Celiachia: speranze da una pillola in sperimentazione

Dal lavoro di un ricercatore italiano negli Stati Uniti, la nascita di una pasticca da assumere prima dei pasti che potrebbe bloccare l'intolleranza al glutine

Alimentazione Paola Simonetti — 18/01/2009

Una pillola potrebbe a breve far gustare di nuovo pane e pizza e ogni tipo di farinaceo ai celiachi, persone affette da intolleranza al glutine. La pasticca, ideata da un ricercatore italiano al lavoro negli Stati Uniti, che andrebbe assunta prima dei pasti per bloccare l’effetto tossico del glutine consentendo di mangiare in modo normale, sarebbe ormai in dirittura d'arrivo. Una rivoluzione che, secondo gli studiosi, potrebbe arrivare entro soli 5 anni. E’ quanto è stato annunciato in un recente congresso internazionale organizzato a Genova dall’Associazione italiana celiachia (Aic). 

"Appena tre anni fa sperimentammo su ratti diabetici un farmaco inibitore di una proteina intestinale, la zonulina: gli animali trattati mantenevano intatta la barriera intestinale e non producevano gli autoanticorpi che scatenano la reazione immunitaria", spiega Alessio Fasano, direttore del Centro di ricerca sulla celiachia e biologia mucosale dell'Universita' del Maryland a Baltimora, negli Stati Uniti.  "I risultati ottenuti da allora - spiega - sono stati talmente positivi che siamo gia' arrivati a studiare il farmaco nell'uomo, percorrendo in soli tre anni i passi che di norma, quando si sviluppano nuovi medicinali, si realizzano in 10 o 15 anni". "Nella fase piu' recente di sperimentazione clinica, condotta su un centinaio di pazienti, il farmaco ha dimostrato di essere molto efficace - ha rivelato Fasanoc-  i celiaci trattati con un placebo ed esposti al glutine hanno sviluppato i sintomi classici nel 75 per cento dei casi, mentre i pazienti trattati li hanno avuti in appena il 14 per cento. Un ottimo risultato”.  Già avviati, secondo quanto annunciato dal ricercatore, test piu' approfonditi su 180 pazienti e i risultati dovrebbero essere disponibili già entro la fine dell'anno.

Altro straordinario annuncio, arrivato al congresso, il primo test al mondo su 12 pazienti di un  'disegnato' per curare una malattia autoimmune. Riprogrammando il sistema immunitario promette di far guarire dalla celiachia. Entro fine anno saranno avviati a Melbourne, in Australia, i test clinici del siero sull'uomo. Una speranza concreta per i tanti pazienti che soffrono di questa malattia: soltanto in Italia oltre 75mila persone, ma si stima che siano oltre mezzo milione gli italiani che non sanno di essere celiaci.

Costretti a una dieta rigorosa, i celiaci devono mettere al bando pasta, pane, biscotti ma anche le salse e tutto cio' che puo' essere contaminato dalla farina, come la frittura. I sintomi (vomito, diarrea, perdita di peso) nascondono difetti di digestione e assorbimento intestinale degli alimenti e provocano di conseguenza gravi complicanze: dall'osteoporosi, all'aborto spontaneo, al temuto linfoma intestinale. Il vaccino curativo e' rivoluzionario: e' infatti in grado di riprogrammare il sistema immunitario dei celiaci per indurlo a tollerare il glutine. Nei pazienti i frammenti di glutine non digerito passano nell'organismo attraverso l'intestino, che ha una permeabilita' alterata e non riesce a svolgere normalmente la sua funzione di barriera.

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- Associazione Italiana Celiachia