Menopausa: alcuni consigli per non avere problemi

Il traguardo dei 50 anni non coincide più con il tramonto della femminilità: le donne affrontano questa età come una seconda giovinezza professionale e sentimentale. Nel 2008 sono state ben 107 le neomamme over 50.

Salute e Prevenzione Redazione 10/12/2010

"Le donne di oggi vivono i 50 anni in maniera molto diversa rispetto al passato. Hanno una vita intensa e si mantengono in forma – spiega la dottoressa Raffaella Michieli, segretario nazionale della Società Italiana di Medicina  Generale (SIMG) -. Il fatto che oggi si parli spesso di madri over 50 non è casuale, ma riflette il diverso approccio odierno rispetto all'avanzare dell’età, anche nei confronti della vita sessuale e procreativa".

Obiettivo dell'indagine svolta tra i medici di famiglia della SIMG e presentata qualche giorno fa è stato proprio capire come sia cambiata la percezione delle donne riguardo la menopausa rispetto a un decennio fa, quando furono pubblicati i risultati dello studio 'Women's Health Iniatitive (WHI). Un dato già ampiamente riscontrato è che l'arrivo della menopausa non sempre è indolore: per il 10 per cento delle donne i disturbi e i disagi possono minare significativamente la qualità della vita ed il medico di famiglia deve essere pronto a cogliere questo messaggio. 

Un sondaggio condotto a novembre su un campione di 200 camici bianchi italiani ha rivelato che il 94 per cento delle pazienti sintomatiche prova vampate di calore, il 49 per cento sbalzi di umore, il 39 per cento sudorazioni, il 35 per cento aumento di peso. Nel  57 per cento dei casi viene prescritta una terapia per i disturbi, e per il 67 per cento delle donne è quella ormonale sostitutiva (TOS).

"Le donne sopportano disagi anche pesanti per paura degli effetti collaterali - commenta il professor  Marco Gambacciani dell'Unità di Menopausa e Osteoporosi dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana -. Dobbiamo informare le donne sulla  sicurezza di questa terapia iniziata prima dei 60 anni. In particolare, nuove formulazioni a base di drospirenone hanno dimostrato di ridurre i fattori di rischio cardiovascolare". Migliora quindi non solo la qualità ma anche l'aspettativa di vita: "In pazienti tra 50-59 anni trattate con TOS - spiega Gambacciani - vi è una riduzione del 30 per cento della mortalità per queste malattie. 



Il 77 per cento dei medici conferma che le donne sottostimano questo pericolo, che rappresenta la prima causa di morte nel sesso femminile dopo i 50 anni. La misura preventiva più praticata è la misurazione periodica della pressione, prevista dal 97 per cento del campione. "L'ipertensione è il fattore di rischio indipendente più importante nella donna - spiega il professor Giuseppe Mercuro, ordinario di cardiologia all'Università degli studi di Cagliari -. La terapia con Angeliq (drosperinone 2 mg e 17beta-estradiolo 1 mg) ha dimostrato di  abbassarla fino a 9 mmHg in donne ipertese già trattate e, in pazienti  ai limiti dell'ipertensione arteriosa l'ha riportata a valori più accettabili". 

Recentemente questa terapia si è dimostrata efficace anche nel ridurre lo spessore dell'intima-media carotidea, una lesione preclinica importante nel definire il rischio cardiovascolare e prevedere gli eventi morbosi futuri. Nell’esperienza del medico di  famiglia, l'85 per cento delle pazienti che ha provato questa formulazione ha riscontrato benefici.

Oggi l'età media per la perdita della fertilità nel nostro Paese è 50 anni, ma il fumo di sigaretta può anticiparla di quasi 2 anni. Le donne stanno sviluppando stili di vita sempre più simili a quelli maschili, ad esempio per quanto riguarda il consumo di sigarette o di alcol, e per l'obesità - commenta la Michieli -. Servirebbe un cambio di mentalità: cominciare a pensare fin da giovani anche alla salute del cuore; soprattutto perché viviamo per  un terzo in età post-menopausale, quando il rischio aumenta per il  venir meno dell'effetto protettivo degli estrogeni. 

"Fin dalla premenopausa possono comparire fattori di rischio importanti - aggiunge Mercuro - che negli anni successivi evolvono nella patologia cardiovascolare vera e propria, che in genere si manifesta nella donna intorno ai 65 anni, cioè 10-15 anni dopo la menopausa -. È perciò corretto guardare a questa tappa della vita con particolare interesse, perché ci offre l'occasione per mettere in evidenza il problema e definire interventi preventivi (a partire dagli stili di vita) e  strategie terapeutiche".

La TOS è una delle opzioni disponibili e può presentare vantaggi, se prescritta alla paziente giusta, anche sotto il profilo di rischio cardiovascolare. La selezione delle donne e dei trattamenti rappresenta il vero obiettivo per i clinici. "L'anamnesi deve essere estremamente accurata, così da indirizzare la scelta del tipo di terapia e del dosaggio - spiega Gambacciani -. La  somministrazione in presenza di disturbi costituisce già un criterio. La sintomatologia non insorge con la stessa intensità in tutte le donne e indica infatti un peculiare assetto biologico".

"Ad esempio - prosegue il medico - le vampate di calore sono un marker della sensibilità
del sistema nervoso centrale, ma si associano anche a modificazioni organiche e funzionali  dovute alla deprivazione estrogenica anche a carico di  altri organi ed apparati. Oggi si preferisce somministrare basse dosi di estrogeni natrurali, associati a progestinici di nuova generazione, ad azione non androginica".

"La terapia Angeliq determina un notevole miglioramento della sintomatologia climaterica - continua il professor Gambacciani - con una riduzione delle vampate, delle sudorazioni notturne, della depressione, migliorando la qualità  del sonno e della libido. La presenza del drospirenone riduce o addirittura annulla i possibili effetti sulla ritenzione idrica, rivelandosi particolarmente efficace nel controllo della  pressione arteriosa e del metabolismo".