Bassa percezione del rischio e scarsa informazione mediatica: l'Aids esiste e in Ue è boom di contagi

È scomparsa dalle notizie italiane, ma questa malattia non si è dissolta, bensì esiste ancora con oltre due milioni di nuove infezioni l'anno, in parte dovute anche a questa errata convinzione. E dall'ISS arrivano i dati del Telefono Verde AIDS

Ricerca in Medicina Francesca Nanni — 01/12/2015

Sono lontani i tempi in cui, giusto 30 anni fa, l’attore americano Rock Hudson confessando di essere ammalato di Aids ed omosessuale, dette il via una stagione mediatica che ha notevolmente contribuito alla lotta contro questa malattia, permettendo di trovare risorse e fondi per sviluppare trattamenti sempre più efficaci. Diversamente, oggi, l’Aids sembra essere sparito dallo scadenziario giornalistico dei mass media e dalla priorità dei tanti eventi benefici e di sensibilizzazione che fioccano durante l’anno. Ma ciò non vuol dire che sia scomparso dalla faccia della terra. L’Aids c’è, esiste ancora ed è ancora, oggi più che mai, è una malattia 'per cui si muore sempre': il numero delle infezioni non solo non è diminuito ma, negli ultimi anni, ha ricominciato ad aumentare costantemente al ritmo di oltre due milioni di nuove infezioni Hiv l’anno.

Ecco perché la Giornata mondiale per la lotta contro all’Aids, che si ogni 1 dicembre dal 1988, è un occasione per non abbassare la guardia, soprattutto in continenti come l’Europa dove questa malattia ha toccato un livello mai visto neanche negli anni '80, e in Africa dove è diventato la prima causa di morte tra gli adolescenti con 26 nuove contagi ogni ora. Dal punto di vista dei contagi, in Europa la situazione non è affatto tranquilla. Il sistema medico-sanitario di monitoraggio sull’Hiv, infatti, ha registrato lo scorso anno 142mila nuove infezioni nei 53 paesi della regione europea dell'OMS, di cui circa 30mila nella sola Unione Europea, il numero più alto mai visto da quando è iniziato il conteggio. Un rapporto Oms-Ecdc spiega che sono in aumento le nuove infezioni dovute a rapporti omosessuali, che erano il 30 per cento nel 2005 mentre ora sono il 42 per cento, mentre quelle dovute a rapporti eterosessuali sono il 32 per cento. Marginale, invece, l'apporto di nuove infezioni da parte di tossicodipendenti che usano droghe iniettabili, appena il 4,1 per cento.

AIDS FOCUS GENERALE SULLE INFEZIONI. L'11 per cento delle infezioni avviene nella fascia tra i 15 e i 24 anni e il tasso tra gli uomini è 3,3 volte quello tra le donne. L'Italia non fa eccezione, come segnalano sia i dati dell'Istituto Superiore di Sanità' che quelli dell'associazione dei microbiologi italiani (Amcli). Sono soprattutto i giovani tra i 25 e i 29 anni i bersagli preferiti dal virus dell'Hiv nel nostro paese, afferma il Centro Operativo Aids dell'Iss, e, nonostante anni di campagne informative, si contagiano nell'84 per cento dei casi attraverso rapporti sessuali senza preservativo, che avvengono nel 40 per cento casi dei tra omosessuali maschi. Il mancato calo delle nuove diagnosi, unito comunque alla bontà delle cure per chi scopre di avere un'infezione, fa sì che nel nostro Paese ci siano 140mila sieropositivi, il numero più alto d'Europa. La profilassi pre-esposizione, l'assunzione cioè dei farmaci prima di contrarre l'infezione, ridurrebbe i contagi del 90 per cento, ricorda uno studio del Cdc di Atlanta, ma non è molto conosciuta neppure dai medici oltreoceano, tanto che oltre un terzo non ne ha mai sentito parlare.

