Il biologico va forte e sembra non risentire la crisi, "in quattro anni +5 per cento"

Ottimo andamento quello dei prodotti alimentari bio: secondo i dati di Euromonitor International il mercato globale ha progressivamente aumentato il suo valore, che ha raggiunto i 27 miliardi di dollari nell'arco di pochi anni.

Alimentazione Aura De Luca — 03/02/2012

La salute passa anche dalla tavola, e la popolazione mondiale inizia a rendersene conto sempre di più, almeno a giudicare dai risultati di una ricerca sull'agroalimentare biologico condotta dall'istituto statistico Euromonitor International. I dati sono stati accolti con soddisfazione dall'associazione italiana per l'agricoltura biologica (Aiab), la quale ha reso noto che dall'analisi del mercato alimentare di settore è emerso "un aumento in valore nel 2010 che ha raggiunto i 27 miliardi di dollari (20,8 miliardi di euro), con una crescita del 5 per cento rispetto al 2006, ossia prima dell'avvento della crisi alimentare, economica e finanziaria che ha complessivamente indebolito i consumi".

Le prime due categorie merceologiche, caseario e filiera cerealicola, "hanno testimoniato vendite per 11 miliardi di dollari in questo periodo - continua l'Aiab - mentre il caffè biologico risulta tra i prodotti a maggiore crescita, così come il settore degli alimenti per l'infanzia. Sul piano geografico, i mercati dell'estremo oriente e dell'America Latina registrano forti aumenti di vendite". Un'ulteriore indagine di mercato ha evidenziato come più della metà della popolazione, almeno saltuariamente, sceglie un articolo biologico. 

Esiste comunque una forte differenza tra la domanda italiana e la domanda di altri Paesi europei ed extraeuropei. In generale, la percentuale di chi compra abitualmente prodotti biologici non è molto alta, ma il Belpaese detiene comunque lo scettro in fatto di acquisti bio. Secondo stime specifiche, infatti, l'italia si attesta intorno al 2 per cento del totale dei consumi. A superarci sono ancora Germania, Danimarca, Inghilterra, Francia e Austria, ma il nostro Paese sta sviluppando lentamente una cultura del biologico che all'estero manca. Un esempio è la ristorazione collettiva nelle scuole, dove l'Italia è all'avanguardia: ben ottocento comuni hanno oggi una mensa con prodotti biologici. La Capitale acquista tali prodotti per 50 milioni di euro all'anno, risultando il principale compratore italiano. A seguire troviamo Genova, Firenze, Venezia e altri comuni minori. 



"In Europa - puntualizza invece l'Aiab - è la Germania a rappresentare il principale mercato bio". Sul fronte produttivo, però, siamo ancora noi italiani a detenere il primato, grazie al numero di aziende biologiche presenti sul territorio: nel 2010 si contavano 47mila 663 agricoltori, trasformatori e commercianti. Lo stesso Belpaese, peraltro, presenta un mercato del biologico in crescita che si stima attorno ai 3,5 mld di euro (secondo dati Organic Services). "Una recente indagine svolta dalla Firab su incarico di Ismea - ha proseguito l'Aiab - ha stimato che il valore delle vendite all'estero, nel 2010, ha rappresentato il 45 per cento del valore del mercato biologico nazionale".

UN TESORO PER TUTTE LE TASCHE. Nonostante la crisi economica, insomma, sembra che il comparto del bio sia capace di reggere bene, anche se il tallone di Achille di tali prodotti resta il prezzo, che dovrebbe diminuire. Questo è un punto di fondamentale importanza per fa sì che sempre più persone acquistino alimenti biologici. Negli ultimi anni, per la verità, sono nate diverse forme alternative di mercato che facilitano il commercio e lo smercio di prodotti bio a costi ragionevoli. A Roma, a tal proposito, funziona molto bene lo Spazio Bio, che raccoglie i prodotti di tredici soci i quali a loro volta associano altri produttori. La parola chiave per ottimizzare la vendita di prodotti biologici è una: organizzazione. "Se i produttori sapranno organizzarsi e stare insieme - ha detto il presidente dell'Aiab, Alessandro Triantafyllidis, intervistato da Wise Society - potranno creare delle piattaforme logistiche locali", proprio come accade a Roma, dove Spazio Bio ha un punto vendita al pubblico ed è anche in contatto con i gruppi Acquisto Solidale (GAS) e altri negozi.

TUTTO IL BUONO DEL BIOLOGICO. In un mondo sempre più avvelenato da ogni tipo di inquinante, scegliere di alimentarsi in maniera biologica è un modo per aiutare il pianeta a disintossicarsi. Questo tipo di agricoltura, infatti, diminuisce di fatto l'emissione di gas nocivi dispersi nell'ambiente con i metodi di agricoltura tradizionale. Il biologico si basa sulla fertilità del suolo, che è di tipo organico, ovvero sulla quantità di humus presente nel terreno. "E l'humus non è altro che carbonio - ha puntualizzato il presidente dell'Aiab nell'intervista -. Di conseguenza più è alto il tenore di sostanza organica nel suolo, minore è quella presente nell'aria. Inoltre, la produzione biologica fa meno uso di acqua e non ricorre a fertilizzanti e pesticidi che si ottengono dall’utilizzo di energia e di petrolio".

MATERIALE
- Elenco delle fiere del biologico nel mondo

LINK
- Spazio Bio