Donazioni: il ministro della Salute Fazio autorizza le 'samaritane'

Sarà possibile cedere organi anche ad uno sconosciuto, per aumentare il numero dei trapianti. il responsabile del dicastero: "Deve avvenire dopo una valutazione psicologica e psichiatrica nel rispetto della privacy". Norme per evitare traffici illegali".

Salute e Prevenzione Gianluca Colletta 03/06/2010

Arriveranno presto anche in Italia le donazioni 'samaritane'. Lo ha annunciato poco tempo fa il ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, aprendo la strada ad una pratica diffusa in Olanda, Stati Uniti e alcuni Paesi scandinavi, ma mai percorsa nello Stivale. La notizia è arrivata dopo il parere favorevole del Consiglio superiore di sanità (Css).

Il termine, che prende origine dalla parabola del Vangelo, fa riferimento a un donatore vivente, generalmente di rene, ma anche di altri tessuti, che offre il proprio organo alla collettività in maniera volontaria e disinteressata. Perché sia tale è indispensabile che questi non sia legato al ricevente, inserito in una lista d'attesa, da vincoli di parentela o legami di legge, rendendo possibile il trapianto di un singolo paziente. Un modo per scongiurare anche che questo tipo di donazioni siano incentivate dietro il pagamento di una sorta di ricompensa.

"Come richiesto – ha detto Fazio -, il Consiglio superiore di sanità ha espresso un parere articolato sul tema della donazione di organi da parte di 'samaritani', in cui ritiene ammissibile questa pratica, nel quadro normativo esistente. Il Css ha stabilito, però, che l'operazione debba avvenire in seguito ad una valutazione psicologica e psichiatrica del donatore e nel rispetto della privacy, escludendo qualsiasi contatto tra donatore e ricevente". 

Il problema si era posto dopo che, nei primi mesi del 2010, ben tre donatori samaritani, senza alcuna relazione fra loro, si erano offerti, ponendo l'accento su questo tema in modo rilevante. La valutazione di questa possibilità è stata quindi sottoposta, da parte del ministro della Salute, al Consiglio superiore di sanità, che ha dato il proprio parere positivo, come in precedenza aveva fatto il Comitato nazionale di Bioetica, sottolineando alcuni aspetti critici e le precauzioni da prendere. 

"Il meccanismo attraverso cui potrà avvenire questa pratica, detta di 'cross over' - ha precisato Fazio - prevede che il ricevente si procuri un donatore samaritano e se esso non è compatibile, sempre nel totale anonimato, avrà diritto a ricevere un organo da un altro donatore. L'organo del primo donatore samaritano potrà a quel punto andare ad un altro ricevente. Quindi c'è una doppia donazione".

Uno dei valori aggiunti della donazione samaritana sarà quello di rendere possibile un aumento del numero delle operazioni che si effettuano ogni anno in Italia. Questa infatti  potrà essere utilizzata anche per facilitare il trapianto di potenziali riceventi in coppie incompatibili per motivi biologici, come può accadere per soggetti con gruppi ABO incompatibili, mediante meccanismi 'a catena aperta'.

"L'Italia è fra i Paesi più avanzati a livello europeo – conclude il ministro - per quanto riguarda la donazione e i trapianti di organi e tessuti, almeno sotto due punti di vista: siamo gli unici ad avere una rete che già risponde ampiamente alla nuove normativa Ue, perché dal 2002 abbiamo on line tutti i dati relativi ai singoli centri. L'altro aspetto è che, in base a un provvedimento legislativo approvato qualche mese fa dal Parlamento italiano, tra poco si potrà inserire nel documento di identità i dati sul proprio parere riguardo la donazione".

Un modo, quest'ultimo, utile anche per evitare possibili traffici di organi. Un problema al quale si è data molta importanza, tanto da rappresentare uno dei punti cardine del protocollo elaborato per l'avvio di un programma nazionale.


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