Sigarette: le bionde 'rollate a mano' sono più cancerogene

Studi neozelandesi e norvegesi evidenziano che il tabacco in foglie è più nocivo di quello industriale. L'80% dei malati di cancro al polmone ha dichiarato di aver fumato per lo più 'hand rolling tobacco'.

Dipendenze Redazione 05/04/2011

Il fumo uccide, e questo vale tanto per le sigarette industriali quanto per quelle 'fai da te', però tra i due mali, il peggiore sembra risiedere nel tabacco venduto sfuso nelle buste. E le sigarette rollate a mano, purtroppo, sono molto in voga tra i giovani, soprattutto perché il costo del tabacco, delle cartine, e degli eventuali filtrini è minore rispetto al prezzo medio di un pacchetto di sigarette industriale. Il rovescio della medaglia è pesante: il tabacco in foglie da rollare per l'autoproduzione (hand rolling tobacco), conterrebbe più nicotina e più catrame delle sigarette confezionate, dunque sarebbe più cancerogeno: è quanto emerge da uno studio della Victoria University di Wellington, in Nuova Zelanda, secondo cui chi fuma il tabacco può sviluppare una maggiore dipendenza rispetto a chi fa uso delle normali 'bionde'.

"Il tabacco in foglie ha un rapporto molto più elevato di catrame di nicotina rispetto alle sigarette fabbricate - ha spiegato Amy Lewis, coordinatrice del team neozelandese - e contiene un elevato numero di elementi che provocano dipendenza". La maggiore dipendenza provocata dal tabacco da rollare dipenderebbe anche dal fatto che spesso le sigarette autoprodotte vengono fumate senza filtro e dal fatto che la sigaretta non si consuma se non aspirata. "La maggior parte delle ricerche svolte sino ad oggi si concentrano solo sulla nicotina e su come questa incida sui percorsi di dipendenza nel cervello, ma il mio lavoro mostra che anche gli altri componenti del tabacco giocano un ruolo importante. È un po' come guardare un'orchestra in cui tanti elementi lavorano insieme per creare e fortificare la dipendenza dal tabacco".

Lo studio, portato avanti dal un gruppo di ricerca diretto da Amy Lewis, ha indagato in particolare su come il fumo di tabacco influenza le proteine coinvolte nella dipendenza biologica alle sigarette tramite l'attivazione di alcuni enzimi come la monoamino-ossidasi (o Mao), responsabili di attenuare il funzionamento di neurotrasmettitori cerebrali come serotonina, dopamina e adrenalina, importanti per la regolazione dell'umore delle persone. Una ricerca simile, svolta in questo caso da un team di studiosi norvegesi, ha rincarato la dose pesantemente: per i consumatori di sigarette rollate a mano il rischio di tumore al polmone è maggiore rispetto agli altri fumatori. La ricerca, presentata qualche tempo fa alla Conferenza mondiale del carcinoma polmonare a Seul, è stata condotta da un'equipe del Sorlandet Hospital in Novergia, uno dei Paesi in cui è ancora forte il consumo di tabacco.

Il Paese scandinavo totalizza il 33 per cento delle vendite di questo tipo di prodotto. Oltre l'80 per cento dei pazienti affetti da tumore al polmone - sulle 333 persone coinvolte nello studio - fumava questo tipo di sigarette. "Il tabacco è meno pressato, ma le sigarette fai da te sono più ricche di nicotina e catrame perché prive di filtro", ribadisce anche la ricerca norvegese. Infine, secondo lo statunitense Jonathan Samet, specialista della Johns Hopkins University, risultati simili sono già stati evidenziati fra le donne ispaniche negli Usa sudoccidentali: l'incidenza di tumori è molto elevata tra quelle che fumano sigarette rollate a mano.