TELEFONO VERDE, DAL 2014 ATTIVO ANCHE IN EUROPA. Attivo a livello nazionale dal giugno 1987, nel luglio 2014 in occasione del Semestre di Presidenza Italiana in Europa, il Telefono Verde ha aperto una finestra anche oltre confine. Il contatto Skype ‘uniticontrolaids’ assicura, infatti, anche a coloro i quali non vivono in Italia di raggiungere gli esperti del Telefono Verde nella fascia oraria 14.00-17.00 del lunedì e del giovedì. Inoltre, dal 1 dicembre 2013 l’attività di counselling telefonico si integra con quella di un nuovo alleato nella lotta all’AIDS: il sito Uniticontrolaids che con un linguaggio semplice e diretto fornisce informazioni scientifiche, complete e aggiornate sull’HIV, sull’AIDS e sulle Infezioni Sessualmente Trasmesse. Il Servizio, anonimo e gratuito, si avvale di differenti specialisti (medici, psicologi, esperti della comunicazione) che rispondono, durante l’anno, in italiano, inglese e francese, dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 18.00. Inoltre, un esperto in materia legale è presente il lunedì e il giovedì dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

L’ATTIVITÀ DEL TELEFONO VERDE IN NUMERI. Da giugno 1987 a dicembre 2014, sono giunte 738.410 telefonate provenienti prevalentemente da persone di sesso maschile (75 per cento). Il 70,4 per cento delle persone che telefonano ha un’età compresa tra i 20 e i 39 anni. Gli utenti hanno chiamato per lo più dalle regioni del Centro Italia e il gruppo maggiormente rappresentato è costituito da persone che dichiarano di aver avuto rapporti eterosessuali (57,3 per cento). Il numero totale dei quesiti formulati è di 1 milione 979mila 996 riguardanti in massima parte:
• modalità di trasmissione delle infezioni sessualmente trasmesse (28,3 per cento)
• informazioni sugli esami diagnostici e nello specifico sul test HIV (25,4 per cento)
• aspetti psico-sociali (13,8 per cento).

In merito alle persone straniere che accedono al Servizio, dal 1995 (anno a partire dal quale è stata rilevata la nazionalità) a dicembre 2014, sono pervenute al TVA e IST 4.459 telefonate, le quali per il 65 per cento sono state effettuate da persone di sesso maschile. La classe di età maggiormente rappresentata è quella che va dai 20 ai 29 anni (80 per cento). Le aree geografiche di provenienza sono nell’ordine: Africa (28,1 per cento), America (23,6 per cento), Europa non UE (22,5 per cento), Unione Europea (17 per cento), Asia (8,5 per cento), Oceania (0,2 per cento). Per 14 (0,3 per cento) utenti non è stato possibile individuare la provenienza.

STUDIO SUL CONTAGIO:SOLO IL 14% DEI GIOVANI USA IL PROFILATTICO. A fronte di una consistente proporzione di intervistati che hanno dichiarato di avere rapporti sessuali (il 47 per cento degli studenti, il 78,8 per cento degli stranieri e il 96,4 per cento dei giovani) permane un uso limitato del preservativo che riguarda solo il 14,7 per cento delle persone straniere, il 32,2 per cento dei giovani e il 40,1 per cento degli studenti. Appare chiaro che nei tre diversi gruppi, costituiti da persone giovani e sessualmente attive la propensione all’adozione di comportamenti a rischio sia molto alta. I dati vengono fuori dallo studio di un gruppo di ricercatori dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione del Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS ha condotto lo Studio di fattibilità di un Sistema di Sorveglianza di seconda generazione dell’infezione da HIV in gruppi vulnerabili. I risultati ottenuti dal questionario anonimo si riferiscono ad un campione complessivo di 3.022 giovani adulti presenti nel Comune di Roma, sia italiani sia stranieri.

INFORMAZIONI
Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse (ISS)
800.861.061