Fecondazione assistita: Nappi, "concepire a 40 anni è possibile, ma molto difficile"

Dall'entrata in vigore della Legge 40 nel 2005, 1 coppia su 6 arriva al bebè, ma resta alto in Italia il numero di coppie infertili e di quelle che volano all'estero. Sono 10mila ogni anno e preferiscono la Spagna.

Cronaca Medicina e Salute Redazione/TB — 10/03/2012

All'indomani della legge n.40 del 19 febbraio 2004 in materia di procreazione medicalmente assistita, le coppie che arrivavano a buon fine con una gravidanza erano 1 su 10. Oggi a sei anni di distanza, a raggiungere questo obiettivo è 1 coppia su 6.  Dati che confermano, dunque, enormi passi in avanti della ricerca e delle tecniche in Italia, alimentando la speranza per gli oltre 3 milioni di coppie infertili del Paese, ma che evidenziano di contro, anche l'aumento esponenziale dell'età media delle donne che decidono di sottoporsi a questa pratica. 

"Con i nostri 36,2 anni di media e un 28,1% di over 40 che accede alla fecondazione, deteniamo un vero e proprio record", ha spiegato Andrea Riccardo Genazzani, presidente del quindicesimo Congresso mondiale dell'International Society of Gynecological Endocrinology (Isge) tenutosi a Firenze nelle scorse settimane. "Il fattore età - ha proseguito Genazzani - incide in maniera indipendente sulla capacità procreativa, che si esaurisce circa un decennio prima della menopausa"". Così, per sottolineare questo concetto durante l'incontro gli esperti hanno coniato un neologismo, come espresso da Rossella Nappi, ricercatore presso il centro per la procreazione medicalmente assistita dell'Irccs Fondazione S. Matteo dell'Università di Pavia: "Dovremmo iniziare a parlare - ha detto l'esperta - di 'fertipausa' e spiegare alla popolazione senza troppe illusioni che, nonostante i progressi compiuti, a 42/43 anni concepire, per via naturale o artificiale, è possibile ma estremamente difficile". 

Dal convegno è emerso, quindi, che data la complessa situazione di base che vede una popolazione mediamente più anziana avvicinarsi alla fecondazione in vitro ed una legge particolarmente restrittiva, i successi registrati negli ultimi anni evidenziano ancor più l'ottimo livello dell’assistenza nel nostro Paese. "Siamo leader nelle tecniche di fecondazione in vitro con ovuli scongelati (3.284 cicli nel 2008) - continua Genazzani -, una scelta inizialmente obbligata dalla normativa, ma ora sempre più diffusa a livello globale perché rappresenta una chance di conservare la fertilità per chi debba sottoporsi a terapie oncologiche". "Stiamo gradualmente riducendo i livelli di gravidanze plurime (oggi sono il 22,3% del totale), contiamo 350 centri, una tradizione di  eccellenza. Eppure ogni anno ancora circa 10mila coppie decidono di rivolgersi all’estero, una cifra pari al 30% dei 25mila europei che vanno in altre nazioni per ricorrere alla Pma".

Nonostante tutti questi passi in avanti nella tecnica e nella ricerca, però, la fuga dei futuri genitori verso l'estero non si ferma. Sono infatti circa 10mila, ogni anno, le coppie che si rivolgono ad altri Paesi, Spagna in primis, dove si registra un incremento notevole negli ultimi anni. Seguono la Svizzera, la Francia e ultimamente, per i costi più contenuti, i Paesi dell'Est Europa. Dal 2004 ad oggi, si è evidenziato nel convegno, sono 385mila le coppie italiane che hanno tentato la strada della procreazione medicalmente assistita: di queste 65mila sono diventate genitori.

Ma quali sono le cause dell'infertilità? Secondo quanto emerso dall'incontro di Firenze, questa è dovuta nel 35,4% dei casi all'uomo, nel 35,5% a lei, nel 15% attribuibile a entrambi i partner e nel 13,2% è inspiegata. Tra le possibili cause negli ultimi anni allo studio dell'International Society of Gynecological Endocrinology (Isge) c'è sicuramente quella di tipo endocrino, e quindi l'impatto degli ormoni sulla vita della donna e sulla sua funzione riproduttiva. "Siamo i soli a studiarne l'effetto specifico sui vari organi e sistemi - ha spiegato Genazzani - con un approccio di genere, che non si limita a momenti come l'adolescenza, al controllo della fertilità, alla gravidanza e alla menopausa, ma vuole comprendere più nel complesso anche la ricaduta sulla salute complessiva". "Molto interessanti - ha aggiunto - sono le implicazioni sulla psiche e sulla modulazione dell'umore, un settore in cui l'Italia è all'avanguardia. Un momento cruciale è la menopausa, quando cessa la produzione degli ormoni che rappresentano il motore dell'organismo femminile. Il loro calo, improvviso o graduale, determina in ben una donna su 4 alterazioni dell'umore, sino a veri e propri sintomi depressivi".

MATERIALI
- Legge n.40 del 19 febbraio 2004 'Norme in materia di procreazione medicalmente assistita'

LINK
- International Society of Gynecological Endocrinology (Isge)