Alcol: Lucchini, "è una dipendenza che costa in un anno come 4 finanziarie"

Lo psichiatra e presidente della FeDerSerD: "L'alcolismo è una malattia cronica recidivante che può e deve essere curata". Per questo è disponibile oggi, in fascia A, anche l'Acamprosato, il farmaco che riduce il 'craving'.

Dipendenze Aura De Luca 06/06/2011

"In Italia ci sono circa 4 milioni di 'bevitori eccessivi'[1], di questi 1,5 milioni sono alcol dipendenti (quindi malati cronici recidivi), 100mila sono in trattamento terapeutico, mentre solo 23mila assumono un farmaco per la dipendenza. Il tutto per una spesa economica e sociale complessiva di 60 miliardi di euro all'anno, pari al costo di 4 finanziarie messe insieme".

A snocciolare questi dati piuttosto allarmanti è il dottor Alfio Lucchini, psichiatra e presidente della Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze (FeDerSerD) che, durante un incontro di approfondimento sui problemi medici legati all'alcol, aggiunge: "I numeri ci dicono che nonostante i consumi siano lievemente in calo in tutte le dipendenze, i malati sono invece in aumento". 

L'alcolismo, "è una malattia cronica recidivante e - spiega Lucchini - come tale può e deve essere curata". Oggi, accanto ai tre farmaci attualmente utilizzati nella cura della dipendenza da alcolismo, Naltrexone, Disulfiram e GHB, è possibile disporre in fascia A anche dell'Acamprosato[2], un neuromodulatore specifico indicato nel mantenimento dell'astinenza nel paziente alcoldipendente perché riduce il 'craving', quindi il desiderio irrefrenabile di bere. "La terapia farmacologica - ha spiegato ancora Alfio Lucchini - costituisce un valido aiuto al sostegno psicoterapeutico, per ottenere un buon risultato nel trattamento di un paziente alcol dipendente". 

Validità ed efficacia di questo farmaco sono state provate da numerosi studi clinici, ma dal punto di vista storico l'Acamprosato ci sono voluti anni prima che l'italia lo inserirre nella lista dei farmaci. Questa medicina nasce, infatti, nel 1983 e viene da subito utilizzata in più di 40 Paesi, tranne in Portogallo e in Italia dove viene registrata successivamente, nel 1999, per poi essere messa in commercio nel 2010 e posizionata dal 16 maggio 2011 nella fascia A, quindi a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN).

Un passo in avanti verso la gestione di una patologia recidiva che non solo produce danni al bevitore stesso, ma anche alla famiglia e al contesto sociale allargato in cui vive. L'alcol può indurre, infatti, comportamenti violenti[3], abusi, abbandoni, perdite di opportunità sociali, incapacità di costruire legami affettivi e relazioni stabili, invalidità, incidenti sul lavoro e sulla strada. Secondo quanto reso noto dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), oggi in Europa tra 5 e 9 milioni di bambini vivono in famiglie con problemi di alcol.

"I dati epidemiologici ci dicono che una parte notevole della popolazione italiana ha problemi e patologie alcol-correlati", ha sottolineato il professor Mauro Ceccanti, professore associato della cattedra di Metodologia Clinica e Semeiotica Medica e responsabile del Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio. "Quello che è poco noto, invece, è che le persone che  condividono gli effetti dell'azione dell’alcol e vengono, pertanto, definite 'alcolisti' o 'alcol dipendenti', sono il prodotto di una complessa interazione ambiente-genotipo, in cui l'alcol è l'unico elemento sicuramente comune".

Per il professor Ceccanti tutto questo ha sempre comportato "una obiettiva e comprensibile difficoltà nell'individuazione di terapie farmacologiche efficaci quando si è tentato di intervenire sulla dipendenza da alcol, senza considerare le differenze dei fattori genetici e ambientali che intervengono nella genesi di quello che noi chiamiamo 'alcolista'". E relativamente all'Acamprosato, Ceccanti sostiene che "questa nuova terapia offre importanti potenzialità nella lotta all'alcolismo. L'importanza di poter utilizzare questo farmaco nella pratica clinica discende anche dallo scarso numero di 'armi' farmacologiche in nostro possesso fino ad oggi".


NOTE
[1]
Bevitori eccessivi sono coloro che assumono alcol in forti quantità anche fuori dai pasti e possono presentare sia modificazioni del comportamento sia patologie alcol-correlate.
[2] La somministrazione dell'Acamprosato deve essere sempre associata ad un supporto psicosociale o psicoterapeutico, ma non procura dipendenza, abuso o astinenza alla sua sospensione, non potenzia l'effetto dell'alcol se questo viene assunto nel corso del trattamento; non modifica lo stato psichico dell'individuo e può, infine, essere associato a farmaci spesso assunti dai pazienti alcolisti.
[3] 1 omicidio su 4 e 1 suicidio su 6 è derivato dall'abuso di alcol