Problemi di sovrappeso? Il vero nemico è l'etichetta nutrizionale

Un'indagine internazionale della Nielsen evidenzia che più della metà dei consumatori si vede con qualche chilo i troppo ed ha difficoltà a capire i valori sulle confezioni alimentari. Russo: "Presto una targhetta consumer-friendly"

Alimentazione Redazione/GP 24/01/2012
Fonte: Immagine dal web

Spesso aggirarsi tra gli scaffali dei supermercati alla ricerca di alimenti sani e nutrienti non è una cosa semplice, soprattutto se ha destreggiarsi tra le variegate offerte di prodotto sono persone con qualche chilo di troppo che hanno da poco iniziato una dieta. Per loro anche solo comprendere tutti i valori nutrizionali descritti sull'etichetta è una vera e propria impresa. 

A rivelare questo genere di comportamento è uno studio internazionale della Nielsen, pubblicato il 24 gennaio, e condotto su un campione di oltre 25mila navigatori Internet di 56 Paesi diversi secondo cui il 53% dei consumatori nel mondo si considera in soprappeso, per questo molti di loro stanno cercando di perdere peso o hanno già iniziato una dieta. Quando si reca a fare spesa, però, il 59% del campione ha difficoltà nel comprendere le etichette nutrizionali sulle confezioni dei prodotti alimentari. "I consumatori in tutto il mondo hanno in mente una sana alimentazione e i produttori di beni di consumo confezionati hanno l'opportunità di aiutarli", ha dichiarato James Russo, Vice President Global Consumer Insights di Nielsen. "Etichette nutrizionali 'consumer-friendly' - ha aggiunto - possono essere un potente strumento di marketing in quanto i consumatori aspirano ad avere informazioni di facile comprensione".

LA CONFUSIONE SULLE ETICHETTE. Lo studio della Nielsen evidenzia che quasi sei consumatori di tutto il mondo su dieci (il 59%) hanno difficoltà a comprendere i valori nutrizionali sulle confezioni alimentari e il 52% comprende le etichette solo "in parte". Il 41% degli intervistati globali "capisce la maggior parte dei i valori nutrizionali delle etichette", meno rispetto al 44% del report Nielsen del 2008. Il 7% afferma di "non comprenderle affatto".

PAESE CHE VAI, ETICHETTA CHE TROVI. Per quel che riguarda, invece, i Paesi facenti parte del campione, i consumatori del Nord America mostrano la maggior capacità di comprensione (57%). Il 58% degli intervistati statunitensi dichiara di comprendere le informazioni rispetto al 49% dei canadesi. Al contrario i consumatori in Asia Pacifico mostrano il più basso livello di comprensione del valore nutrizionale sulle etichette, con meno di un terzo (il 31%) che dichiara di comprenderle. I risultati dello studio Nielsen evidenziano poi che la confusione maggiore sulle etichette riguarda la lingua cinese e quelle degli Paesi del Sud Est asiatico, con un maggior livello di conoscenza in India, Australia e Nuova Zelanda. Mentre in Europa i consumatori sono divisi: rispetto alla media europea del 45% che segnala una forte comprensione dei valori nutrizionali sulle etichette, si passa dal valore più alto del Portogallo con il 60% al 31% dei consumatori francesi. In Italia il 59% dei consumatori ha indicato di comprendere appieno le informazioni sulle etichette dei prodotti alimentari.

CREDIBILITÀ DELLE INDICAZIONI SULLA SALUTE. Oltre ai valori nutrizionali, molte, forse quasi tutte le etichette delle confezioni alimentari, elencano le indicazioni sulla salute come, ad esempio, "basso contenuto di grassi" e "tutto naturale".  La ricerca Nielsen evidenzia come su 10 categorie di contenuti nutrizionali esaminati [1], più di due terzi degli intervistati globali dichiari che le informazioni non sono mai, o sono solo qualche volta, degne di fiducia. Tra le informazioni sulle quali aleggia più scetticismo, quelle sulle calorie sono le più affidabili a livello globale ed europeo: il 33% degli intervistati ritiene che il conteggio delle calorie sia sempre preciso e il 58% le trova talvolta accurate. Le vitamine e i grassi contenuti sono rispettivamente al secondo e al terzo posto come informazioni più credibili. Se la media europea segue il trend globale (35% calorie, 26% vitamine e 25% grassi), i consumatori italiani reputano sempre accurate le informazioni relative alla freschezza (31%), all’importazione (28%) e alle vitamine (27%).

IL CONTEGGIO DELLE CALORIE SUI MENU DEI RISTORANTI. Altra nota dolente sono i ristoranti. Secondo l'indagine più della metà degli intervistati in Europa (il 53%) vorrebbe che i ristoranti fast food includessero sempre nei menù le informazioni nutrizionali e sul conteggio delle calorie, il 41% se lo aspetta dalle catene di ristoranti mentre la percentuale scende al 35% per i ristoranti gestiti privatamente. Da questo punto di vista, gli italiani, sempre attenti al benessere e alla linea si distinguono dai colleghi europei per l’alta percentuale di consumatori che ritiene importante la possibilità di controllare le informazioni nutrizionali sui menù: il 65% nei fast food, il 55% nelle catene di ristoranti e il 44% nei ristoranti privati.

NOTE
[1]
Le indicazioni nutrizionali prese in considerazione sono: il contenuto di vitamine, calorie, biologico, grasso, prodotti importati, prodotti freschi, completamente naturali, vera frutta, salutari per cuore e non artificiali
.