Alcol: Espad, non solo giovani, il 6% degli italiani è un "bevitore a rischio"

Dal dossier dell'Istituto Europeo di ricerca il dettaglio del consumo in Italia. Dalla birra agli 'alcopops', i ragazzi bevono più delle loro coetanee. A 13 anni la prima bevuta, soprattutto di vino. Preoccupante la tendenza presente in 2 mln di adulti.

Dipendenze Redazione/TB 19/04/2011

Gli italiani bevono, e tanto. L'85% della popolazione, infatti, con età compresa tra i 15 ed i 64 anni riferisce di aver consumato alcolici durante l'anno di rilevazione, mentre il 10,5% beve giornalmente. Circa il 22% del campione ha riferito, inoltre, di aver avuto almeno un episodio di intossicazione alcolica nell'ultimo anno, mentre circa il 6% degli italiani presenta un profilo di "bevitore a rischio". É il quadro che emerge dai dati relativi al consumo di alcol in Italia estratti dallo studio dell'European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs (Espad), condotto dall'Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa. 

CONSUMO DI ALCOLICI TRA GLI STUDENTI. I dati estratti dallo studio Espad, indicano che  consumo tra gli adolescenti italiani negli ultimi dieci anni ha subito vari cambiamenti, non solo riguardo la percentuale di studenti che beve, ma anche le modalità di bere e la tipologia di alcolici. Così, nel 1999 era il 78,5% ad aver consumato alcolici (almeno una volta nell'anno di rilevazione), negli anni a seguire la percentuale di studenti è aumentata gradualmente per arrivare all'86% del 2004. Dal 2005 in poi si è assistito ad un leggero decremento nella prevalenza dei consumi, e nel 2009 è l'82,2%, ossia sono circa 2 milioni gli studenti italiani ad aver bevuto alcolici.

Se si considera il consumo recente, ossia quello riferito agli ultimi trenta giorni, si è passati dal 60% del 1999 al 67% del 2009, con una sostanziale stabilizzazione dei consumi negli ultimi 5 anni. Oltre al bere moderato, tra gli studenti si è diffusa una ulteriore modalità di consumo, il 'binge drinking', ovvero il fare 5 o più bevute di seguito in una singola occasione. La prevalenza maggiore di 'binge drinkers' si è rilevata nel 2007, con il 40% degli studenti che riferiva di averlo fatto di recente. Tuttavia, negli ultimi due anni questa pratica ha interessato una porzione sempre inferiore di adolescenti, nel 2009 ha coinvolto il 33% degli studenti, ovvero 800mila studenti.

       

LA DIFFUSIONE DEL CONSMO PER REGIONE. La diffusione del consumo di alcol presenta una distribuzione diversificata sull'intero territorio italiano. Le regioni della penisola dove si osservano prevalenze maggiori di studenti che hanno bevuto alcolici negli ultimi trenta giorni, sono concentrate nel Nord Italia, dato in sensibile calo man mano che si scende verso il Sud. In testa il Friuli Venezia Giulia (74% degli studenti), seguito dal Veneto e dalla Valle d’Aosta (72%). In Campania i valori più bassi (55,7%).

Per ciò che riguarda le percentuali di 'binge drinkers' la distribuzione risulta altrettanto differenziata nel territorio. Questa modalità di bere si concentra maggiormente nelle regioni del Nord, dove più della metà degli studenti che bevono alcolici riferisce di averlo fatto di recente, come la Valle d'Aosta (55%) o il Trentino Alto Adige (52%), ma è in Sardegna che si registra la percentuale più alta con quasi il 60%. Fanalino di coda sono la Puglia (43%), a seguire Campania e Toscana (44%).

       

ETA' DELLA PRIMA BEVUTA. Il vino è la bevanda alcolica a cui i ragazzi approcciano prima, infatti l'età media per la sua prima assunzione è di 13 anni, mentre per la birra è di 13 anni e mezzo. Per gli 'alcopops' dobbiamo aspettare i 14 anni e per i liquori i 14 anni e mezzo.

