Adolescenti e alcol: il primo bicchiere a 11 anni

Dipendenze Paola Simonetti — 12/05/2008

Qualcuno punta il dito contro la pubblicità massiccia di alcolici “soft”, qualcun altro all’assenza di una famiglia autorevole. Il dato di fatto è che la tendenza degli adolescenti italiani ad alzare il gomito è in crescita.
Un aumento vertiginoso che vede coinvolta una fascia d’età compresa tra gli 11 e i 15 anni, con il 19,9 per cento che dichiara di aver consumato una o più bevande alcoliche almeno una volta nell'anno. E’ quanto rivelano recenti dati di un’ indagine Istat, realizzata su un campione di 19 mila famiglie per un totale di circa 49 mila individui. Un incremento significativo del consumo di alcol si registra inoltre tra le giovani donne di 18-19 anni, con un aumento dal 53,7 per cento al 60,9 per cento e tra le giovani di 20-24 anni con una crescita dal 58,4 per cento al 63,2 per cento.
Ma il dato più preoccupante, è quello che vede, in un’età compresa tra i 14 e i 17 anni, nel periodo che va dal 1998 e il 2007, il consumo di alcol impennarsi dal 12,6 al 20,5 per cento. E seppure la diffusione è più massiccia fra i maschi, il picco di crescita del consumo si registra in realtà fra le ragazze, in particolare sul fonte del  consumo di alcol fuori pasto (dal 9,7 per cento al 17,9 per cento), una delle ultime mode importate dal Nord Europa, insieme al “binge drinking”, le ubriacature fra amici. Particolarmente a rischio, sarebbero, secondo i curatori del rapporto, i minorenni, in quanto spesso non ancora in grado di metabolizzare adeguatamente l'alcol. Non a caso, uno degli obiettivi dell'Oms per il 2010 è ridurre a zero la quota di ragazzi fino ai 15 anni che consumano alcol.
Un obiettivo, da centrare secondo gli esperti con molta mirata informazione: "Non siamo bene informati sulla tossicità dell'alcol – ha dichiarato Emanuele Scafato, direttore Osservatorio nazionale alcol - Centro collaboratore Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problemi alcol correlati-. L'alcol può provocare il cancro, la dipendenza ed è oggi uno dei principali fattori di rischio per la salute. Il 10 per cento dei tumori è legato al semplice uso di alcol, non all'abuso”.
A remare contro, gli spot pubblicitari che non darebbero informazioni utili riguardo alla pericolosità dell'alcol, mentre punterebbero a favorirne l'uso: "La aggressività dei messaggi pubblicitari – ha dichiara Emanuele Scafato - di chi produce bevande alcoliche, ma anche una fetta della ricerca sono al servizio di una vera e propria lobby. Dovrebbero mettere il bollino rosso sulle pubblicità delle bevande alcoliche poiché sono molto pericolose".
Magra consolazione per l’Italia, il dato che la vede tuttavia, nella classifica dei Paesi europei, agli ultimi posti per il consumo di alcol negli ultimi 12 mesi. Nel nostro paese, infatti, il modello di consumo di alcol è per tradizione 'moderato'. Si tratta, in particolare, di vino assunto prevalentemente durante i pasti. Secondo i dati Istat, la diffusione del consumo di alcol è sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni, con un lieve aumento nel 2001, ed incrementi significativi tra i giovani, in particolare tra le donne.
Tra il 1998 (anno a partire dal quale sono stati utilizzati quesiti confrontabili con l'indagine corrente) e il 2007, la quota di persone di 14 anni e più che dichiarano di aver consumato almeno una volta negli ultimi 12 mesi una o più bevande alcoliche è stabile (intorno al 70 per cento).