Alcol: legislazione e servizi di assistenza

In questa scheda la legislazione in materia di problemi derivati dall'alcolismo e le possibilità di cure e terapie attraverso le associazioni e i gruppi di supporto.

Dipendenze Redazione 05/06/2011

Per contrastare i danni derivanti dall'alcol, già dal 2001 con la legge n.125 del 30 marzo "Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol correlati", il ministero della Salute si è impegnato nell'attivazione di programmi per la prevenzione contro l'alcolismo.

Tali programmi sono stati recentemente avviati, d'intesa con le Regioni, tramite il Piano Nazionale Alcol e Salute (PNAS) e il Programma "Guadagnare Salute", entrambi basati su un approccio interistituzionale alla prevenzione che chiama alla responsabilità tutte le istituzioni, gli enti e gli interlocutori in qualsiasi modo coinvolti nel consumo di alcol e nei problemi alcolcorrelati. In particolare l'implementazione del PNAS ha visto l'attivazione di iniziative e progetti per il rafforzamento del coordinamento delle Regioni, per il monitoraggio dei dati relativi all'abuso di alcol e ai problemi alcol-correlati, per l'identificazione precoce e l'intervento sui bevitori a rischio nei contesti lavorativi e per l'assistenza sanitaria di base.

Il PNAS, di fatto, è lo strumento individuato dal ministero della Salute per adempiere alla funzione di indirizzo attribuitagli dalla legge 125/2001 in materia di alcol e problemi alcolcorrelati, promuovendo così strategie e azioni finalizzate a rafforzare le attività di prevenzione e a ridurre la mortalità e morbilità alcol-correlate nel nostro Paese. Il Piano Nazionale Alcol e Salute è in linea con gli orientamenti adottati nei più recenti Piani Sanitari Nazionali, nei quali la riduzione dei danni causati dall’alcol è riconosciuta come uno dei più importanti obiettivi di salute pubblica e in cui viene sottolineata la necessità di politiche ed azioni finalizzate a modificare la percezione culturale del bere, per metterne in evidenza gli aspetti di rischio. Il PNAS individua alcune aree strategiche di intervento prioritario, indicando per ciascuna di esse le azioni da implementare ed i risultati attesi. Una di queste dà ampio spazio al trattamento del consumo alcolico dannoso e dell’alcoldipendenza.

I SERVIZI ALCOLOGICI. La legge 125/2001 definisce standard e requisiti minimi strutturali ed organizzativi dei servizi per lo svolgimento delle attività di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale dei soggetti con problemi e patologie alcol-correlati (Servizi Alcologici). I servizi alcologici svolgono importanti attività di accoglienza, prevenzione, diagnosi e attuazione di programmi terapeutico-riabilitativi, rilevazione epidemiologica e formazione. Il loro numero è quasi raddoppiato dal 1996 al 2008, fino a raggiungere un totale di 459 strutture su tutto il territorio nazionale ed è in continuo aumento l'utenza che a questi centri si rivolge (oltre 69mila persone nel 2008). Il 30,5% dell’utenza complessiva dei Servizi Alcologici è rappresentato da utenti nuovi, il rimanente 69,5% da soggetti già in carico dagli anni precedenti o rientrati nel corso dell'anno dopo aver sospeso un trattamento precedente[1].

Solo il 30,0% degli utenti attualmente è sottoposto a trattamenti medico-farmacologici in regime ambulatoriale, mentre nel 26,5%  dei casi è stato attivato un programma di  "counseling" rivolto all'utente o alla famiglia. Il 7,8% è stato inserito in Gruppi di auto/mutuo aiuto; per il 14,0% si è scelto un trattamento socio-riabilitativo, mentre l'inserimento in comunità ha riguardato solo il 2,7% degli alcoldipendenti. I trattamenti psicoterapeutici sono stati attivati per 10,3% degli utenti, mentre il ricovero ha riguardato il 5,1% del totale degli utenti rilevati.
 
IL PERCORSO DEL PAZIENTE NEL TRATTAMENTO. Il paziente in trattamento prende inizialmente contatto con i Servizi Alcologici o su iniziativa personale o familiare o in quanto indirizzato dal medico di base, o da altri soggetti in seguito a problematiche connesse all'abuso di alcol (ad esempio guida in stato di ebbrezza, problemi sul luogo di lavoro). Il primo passo è la disintossicazione e la gestione dei sintomi dell'astinenza alcolica. Quest'ultima può avvenire in ospedale, in Day Hospital, o presso il servizio accreditato territoriale. Il passo successivo riguarda l'inquadramento bio-psico-sociale e l'indirizzo terapeutico, da svolgersi ambulatorialmente o in strutture socio-sanitarie a seconda della situzione familiare e sociale del paziente. Per maggiori informazioni sui Servizi Alcologici si può visitare il sito del Dipartimento Politiche Antidroga.

ASSOCIAZIONI DEI PAZIENTI E GRUPPI DI SUPPORTO. Per una valutazione del fenomeno alcoldipendenza va tenuto conto, oltre che degli alcoldipendenti in trattamento nell'ambito dei servizi alcologici pubblici, di coloro che frequentano a scopo riabilitativo i gruppi di auto-mutuo aiuto e le associazioni di volontariato/no profit che operano sia in maniera autonoma che in collaborazione con i servizi delle strutture pubbliche. L'attività di queste realtà viene riconosciuta e favorita anche all'interno della L. 125/2011.

L'ASSOCIAZIONE ITALIANA CLUB ALCOLISTI IN TRATTAMENTO (AICAT). È un'associazione di volontariato senza scopo di lucro. Ha carattere apartitico, aconfessionale e interetnico. Ne fanno parte le famiglie e i servitori-insegnanti, membri riconosciuti dei Club degli Alcolisti in Trattamento (CAT). Opera in ambito nazionale ed internazionale nel campo dei problemi alcol-correlati. Per maggiori informazioni rivolgersi all'Associazione Italiana Club Alcolisti in Trattamento.

AA, ALCOLISTI ANONIMI. È un'associazione di uomini e donne che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza al fine di risolvere il loro problema comune e di aiutare altri a recuperarsi dall'alcolismo. L'unico requisito per divenirne membri è desiderare smettere di bere. Per maggiori informazioni rivolgersi a AA, Alcolisti Anonimi.

LINK
- Legge n.125 del 30 marzo 2001
- Dipartimento Politiche Antidroga
- AA, Alcolisti Anonimi
- Associazione Italiana Club Alcolisti in Trattamento

NOTE
[1]
Relazione del ministro della Salute al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della legge 30.3.2001 n. 125