Calcio amatoriale, scherma e sport acquatici: ISS, sigaretta amica di 1 atleta su 10

Il dato emerge dal Rapporto 2015 per la Giornata Mondiale senza Tabacco: mentre si registra uno stallo sul numero di fumatori, lo sport registra una consuetudine alla 'bionda'...soprattutto durante un evento sportivo

Dipendenze Redazione/GP — 29/05/2015

Calcio amatoriale, ma anche scherma e sport acquatici. Sono questi i settori sportivi, secondo il Rapporto 2015 dell’ISS, presentato in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco il 29 maggio, dove la sigaretta è amica inseparabile per 1 atleta su 10, con una leggera prevalenza nelle donne. Un dato che lascia sicuramente riflettere se si tiene conto del fatto che il 70 per cento degli atleti e delle atlete fumatrici si accendono la sigaretta proprio durante l’evento sportivo. I risultati sono stati ottenuti mediante test antidoping relativi al monitoraggio della nicotina e dei suoi metaboliti sulle urine di 1.511 atleti praticanti attività sportive non agonistiche e attività amatoriali giovanili anche agonistiche in diverse discipline e pratiche sportive. Così vengono fuori differenze anche tra gli sport praticati: è soprattutto tra i calciatori amatoriali che si registra la percentuale più alta di fumatori, più del 30 per cento; a seguire, la scherma e gli sport acquatici. Gli indicatori biochimici hanno rilevato che quasi il 70 per cento degli atleti e delle atlete fumatrici fumano durante l’evento sportivo.

ITALIANI E LE SIGARETTE, UNA RELAZIONE DIFFICILE DA TRONCARE. Nei primi sei mesi del 2015, infatti, il numero di fumatori è rimasto pressoché invariato rispetto al 2014, un numero fermo a circa 10,9 milioni, il 20,8 per cento della popolazione. “Il dato oramai consolidato è che, da 8 anni a questa parte, la prevalenza di fumatori in Italia rimane pressoché invariata - spiega il Commissario dell’ISS professor Walter Ricciardi -, stupisce però che a fumare sia ancora uno sportivo su dieci, segno che dobbiamo ancora molto insistere sulla promozione dei corretti stili di vita soprattutto nei confronti dei giovani”. I dati arrivano dal Rapporto Annuale sul Fumo in Italia rilevati dall’indagine Doxa effettuata per conto dell’ISS in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmcologiche Mario Negri e presentati il 29 maggio in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco. Insomma, nulla di nuovo, dispiace dirlo, sulla lotta al fumo un po’ in tutte le fasce d’età coinvolte: “La situazione di stallo riguarda tutte le fasce di età. L’età media di questa popolazione rimane costante (44,7 anni) - spiega Roberta Pacifici, Direttore dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’ISS - così come l’età in cui si accende la prima bionda (18 anni) e l’età media in cui si smette (42 anni). Questo significa che tanti giovani iniziano a fumare quanti adulti smettono, un chiaro segnale che le strategie di intervento sulla prevenzione nei giovani e di cessazione vanno ripensate”.

IL FUMO IN SINTESI. I fumatori in Italia sono 10,9 milioni, il 20,8 per cento della popolazione: 6,3 milioni di uomini (il 25,1 per cento) e 4,6 milioni di donne (16,9 per cento). Gli ex fumatori sono 6,3 milioni (il 12,1 per cento) 4,0 milioni di uomini e 2,3 milioni di donne. Si osserva quest’anno un lieve decremento della prevalenza di fumatori di entrambi i sessi: gli uomini passano dal 25,4 per cento del 2014 al 25,1 per cento del 2015, le donne dal 18,9 per cento del 2014 al 16,9 per cento del 2015. L’analisi della prevalenza del fumo di sigarette tra gli uomini e le donne di varie età mostra che la percentuale di fumatori è ancora superiore a quella delle fumatrici in tutte le fasce di età. Nella fascia di età compresa tra i 25 e 44 anni si registra la prevalenza maggiore di fumatori di entrambi i sessi (22,4 per cento delle donne e 30,7 per cento degli uomini). 

13 SIGARETTE IL CONSUMO MEDIO QUOTIDIANO. Il consumo medio di sigarette al giorno si conferma intorno alle 13 sigarette. Oltre il 75 per cento di fumatori consuma più di 10 sigarette al giorno: tale valore è in lieve aumento rispetto al 2014. Soltanto il 16,7 per cento dei fumatori consuma fino a 9 sigarette al giorno. Si inizia a fumare mediamente a 17,9 anni con un gap tra uomini e donne di circa due anni (17,0 anni gli uomini, 19,1 le donne). Circa il 73,0 per cento dei fumatori ha iniziato a fumare tra i 15 e i 20 anni e il 12,9 per cento anche prima dei 15 anni. La motivazione principale all’iniziazione al fumo di sigaretta rimane, costantemente nel tempo, l’influenza dei pari.

