Dopo i farmaci orfani, quelli alla Cannabis: così l'Esercito produrrà cure a basso costo

Si tratta di medicine difficili da reperire, spesso importate dall'estero, per lenire dolori da cancro o da altre gravi malattie. Oggi arrivano fino a 700 euro a confezione. Produrli in ambito militare permetterebbe riduzione dei costi e accesso alla cura

Cronaca Medicina e Salute Redazione/TB — 05/09/2014

Fino a qualche giorno fa erano farmaci difficili da reperire per tutti quei malati italiani che ne hanno bisogno per lenire dolori da cancro o altre gravi malattie. Oggi, invece, l’Italia dice ‘sì’ alla produzione di farmaci derivati da Cannabis per uso medico. Sarà lo stabilimento chimico-militare farmaceutico di Firenze a produrre quelli che sono stati già ribattezzati i ‘farmaci cannabinoidi di Stato, mentre fervono i lavori per consentire alla struttura di iniziare a produrli. Secondo fonti di agenzie stampa, attualmente sarebbero in via di preparazione proprio i percorsi e le procedure per concretizzare questa ipotesi. Una sorta di 'protocollo sperimentale' per garantire farmaci 'Made in Italy' e a basso costo. Alla struttura, nata a fine '800 e oggi centro di produzione di molteplici tipologie di farmaci, serviranno poi alcuni mesi, a partire da quando arriverà il via libera ufficiale del ministero della Difesa e della Salute e le indicazioni pratiche, per dare poi l’ok alla produzione vera e propria.

OBIETTIVO, RIDURRE I COSTI CHE ORA SFIORNAO I 700 EURO PER FARMACO CANNABINOIDE. Ma sembra che non bisognerà attendere a lungo per la messa in produzione dei nuovi farmaci cannabinoidi. Anche perché, secondo quanto denunciato nei mesi scorsi, proprio dallo Stabilimento chimico-militare farmaceutico di Firenze, sono migliaia di pazienti che già da tempo stavano richiedendo tempi e modi per ottenere prodotti ad un costo più basso di quello da pagare per averli dall'estero, grazie alla produzione italiana. "Abbiamo ricevuto migliaia di lettere da famiglie con malati bisognosi di terapia del dolore – ha confermato alla stampa Domenico Cotroneo, rappresentante sindacale del Farmaceutico militare -. Una fiala di farmaco cannabinoide costa oggi sui 700 euro, noi potremmo produrla a costi molto minori. Già lo facciamo per i medicinali orfani, quelli dedicati alle malattie rare, e potremmo farlo anche per gli antitumorali, come il metrotressato, abbassando il costo a circa un quarto dell'attuale". "Il materiale da 'incapsulare' – ha aggiunto Cotroneo - arriverà al Chimico farmaceutico di Firenze dal Centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo. Noi ci occuperemo appunto di finalizzare e standardizzare il prodotto e di trasformarlo in pillole".

I DUBBI SULL’ACCESSO AL FARMACO, POCHI I MEDICI CHE LI PRESCRIVONO OGGI. Nove le Regioni italiane (Puglia, Toscana, Veneto, Liguria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia e Umbria) che hanno legiferato sul tema dei farmaci a base di cannabis, approvando normative che ne consentono concretamente l'utilizzo ai sensi di decreto del 2007, emanato dall'allora ministro della Salute, Livia Turco (nel 2013 un ulteriore decreto ha riconosciuto l'efficacia farmacologica dell'intera pianta della cannabis). Ma, come denunciato anche dall'Associazione Luca Coscioni in una campagna ad hoc, sono molti ancora gli ostacoli all'accesso a questi prodotti utili a lenire il dolore di persone affette da sclerosi multipla, Sla, fibromialgia, neuropatia, glaucoma, Hiv o con dolori oncologici. nel 2013 solo 40 pazienti hanno avuto accesso a questa terapia. La maggior parte dei farmaci in questione, infatti, non è ancora presente nel mercato italiano e i medici che li vogliono prescrivere, ancora troppo pochi. Per questo al momento se ne richiede l'importazione dall'estero al ministero della Salute.

VERONESI: “LA CANNABIS È UN OTTIMO FARMACO ED È GIUSTO UTILIZZARLA!”. È "giustissimo usare e coltivare" la marijuana a scopo terapeutico, dice l'oncologo Umberto Veronesi a Cernobbio per il workshop Ambrosetti. "La marijuana – ha affermato Veronesi - è un ottimo farmaco. Dal momento è anche uno stupefacente, si ha sempre paura ad usarlo. Invece è ottimo contro il dolore, contro i malesseri, contro il vomito, ed è un sedativo". "E' la stessa cosa – ha concluso l’oncologo - che è successa con la morfina, che per anni non sono riuscito a far avere a questi poveri diavoli che soffrivano. E' giustissimo usarla e coltivarla. Io sono anche per la liberalizzazione, ma questo è un altro discorso".

L’IMPEGNO DELL’ESERCITO PER LA MEDICINA. Lo Stabilimento chimico-militare farmaceutico di Firenze, che occupa un'area di circa 55mila metri quadrati, ha prodotto nel tempo medicinali per contrastare la radioattività generata dall'incidente nucleare di Chernobyl, e per la cosiddetta 'cura di Bella'. Ed oggi si prepara a produrre anche farmaci cannabinoidi. Una storia che inizia da lontano quella dello Stabilimento, sul finire dell’ '800. Con il Regio Decreto per l'organizzazione del Servizio chimico-farmaceutico militare datato 26 giugno 1853, a Torino fu istituito un deposito di farmacia militare con annesso il laboratorio generale chimico farmaceutico, con il compito di preparare tutti i medicinali i materiali occorrenti per il Servizio sanitario e veterinario militare. Oggi questa struttura viene spesso utilizzata per produrre farmaci per le persone comuni, anche se accanto a nuovo campo di intervento, il Farmaceutico militare prosegue nella sua tradizionale attività di produzione di medicine e kit sanitari per l'esercito (qui è in produzione anche il chinino di Stato contro la malaria, ndr), antidoti per incidenti nucleari, medicinali e vaccini per le emergenze sanitarie, integratori alimentari per missioni particolari, raccolta e scorta di sangue e plasma.

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- Stabilimento chimico-militare farmaceutico di Firenze