Abbasso i surgelati: gli italiani preferiscono cibi freschi e naturali

Recenti studi della Coldiretti registrano un vero boom del biologico, una moda che "fa bene alla salute", sottolineano gli esperti in alimentazione, perché questi prodotti "presentano una qualità nutrizionale superiore a quella dei cibi convenzionali".

Alimentazione Redazione/TB 13/06/2011

Sembra stia definitivamente tramontando l'era del cibo precotto, preconfezionato, persino surgelato. Secondo diverse indagini svolte, è emerso che i nostri carrelli della spesa sono sempre più pieni di alimenti freschi, naturali, biologici, e sempre meno di prodotti 'prendi, scalda e mangia', tanto cari ai single e alle donne insofferenti dei fornelli. 

Non soltanto indagini recenti della Coldiretti hanno evidenziato la volontà, da parte del Belpaese, di seguire la natura e acquistare frutta e verdura di stagione, ha rilevato anche il desiderio di portare in tavola prodotti biologici, più cari ma anche più sani e sicuri. Un italiano su tre sceglie regolarmente prodotti 'bio', secondo un dato Coldiretti-Censis del 2010, e anche nei primi mesi del 2011 la tendenza è tutta a favore del 'bio', con una spesa di oltre tre miliardi di euro nel settore e un consumo di prodotti biologici confezionati in crescita del 13 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2010, secondo quanto rilevato da studi condotti da Coldiretti in collaborazione con l'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea). 

I nutrizionisti e gli specialisti della salute alimentare non possono che gioire di una tale inversione di tendenza, dato che innumerevoli indagini condotte sui prodotti naturali e biologici hanno evidenziato che gli alimenti di questo tipo sono più sani e forniscono all'organismo un maggiore apporto di vitamine, proteine e sali minerali. Una tendenza generalizzata, quella dell'acquisto di prodotti 'bio', che fa quindi molto bene alla salute. Una delle ultime indagini svolte è stata portata avanti da un team di 50 ricercatori francesi dell'Istitut national de la recherche agronomique (Inra), che dimostra come latte, frutta e verdura da coltivazioni e produzioni biologiche sarebbero più nutrienti e più ricchi di antiossidanti, utili a contrastare l'effetto dei radicali liberi sulle strutture cellulari. Tra le virtù del 'bio', ovviamente, spicca l'assenza di residui di pesticidi e il maggior contenuto di grassi polinsaturi, benefici perché evitano l'accumulo di trigliceridi e colesterolo, proteggendo il sistema cardiovascolare.

Stessa morale si evince dalla ricerca condotta da alcuni scienziati delle università di Liverpool e
Glasgow: "il latte biologico contiene il 68 per cento di acidi grassi omega 3 - hanno spiegato gli studiosi - e le carni mostrano un contenuto molto più alto di acidi grassi polinsaturi". Gli alimenti biologici e biodinamici presentano "una qualità nutrizionale superiore a quella dei cibi convenzionali - ha affermato in una nota Elena Barbieri, direttore sanitario del centro di cure mediche e benessere Casa Raphael di Roncegno (Trento) -. Scegliere tali prodotti consente al nostro organismo di regolare in maniera più efficiente i processi cellulari e molecolari e di fare un autentico pieno di energia".

"L'alimentazione non è solo una questione di vitamine e calorie - ha continuato il direttore sanitario -. È importante godere dei piaceri della tavola a partire da odori e sapori. Prodotti freschi e di qualità, come quelli coltivati secondo il metodo biologico e biodinamico, saziano anche la mente". L'amore degli italiani per i prodotti 'bio' rende felici anche tanti coltivatori italiani. Il Belpaese, infatti, è primo a livello europeo per numero di operatori certificati impegnati nella filiera dell'agricoltura biologica (45mila 509 all'inizio del 2010), e per ettari di superficie coltivati biologicamente (1.106.684, con una crescita del 10 per cento, secondo i dati del Sinab-Sistema di informazione nazionale sull'agricoltura biologica). 

Per la Coldiretti, a trainare il settore produttivo dei prodotti biologici di casa nostra è il comparto dei cereali, dell'olivo, della frutta e della verdura. Secondo uno studio condotto dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia), dall'Istat e dall'Ismea, più del 50 per cento dei consumatori italiani è disposto a spendere un po' di più per acquistare prodotti biologici pur di mantenersi in salute. Per quanto riguarda i consumi sono raddoppiate le vendite di pasta (+97 per cento) e mozzarella (+120 per cento), e sono aumentate parecchio quelle di latte a lunga conservazione (+77 per cento), latte fresco (+32 per cento) e prodotti ortofrutticoli (+12 per cento).