Voucher della Salute: cos'è e come funziona la copertura medica dai 14 i 22 anni

Sono 300mila i pazienti non più in età pediatrica senza assistenza. Per loro la SIMA lancia un carnet di buoni da utilizzare come visite specialistiche in strutture convenzionate del SSN. Per l'erogazione si attendono ora Regioni, Asl e Istituzioni

Salute e Prevenzione Redazione/GP — 07/12/2016
Fonte: Immagine dal web

Un vero e proprio carnet di voucher a misura di adolescente, da utilizzare come visite specialistiche nella salute pubblica, in strutture convenzionate, che ogni Regione potrà decidere di usare per le cure primarie sul territorio sia presso il pediatra sia presso il medico dell’adulto. Sono i ‘Voucher della Salute’, proposta nata sulla scia dei recenti Voucher della cultura, ma nell’ambito medico con l’obiettivo di assicurare la continuità delle cure dei ragazzi al termine dell’età pediatrica, tra i 14 e i 22 anni. Per l’attuale Sistema Sanitario Nazionale italiano, infatti, il 14esimo anno di vita prevede il passaggio da bambino ad adolescente che, nella maggior parte dei casi resta senza copertura di cure.

Secondo i dati Istat 2015, infatti, in Italia sono oltre 300mila i pazienti tra i 15 e i 17 anni che soffrono di almeno una patologia cronica (circa il 20 per cento del totale dei giovani). La maggior parte di loro (229mila) è affetto da malattie allergiche, mentre 24mila ragazzi soffrono di disturbi nervosi. In altre parole, nei prossimi 8 anni avremo circa 900mila adolescenti (di età compresa fra 15 e 22 anni) affetti da malattie croniche che necessiteranno di una presa in carico specifica ed adeguata da parte del SSN.

Così, per cercare di far fronte a questa enorme richiesta di cure, e privilegiando gli aspetti di prevenzione primaria e l’attenzione anche all’adolescente “sano”, la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) lancia i ‘Voucher della salute’ insieme ad una provocazione, un’operazione culturale di sanità pubblica: rendere consapevoli i ragazzi che hanno delle necessità sanitarie da soddisfare e che è fondamentale iniziare un percorso assistenziale. Un modo, spiegano gli esperti SIMA, per far sì che i giovani imparino ad essere attivi sulla propria salute, bene assoluto da promuovere.

UN PROGETTO DEDICATO ALL'EDUCAZIONE E ALLA PREVENZIONE. «Abbiamo scattato una foto del reale - ha spiegato il dottor Piernicola Garofalo, Presidente SIMA nei giorni scorsi - e ci siamo accorti con stupore che esiste una larga fascia di ragazzi sani per i quali il Sistema Sanitario Nazionale non prevede visite mediche.» «Il nostro intento è proprio quello di smuovere il SSN - ha aggiunto -, che non incentiva i ragazzi ad intraprendere un percorso di presa di consapevolezza della propria salute. Bisogna quindi fornire ai giovani gli strumenti assistenziali, colmare questo vuoto sanitario ed investire in ‘cultura della salute’.» «Dobbiamo aprire un fronte su un argomento che non trova lo spazio che merita e che manca a livello culturale e normativo.» «Abbiamo il dovere - ha concluso Garofalo - di tutelare la salute e di fare prevenzione, per far sì che gli adolescenti si prendano cura della propria salute. Per realizzare tutto questo è necessario assicurare continuità della copertura sanitaria.»

COME FUNZIONANO I VOUCER? Il sistema dei Voucher della Salute prevede visite specialistiche che rispettino il principio di equità, mentre eliminano quello dell’uguaglianza. Le visite si potrebbero infatti utilizzare tutte nello stesso settore: ad esempio, dai disturbi dell’alimentazione ai problemi legati alla crescita fino a quelli in ambito riproduttivo.

QUAL È IL VANTAGGIO? Secondo la SIMA il sistema dei Voucher avrà un duplice vantaggio: da un lato darà ai ragazzi autonomia e capacità di autogestione della propria salute; dall’altro renderà meno rigido il Sistema Sanitario Nazionale adeguando l’offerta sanitaria lì dove c’è un’interruzione della copertura sanitaria stessa. Inoltre, il sistema dei voucher andrebbe a migliorare la quantità e la qualità dell’offerta, mettendo in competizione i medici di famiglia.

E IL MEDICO DI FAMIGLIA? In quest’ottica, lo stesso medico di famiglia potrà assumere il ruolo di vero e proprio consulente e sarà incentivato a dedicare un giorno della settimana a visitare solo gli adolescenti. Potrebbe inoltre diventare un tutor che indirizza il giovane verso il medico migliore per una visita specifica. «Proprio grazie ai Voucher della Salute - ha sottolineato Garofalo - sarà possibile ridurre i tempi di diagnosi e, di fatto, si migliorerebbe la facilità d’accesso alle cure.»

CHI PUÒ ESSERE INTERESSATO ALL'EMISSIONE DEI VOUCHER? Ministero della Salute, Regioni, ASL, Aziende Ospedaliere Autonome, Poliambulatori accreditati, Assicurazioni, Aziende (per i dipendenti), Aziende (per i figli dei dipendenti)

QUANTO COSTANO? Dipende dal budget di chi abbraccia il progetto per un percorso di salute degli adolescenti.

CHE VALIDITÀ HANNO I VOUCER? Possono avere una durata semestrale, annuale, triennale, altro: dipende dall’ente erogatore. 

LE GIOVANI ADOLESCENTI E LA GINECOLOGIA, ANCORA UN TABÙ MEDICO E SOCIALE. Il 63.2 per cento delle giovani adolescenti vive le mestruazioni come un disagio o con ansia, il 59.7 per cento afferma di sentirsi “cattivo umore” in tale periodo, mentre il 44.1 per cento dichiara di modificare le proprie abitudini di vita. Sono i risultati di un’indagine nazionale sull’età della pubertà e caratteristiche dei primi cicli mestruali condotta da SIMA, SIGIA (Società Italiana di Ginecologia dell’Infanzia) e LA (Laboratorio Adolescenza) nel corso dell’anno scolastico 2012-2013 su un campione di 1.027 ragazze della prima adolescenza. Un focus dal quale emerge un dato preoccupante, ovvero che il 76.3 per cento non ha mai fatto una visita ginecologica al momento dell'indagine e solo il 4.4 per cento è andato in un consultorio ginecologico per avere informazioni sulla prevenzione in ambito ginecologico.

Non solo. Per quanto riguarda il dolore mestruale, i farmaci antinfiammatori non steroidei sono stati indicati come la principale strategia terapeutica, anche se il 32 per cento delle ragazze ha dichiarato di avere timori per l’assunzione di tali prodotti, per cui li utilizza il meno possibile. L’indagine mette in evidenza poi le principali ‘fonti’ di primo aiuto per ricevere informazioni: il medico di fiducia è al primo posto con il 63.1 per cento, segue la scuola con il 32,1 per cento, i siti Internet con il 22,4 per cento, i programmi tv con il 17,6 per cento, i forum ed i social network con l’8,4 per cento, le radio con il 3,5 per cento.


MATERIALI

- Istat, giovani italiani e le cure

LINK
- Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza