Inchiesta: Gioco compulsivo

Gioco d'azzardo: coinvolge 4 italiani su 10 già inclini ad altre dipendenze

Uno studio dell'Ifc-Cnr sul gambling evidenzia che il giocatore a rischio è maschio, con bassa scolarizzazione e soggetto ad alcol e fumo. I giovani la categoria più problematica, mentre il fenomeno è in costante crescita in tutta Europa

Dipendenze Redazione — 05/01/2012
Fonte: Immagine dal web

Gratta e vinci, lotterie, tombole, Superenalotto, estrazioni diversificate e a tutte le ore, fino ai giochi on-line attraverso i portali specializzati. La febbre del gioco non conosce limiti, soprattutto in tempi di crisi dove, neppure a dirlo, tentare la fortuna per molti diventa quasi un dovere. Secondo una ricerca dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr), pubblicata su Springer Science, in Italia sono circa 17 milioni le persone coinvolte dal gioco d'azzardo, in prevalenza maschi, con licenza media inferiore e che, spesso, è già incline ad altre dipendenze come fumo e alcol.

"Il 42% della popolazione campionata nelle fasce di età 15-24 e 25-64 ha giocato somme di denaro almeno una volta nel corso degli ultimi 12 mesi - ha spiegato Sabrina Molinaro dell'Ifc-Cnr, coordinatrice della ricerca -. In proporzione, possiamo considerare circa 17 milioni di persone coinvolte dal gioco d'azzardo, una sorta di epidemia sociale che condiziona molte famiglie italiane". "Dichiara di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi - ha aggiunto - il 36% dei 15-24enni (equivalente a 2,2 milioni di giovani adulti), composto dal 27% di cosiddetti giocatori sociali e dal 9% di problematici, questi ultimi corrispondenti a 500 mila persone". 

Dallo studio del Cnr, però, emerge che la categoria più a rischio è quella dei giovani giocatori, che abusano, per reggere ansia e tensione, abusano sempre più spesso anche di farmaci tranquillanti. Nonostante questa fascia di popolazione giochi relativamente meno rispetto gli adulti, i giovani presentano più frequentemente situazioni di gioco problematico. "Negli adulti coloro che affermano di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi - ha sottolineato la Molinaro - sono il 45% (in proporzione 15 milioni), tra il 37% che non presenta criticità e l'8% classificato tra i problematici".

Dal punto di vista dell'esposizione al gioco, invece, i dati confermano quelli emersi da un precedente studio del Cnr Ipsad-Italia del 2007-2008 dove emerge che è la popolazione maschile, in entrambe le fasce di età giovani e adulti, ad essere coinvolta. "Gli uomini giocatori sono il 56% tra i 15-24enni e il 54% tra gli adulti. Il 10% dei giovani maschi giocatori - ha aggiungiunto la ricercatrice dell'Ifc-Cnr - rischia di sviluppare dipendenza da gioco d'azzardo, cioè cinque volte di più rispetto alle coetanee, anche se la popolazione femminile ha probabilità doppia di cadere nel gioco problematico rispetto agli uomini nella fascia 25-64". Una predominanza maschile la cui spiegazione, secondo la Molinaro, "va ricercata nel marketing, orientato soprattutto verso gli uomini, con un'offerta vasta di scommesse sportive, poker on-line, slot-machine. Solo di recente la pubblicità si rivolge alle donne con giochi come il bingo, gratta e vinci, lotto, superenalotto". 

Anche il livello di istruzione e la concomitanza di altre problematiche ha la sua influenza, soprattutto nella fascia giovanile. "I giocatori 15-24enni in possesso della sola licenza media inferiore, uomini e donne, cadono maggiormente nella dipendenza rispetto a chi ha conseguito la laurea. Inoltre, tra i giovani che usano tranquillanti tale possibilità è tripla, mentre per chi fuma oltre 11 sigarette e per chi ha un profilo di alcolismo è doppia". "Nel complesso, valutando l'impennata nella spesa per il gioco d'azzardo degli ultimi anni - ha concluso la Molinaro - è necessario considerare, a prescindere dai benefici generati dall'attività del comparto, che per una fetta consistente della popolazione il gioco d'azzardo è una dipendenza da contrastare con opportune azioni".