CHI SMETTE DI FUMARE LO FA INTORNO AI 42 ANNI. Si smette di fumare mediamente a 42,4 anni in entrambi i sessi e principalmente per motivi di salute, ma anche per motivi economici (gli uomini) o a seguito di una gravidanza (le donne)”. Rispetto alla tipologia di prodotti del tabacco acquistati si osserva quest’anno una conferma della percentuale di fumatori che scelgono le sigarette fatte a mano (17,0 per cento contro il 18,0 del 2014 ed il 9,6 per cento del 2013). I principali consumatori sono i giovani maschi (fino a 25 anni).

DIMINUISCE NEL 2015 L’USO DELLA SIGARETTA ELETTRONICA. Gli utilizzatori sono passati dall’ 1,6 per cento del 2014 all’1,1 per cento del 2015 (nel 2013 erano il 4,2 per cento). Gli utilizzatori della e-cig hanno mediamente 45 anni e sono soprattutto uomini (63,2 per cento). Quella più utilizzata è quella contenente nicotina (60,8 per cento) che viene acquistata soprattutto presso i rivenditori specializzati (61,1 per cento). Tra gli utilizzatori della e-cig è aumentata quest’anno la percentuale di chi ha dichiarato di aver smesso di fumare le sigarette tradizionali (18,8 per cento nel 2014, 30,1 per cento nel 2015). In aumento la percentuale di fumatori di e-cig che dichiara di non aver modificato le proprie abitudini tabagiche, aggiungendo quindi l’uso della e-cig allo stesso numero di sigarette tradizionali fumate (25,1 per cento nel 2014  33,5 per cento nel 2015). L’86,0 per cento degli ex utilizzatori di sigaretta elettronica ne ha fatto uso al massimo per 6 mesi. 

I GIOVANI E IL FUMO. Ai giovani, ed ai programmi di prevenzione e di cessazione più efficaci riconosciuti dalla letteratura internazionale, sono dedicate due revisioni Cochrane ed uno studio dell’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’ISS nato dalla collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed eseguito con il supporto dell’Ambulatorio di Prevenzione e Terapia del tabagismo dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma. Lo studio ha rivelato che gli interventi che hanno soltanto un approccio di tipo informativo (opuscoli, tutor, immagini) sono del tutto inefficaci. Programmi, invece, che lavorano sulla capacità di dire NO all’offerta di fumare e sulla capacità di prendere le distanze, sono quelli che più funzionano. La fase di valutazione a 9 mesi dal programma d’intervento, infatti, in una popolazione di 246 alunni di 12 classi di 2 Istituti Tecnici, ha mostrato che nel gruppo di controllo, sottoposto soltanto a incontri informativi, i fumatori sono aumentati dal 17 al 25 per cento. Nel gruppo sperimentale, invece, sottoposto a interventi sulla gestione delle relazioni, sulla diminuzione dell’ansia sociale, sulla strutturazione di idee individuali e dei propri bisogni, i fumatori si sono dimezzati, passando dal 17 al 9 per cento. 

L’ATTIVITÀ DEI CENTRI ANTIFUMO. L’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’ISS come tutti gli anni effettua il censimento dei Centri Antifumo del SSN dedicati alla cura del tabagismo e dei problemi fumo-correlati. Si rileva quest’anno un lieve aumento del numero dei Centri Antifumo attivi sul territorio nazionale (368 ad aprile 2015, 354 nel 2014) che hanno trattato nell’ultimo anno quasi 18mila utenti. Nell’80 per cento dei casi i centri antifumo hanno preso in carico fino a 100 pazienti/anno che giungono presso la struttura su iniziativa personale (80 per cento dei casi). Il Rapporto dell’ISS rivela, tra gli altri dati, anche una forte impennata delle telefonate giunte al Telefono Verde contro il Fumo 800554088 dell’ISS, a seguito del suo inserimento tra le avvertenze supplementari sull’etichettatura dei prodotti del tabacco. Erano 500 le telefonate nel 2011, sono state 5.414 nel 2014. Hanno chiamato il telefono verde soprattutto fumatori di sesso maschile (3.477 utenti, 64,2 per cento delle chiamate), del Sud Italia (42 per cento delle chiamate). Si registrano in questo ultimo anno anche numerose chiamate di giovani di età inferiore ai 25 anni. La principale motivazione la richiesta di aiuto per smettere di fumare. 

INFORMAZIONI ATTIVITÀ CENTRI ANTIFUMO
- Telefono Verde contro il Fumo 800.554.088