Alimentazione: dalle mense ai ristoranti, cresce la filosofia 'bio'

L'Ismea rivela: "Nei primi 6 mesi del 2009 consumi aumentati del 7,4%". Nonostante la crisi il settore fattura miliardi di euro, tra aziende agricole, mercatini, e siti web. C'è anche una petizione per promuovere il biologico in scuole e ospedali.

Alimentazione Redazione/V 25/10/2009

Sono sempre di più in Italia i consumatori di cibi biologici. Le famiglie 'bio', nel primo semestre del 2009 sono aumentate del 7,4% rispetto allo scorso anno. Un dato che per l'Istituto di servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea), in controtendenza con l'andamento generale dei consumi, ha visto acquisti consistenti negli ortofrutticoli freschi e trasformati per il 37,8%, nelle bevande (11,6%) e nelle uova (24,3%). Un business da tre miliardi di euro l'anno, che mette in luce una tendenza in crescita malgrado la crisi economica.

Protagoniste di questo mercato 'virtuoso', 1.645 aziende agricole che vendono direttamente, 208 mercatini, 1114 negozi e 110 siti specializzati per l'acquisto on line, tutti in aumento secondo i dati 'Biobank' del 2008. E negli ultimi dieci anni, nelle mense bio sono stati serviti oltre un milione di pasti con una crescita del 700%, con la possibilità di mangiare naturale anche in 360 ristoranti (+20%), e in 1.178 agriturismi con menù ad hoc.

A testimoniare la crescita di quella che è diventata una vera e propria filosofia del vivere sano, il successo riscosso nei giorni scorsi dalla decima edizione della 'Biodomenica', l'iniziativa nazionale lanciata dall'Associazione Italiana Agricoltura Biologica, Coldiretti e Legambiente. Un evento che ha visto scendere in piazza, da Milano a Roma, da Cagliari a Catania, oltre centomila cittadini e  migliaia di produttori agricoli pronti a esibire nei vari stand, con laboratori e degustazioni, le ultime novità del settore. "Malgrado la crisi, il biologico è uno dei pochi settori che, invece di cadere in recessione - spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - continua a crescere. L"Italia tuttavia non consuma quanto produce e buona parte dei suoi prodotti sono destinati all'esportazione".

Legambiente evidenzia come l'agricoltura bio costituisca un utile strumento di sostegno alle economie locali, oltre che un metodo per abbattere le emissioni di C02. Il metodo di produzione naturale, consuma infatti meno energia ed emette meno gas serra in atmosfera rispetto ai sistemi agricoli convenzionali. Ma questo successo di mercato non si trasferisce completamente alla produzione agricola nazionale con i terreni coltivati a biologico, che nel 2008 hanno subito una riduzione di circa il 12,8%. Sono le importazioni extracomunitarie bio a essersi triplicate negli ultimi due anni, passando da 31 milioni di tonnellate del 2006, a 60 milioni di tonnellate del 2007, fino alle 90 milioni del 2008.

"Di fronte all'aumento, in due anni, del 200% del biologico importato, che rischia di essere spacciato come 'Made in Italy' - sottolinea il presidente della Coldiretti Sergio Marini - è necessario introdurre al più presto il marchio del biologico italiano per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli sulla reale origine del prodotto acquistato". La 'Biodomenica' è stata anche l'occasione per il lancio della petizione promossa da Aiab, Coldiretti e Legambiente per chiedere alle pubbliche amministrazioni un maggiore impegno a favore di cibi sani e naturali nelle mense scolastiche e ospedaliere; un modo per arginare anche il fenomeno dei cambiamenti climatici.

La petizione durerà fino al prossimo 30 gennaio prossimo e che sarà possibile firmare anche sul sito www.biodomenica.it. Con una crescita del 700% negli ultimi dieci anni, sono ormai un milione i bambini delle scuole che possono consumare nelle mense un pasto biologico, come sostengono Aiab, Coldiretti e Legambiente, che hanno scelto proprio il refettorio con gli alunni per presentare un'analisi sulla diffusione del biologico nelle scuole e far conoscere cosa finisce nel piatto dei ragazzi italiani.

Sono ben 791 le mense scolastiche che adottano prodotti di qualità, locali e biologici in tutte le regioni del Paese con un aumento del 14 % rispetto all'anno precedente, sulla base dei dati 'Biobank'. Nonostante il quadro incoraggiante - sottolineano le associazioni a tutela del consumatore - ci sono ancora realtà in cui gli acquisti verdi della pubblica amministrazione (Gpp), e in particolare le mense bio, sono ancora indietro. Il 71% delle mense dedicate a questa alimentazione, si conta nelle regioni settentrionali, il 20% al Centro, mentre al Sud non arrivano al 10%.

Le prime quattro Regioni regine nella ristorazione bio, ossia Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto e Friuli, rappresentano, da sole, il 65% del totale. Casi virtuosi ci sono anche tra gli ospedali: al Cardinal Massaia di Asti, da quando vengono servite pietanze biologiche, si sono ridotti i tempi medi di degenza dei pazienti, che costano all'ospedale 500 euro al giorno cadauno. E a quanto pare, chi sceglie di mangiare sano, oggi, può essere premiato: su www.ecozoom.tv, è aperto il concorso per video e immagini, "'E vai col bio!". Basta inviare una foto o un breve video delle proprie ricette con ingredienti biologici per poter vincere, tra le altre cose, un week-end in un bio-agriturismo.

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- Indagine Ismea