per cento di tutti i casi sembra sia il risultato di una alterazione genetica che si tramanda di generazione in generazione. In presenza di mutazione dei geni BRCA1 e 2 può verificarsi la presenza contemporanea o in tempi diversi di carcinoma delle ovaie e della mammella. Nelle donne appartenenti a famiglie con alta incidenza di tumore delle ovaie o carcinoma della mammella può essere indicato un esame genetico per stabilire il rischio del singolo individuo. 


[Incidenza del tumore dell'ovaio in Italia. Fonte Airc]


INSORGENZA DI TUMORE ALL'UTERO - ALCUNI FATTORI DI RISCHIO (Fonte Airc):

ETÀ .Per quanto riguarda il tumore dell'endometrio (tumore all'utero), l'età è sicuramente il principale fattore di rischio, come dimostra il fatto che questa patologia viene diagnosticata raramente prima dei 50 anni. 

OBESITÀ. Anche l'obesità (spesso legata a una dieta troppo ricca di calorie e grassi) e il diabete possono favorire l'insorgenza del tumore dell'endometrio, che è due volte più comune nelle donne in sovrappeso, tre volte in quelle obese e fino a quattro volte in quelle con diabete, rispetto alle donne sane e con peso nella norma.

ORMONI. Gli ormoni, in particolare gli estrogeni, svolgono un ruolo fondamentale nel generare un rischio di tumore dell'endometrio, poiché questo tessuto è molto sensibile all'azione degli ormoni sessuali che ne modificano la struttura nel corso del ciclo mestruale e rappresentano forti stimoli verso la proliferazione delle cellule. 

ALTRI FATTORI. Tutti i fattori che aumentano il numero dei cicli mestruali (inizio precoce del ciclo, menopausa tardiva, assenza di gravidanze, eccetera), possono aumentare la probabilità di sviluppare tumori endometriali.


[Incidenza del tumore all'utero in Italia. Fonte Airc]


LINK
- Associazione medici endocrinologi (Ame)
MATERIALE
-
Disturbi della donna in età fertile (pdf)