I CONSUMI DI VINO TRA GLI STUDENTI. Nel 2009 ad aver bevuto vino sono un terzo delle ragazze e la metà dei ragazzi, poco più di un milione di studenti. Nel corso degli anni sono rimaste sostanzialmente stabili le percentuali di studenti che riferivano un consumo regolare di vino che varia tra il 12% ed il 14%, mentre sono diminuiti gli studenti che ne riferivano un consumo occasionale passando dal 35% del 1999, al 37% del 2005 fino al 31,6% del 2009. Diminuzioni si sono registrate dal 2007 sia tra gli studenti di sesso maschile che tra le coetanee. 

Interessante è osservare la distribuzione dei consumatori di vino in Italia tra gli studenti che hanno bevuto alcolici di recente. Le regioni, in Italia, dove si beve di più sono quelle che hanno una indiscutibile e longeva tradizione vinicola. Al primo posto infatti troviamo l'Umbria (69,6%), la Toscana (67%), Piemonte, Veneto e Campania (61%), mentre agli ultimi posti la Sardegna (45%) ed il Trentino Alto Adige (47%). Eccetto che per l'Umbria, nelle regioni dove si beve prevalentemente vino, si registrano minori percentuali di 'binge drinkers' tra i consumatori di alcolici, come a dire che chi consuma vino presenta una maggiore consapevolezza legata alla peculiarità del territorio.

      


COSA BEVONO GLI STUDENTI? La bevanda alcolica preferita da sempre dagli studenti è la birra. Tuttavia, negli anni i gusti hanno subito diversi cambiamenti, ed un ruolo fondamentale è stato giocato certamente dall'introduzione di bevande gassate poco alcoliche alla frutta, i cosiddetti 'alcopops'. Così osserviamo che fino al 2002 dopo la birra la bevanda più consumata (con riferimento agli ultimi trenta giorni) è il vino, seguito poi dai liquori. Dal 2002 al 2004 si osservano meno differenze nelle prevalenze di consumo tra vini e liquori, ma sono gli anni in cui ancora non si rilevano i consumi di alcopops. Dal 2006 in poi si osserva una sostanziale stabilizzazione dei consumi di birra, liquori e di alcopops, mentre diminuiscono gli studenti che riferiscono di aver consumato vino. Nel 2009, il vino è la bevanda alcolica meno consumata (43,3%). Particolare attenzione deve essere prestata al dato del 2007 per una strana coincidenza, anno in cui inizia a diminuire drasticamente il consumo di vino, ed anno in cui di rileva la prevalenza maggiore di 'binge drinkers'.

      

CHI BEVE DI PIU'? Prevalenze maggiori si osservano nel gruppo degli studenti di sesso maschile, anche se negli anni le studentesse hanno raggiunto le prevalenze dei coetanei. Così, prendendo in considerazione il consumo di alcol negli ultimi trenta giorni, se nel 1999 si rilevavano maggiori differenze tra i due generi, (a bere alcolici era il 70% dei maschi ed il 54,5% delle femmine), nel 2009 le percentuali rilevate sono rispettivamente del 72,7% e del 60,5%. 

ALCOL E INCIDENTI. Dati incoraggianti arrivano dai comportamenti a rischio correlati all'uso di alcol riferiti dagli studenti. Risulta infatti diminuita dal 2006 ad oggi la percentuale di coloro che hanno guidato "dopo aver bevuto un po' troppo" (che passa dal 15% al 10,3%) e di quelli che hanno riferito di essere "andati in macchina o in moto con persone che avevano bevuto troppo" (dal 23,7% al 20,9%). Così se nel 2006 a riferire di aver fatto incidenti alla guida di un veicolo a causa dell'alcol era il 2,4% degli studenti, nel 2009 la percentuale è scesa all'1,6%.

MATERIALE
- Studio sui consumi di alcol nella popolazione studentesca italiana (pdf)

LINK
- European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs (Espad)
Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche
- Comunità di San Patrignano