Valentina Vezzali: "La 'stoccata' vincente all'Ictus arriva dalla prevenzione"

Così la schermitrice, oggi parlamentare, intervenuta al convegno A.L.I.Ce. in occasione della Giornata Mondiale di questa malattia. L'atleta: "Nelle donne questa patologia uccide il doppio di un tumore al seno, ma si può prevenire in 8 casi su 10"

Patologie Francesca Nanni — 29/10/2015

"Iniziative come quella di oggi, in questa giornata importante, sono fondamentali nella lotta ad una patologia. È mettendo insieme le nostre forze per sensibilizzare, informare e così prevenire per migliorare la nostra qualità della vita, possiamo dare veramente la 'stoccata' vincente all'ictus". Sono le parole appassionate di Valentina Vezzali, schermitrice italiana sei volte oro olimpico ed oggi parlamentare di Scelta Civica per l'Italia, ad introdurre il convegno in occasione della Giornata Mondiale contro l'Ictus Cerebrale tenutosi a Roma il 29 ottobre.

Una tavola rotonda organizzata da A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale) che ha visto esponenti Istituzionali, del mondo medico, scientifico ed economico confrontarsi sulla relazione tra la Fibrillazione Atriale (ovvero la forma più comune di aritmia, responsabile di un terzo di tutti i ricoveri per disturbi del ritmo cardiaco) e l'Ictus Cerebrale, la più frequente malattia neurologica.

L'ictus, lo ricordiamo, è una malattia che colpisce il cervello ed è causata da un'interruzione di sangue ai tessuti cerebrali, dovuta alla chiusura o alla rottura di un'arteria. Non solo: l'ictus causato da fibrillazione atriale tende ad essere più grave perché l'embolo che parte dal cuore chiude arterie di calibro maggiore, con un danno ischemico a porzioni più estese di cervello. In Italia, sono circa 1 milione le persone con fibrillazione atriale e questa aritmia, che colpisce una persona su 4 dopo i 55 anni, è la causa di circa il 20 per cento degli ictus ischemici.

Ma se da una parte questi sono numeri impressionanti per una patologia che è la seconda causa di morte a livello mondiale e la terza dopo le malattie cardiovascolari ed il cancro nei paesi sviluppati,  dall’altra è vero anche che attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce possono cambiare in positivo. "L'ictus si può prevenire in 8 casi su 10 - ha spiegato la Vezzali - soprattutto seguendo uno stie di vita corretto". "Ecco anche perché il mio impegno per combattere questa malattia, perché sono una donna ed un'atleta che ha sempre seguito, e segue tutt'ora, una buona alimentazione, una vita attiva e senza fumo (che è una delle cause dell'ictus, ndr)". "Tutte le persone possono prendersi cura della propria salute semplicemente migliorando il loro stile di vita, mangiando bene e muovendosi anche solo camminando un'ora al giorno".

"È questa la buona prevenzione  migliorare
la nostra qualità della vita e nel futuro anche risparmiare risorse sanitarie importanti. Iniziative come quella di oggi, in questa giornata importante - ha concluso valentina Vezzali - vanno nella giusta direzione e, in questo caso come mamma, ribadisco il mio impegno a diffondere il messaggio della prevenzione soprattutto nelle scuole, perché anche i bambini siano educati fin da piccoli ad uno stile corretto che migliorerà la loro vita da grandi".


[Valentina Vezzali durante il convegno sull'ictus il 29 ottobre. Accanto a lei Valeria Caso, neurologa presso l'Unità Coronarica dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, e Francesco Gaballo, vice presidente  A.L.I.Ce. Italia Onlus. Photo ©Stefano Gizzi]