TBC: dall'OMS la nuova strategia globale per ridurla in 33 Paesi a bassa incidenza

Torna anche in Italia questa malattia infettiva favorita soprattutto dai flussi migratori. Per questo è stato presentato a Roma un programma di intervento con una fase di "pre-eliminazione" entro il 2035, per poi debellarla completamente entro il 2050

Patologie Francesca Nanni — 30/07/2014

Sembrava una malattia del tutto scomparsa nel mondo industrializzato. Invece, soprattutto a causa della ripresa massiccia dei flussi migratori che sbarcano ed emigrano da Paese a Paese, la Tubercolosi[1] è tornata ad affacciarsi in molte aree, Italia inclusa. Ecco perché l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla European Respiratory Society (ERS) ha presentato nelle scorse settimane a Roma un nuovo programma di intervento per l'eliminazione di questa malattia proprio nei Paesi a bassa incidenza. Oggi sono 33 i Paesi[2] e i territori dove si contano meno di 100 casi di Tubercolosi per milione di abitanti.

Il programma di intervento prevede una fase iniziale di "pre-eliminazione", con l'intento di riportare il tasso annuale di nuovi casi di Tubercolosi in questi Paesi a meno di 10 per milione di persone entro il 2035. L'obiettivo successivo sarà quello di conseguire la completa eliminazione della Tubercolosi entro il 2050, definita come meno di 1 caso per milione di persone all'anno. Sebbene la Tubercolosi sia prevenibile e curabile, ancora oggi, in queste 33 aree sono 155mila le persone che ogni anno si ammalano e 10mila le persone che ne muoiono. Sviluppato con esperti provenienti dai paesi a bassa incidenza e adattato a partire dalla nuova strategia globale dell'Oms contro la tubercolosi, 2016-35, approvata dall'Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2014, il programma di intervento si basa su approcci che si stanno già dimostrando vincenti.

NAKATANI: "ACCESSO AI SERVIZI SANITARI ATTRAVERSO UNA COPERURA UNIVERSALE". I Paesi riconoscono la necessità comune di ridare energia al tentativo di eliminare la Tubercolosi, intesa come problema di salute pubblica, e di impedirne il ritorno. È anche vero, però, che in questi Paesi l'attenzione per questa minaccia alla salute pubblica è diminuito a causa della bassa incidenza della malattia e, pertanto, la capacità di fronteggiarla potrebbe risultare indebolita. "I Paesi a bassa incidenza di Tubercolosi sono già in possesso dei mezzi per ridurre drasticamente i casi di Tubercolosi entro il 2035 - ha dichiarato il Dott. Hiroki Nakatani, Vice Direttore Generale dell'OMS -. Il fondamento è una copertura sanitaria universale, che assicuri a tutti l'accesso ai servizi sanitari necessari senza causare difficoltà economiche. La chiave è indirizzare interventi mirati a favore delle persone che ne hanno maggiormente bisogno".

GLI INTERVENTI CHIAVE DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO. Nello specifico, il nuovo programma di intervento dell'OMS mette in evidenza l'efficacia di otto interventi chiave, in un pacchetto coerente per l'impatto nei paesi di destinazione:

1. Garantire sostegno finanziario per la pianificazione e per i servizi di elevata qualità

2. Priorità ai gruppi più vulnerabili e difficili da raggiungere

3. Servizi speciali ai migranti e attenzione alle questioni transfrontaliere

4. Effettuare lo screening per la Tubercolosi attiva e per l'infezione tubercolare nei gruppi ad alto rischio e fornire un trattamento appropriato; gestire le epidemie

5. Ottimizzare la prevenzione e la cura della Tubercolosi multi-resistente

6. Garantire una sorveglianza costante, il monitoraggio e la valutazione dell’intervento

7. Investire in ricerca ed in nuovi strumenti

8. Sostenere il controllo globale della Tubercolosi.

I GRUPPI PIÙ VULNERABILI ALLA TUBERCOLOSI. Tra i gruppi più vulnerabili vi sono i poveri e le persone senza fissa dimora, i migranti e le minoranze etniche. Inoltre, le persone che fanno uso di droghe, i carcerati, e le persone con un sistema immunitario compromesso (per esempio, le persone affette da HIV, malnutrizione, diabete; fumatori e bevitori pesanti) hanno un rischio molto maggiore di ammalarsi di Tubercolosi. Molti di questi gruppi vulnerabili si trovano a dover superare una serie di barriere per poter accedere ai servizi sanitari.

RAVIGLIONE: "PAESI CON BASSA INCIDENA DI TUBERCOLOSI PIONIERI A LIVELLO MONDIALE". Affrontare la Tubercolosi nel contesto della migrazione transfrontaliera può rappresentare una sfida significativa anche per i fornitori di servizi sanitari. Molte persone sottoposte a un ciclo di trattamento per la Tubercolosi potrebbero trovarsi nella condizione di doversi trasferire per lavoro, anche senza aver prima completato il trattamento per la Tubercolosi. "I Paesi con una bassa incidenza di Tubercolosi sono nella posizione ideale per raggiungere livelli storicamente bassi di Tubercolosi - ha aggiunto il Dott. Mario Raviglione, direttore del Programma Globale per la Tubercolosi dell'OMS -. Possono avere il ruolo di pionieri a livello mondiale".

MIGLIORI: "SE COMMETTIAMO ERRORI ADESSO, LA TBC POTREBBE RIPROPORSI IN FORME RESISTENTI AI FARMACI". Ad aver favorito il ritorno di questa malattia infettiva a trasmissione aerea, la globalizzazione e l'aumento degli esodi che le permettono di continuare a diffondersi attraverso le comunità e i Paesi. Per eliminare la Tubercolosi nei Paesi a bassa incidenza sarà di vitale importanza estendere a tappeto la prevenzione e la cura della Tubercolosi nei Paesi ad alta incidenza. Questa interdipendenza richiede un'azione concertata e una stretta collaborazione tra i Paesi con alta incidenza di Tubercolosi e quelli con bassa incidenza. "Antibiotici potenti e migliori condizioni di vita hanno quasi debellato la malattia da molti Paesi ad alto reddito, ma non abbiamo ancora vinto. E se commettiamo errori adesso, la Tubercolosi potrebbe riproporsi, anche con forme più resistenti ai farmaci - ha aggiunto il Professor Migliori dell'ERS -. Invece, se agiamo correttamente e ci impegniamo nuovamente a combattere la malattia, sia nel nostro Paese che all'estero, la Tubercolosi, un giorno, non rappresenterà più una minaccia per la salute pubblica".

NOTE
[1]
È una malattia infettiva causata da vari ceppi di micobatteri, in particolare dal Mycobacterium tuberculosis, chiamato anche Bacillo di Koch. La tubercolosi attacca solitamente i polmoni, ma può colpire anche altre parti del corpo. Si trasmette per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con la tosse.[2] La maggior parte delle infezioni che colpiscono gli esseri umani risultano essere asintomatiche, cioè si ha un'infezione latente. Circa una su dieci infezioni latenti alla fine progredisce in malattia attiva, che, se non trattata, uccide più del 50 per cento delle persone infette.
[2] Australia, Austria, Bahamas, Belgio, Canada, Costarica, Cuba, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Israele, Italia, Giamaica, Giordania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Portorico, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti d’America, Cisgiordania e Striscia di Gaza. Oltre i Paesi e i territori elencati, il programma di intervento riguarderà anche i Paesi che si avvicinano a meno di 10 casi/100mila abitanti all’anno.