Autismo e Sclerosi Multipla: Banchero, "fondo delle politiche sociali 2012 ridotto dell'89%"

Se in passato la struttura assistenziale regionale disponeva di 500mln di euro, quest'anno si è scesi a 69mln totali, e la cura dei disabili fisici e psichici è sempre più a carico delle famiglie. Il ministro Balduzzi: "Interverremo su queste fragilità".

Patologie Tatiana Battini 14/02/2012

"Siamo giunti ad un momento in cui la questione della disabilità ha raggiunto un livello di maturità completa: i miei predecessori hanno compiuto dei passi avanti in questo campo e occorre continuare lungo il percorso che è stato tracciato", si è espresso così il ministro della Salute, Renato Balduzzi, nel corso del convegno organizzato dal Censis e dalla Fondazione Serono lo scorso 8 febbraio a Roma per discutere i risultati di un'indagine condotta dall'istituto di statistica, 'La dimensione nascosta della disabilità', che ha indagato la situazione quotidiana di un campione di persone affette da Sclerosi Multipla e Autismo. 

Assistenza del malato quasi interamente a carico della famiglia, carenza delle strutture dedicate a questo tipo di disabilità sul territorio nazionale, incompetenza dei medici e dei pediatri nel diagnosticare la malattia, esclusione sociale delle persone affette da Sclerosi Multipla e Autismo. Sono soltanto quattro dei punti 'caldi' emersi dall'approfondita indagine condotta dal Censis, ma bastano a delineare un panorama che evidenzia l'abbandono delle istituzioni politiche nei confronti del malato e della famiglia che ne ha cura. Nel corso del convegno gli esponenti politici presenti hanno auspicato una presa di coscienza da parte dello Stato e maggiori stanziamenti da investire nelle politiche sociali.

IL MINISTRO BALDUZZI: "CIÒ CHE CONTA È ESSERE OPERATIVI". Secondo il ministro della Salute il problema dell'isolamento dei soggetti non-autosufficienti, oltre che sanitario, è sociale e culturale: "Esiste un dato di matrice culturale acquisito, in base al quale è evidente che le fragilità e le disabilità sono realtà largamente presenti nella nostra società, e la risposta a questi disagi non può essere soltanto sanitaria, intendendo con questo le necessarie attività di prevenzione, cura e riabilitazione, ma integrarsi con la tutela personale del malato e con l'assistenza alle famiglie". 

È su questa integrazione, sottolinea Balduzzi, che bisogna operare, mettendo mano a tutte le risorse legislative in possesso del ministero: "Atti di intesa, Linee Guida, norme, abbiamo un arsenale raffinato sul quale lavorare sin da subito, perché ciò che conta è l'attuazione operativa". Il chiodo, secondo il ministro, deve battere sull'organizzazione: "Occorre porre in atto delle strategie organizzative per creare una cultura della risposta alla fragilità. E quindi operare di conseguenza". "Si fa un gran parlare in questi ultimi anni di 'presa in carico' - ha concluso Balduzzi - ma affinché questo proposito non si tramuti in una 'presa in giro' occorre agire su più livelli per prendersi cura della fragilità e della disabilità: a livello familiare, assistenziale, a livello di cure a domicilio, attraverso interventi  diurni e interventi 24h, etc".

IL FONDO DELLE POLITICHE SOCIALI 2012 RIDOTTO DELL'89%.  Secondo quanto ricordato da Anna Banchero del coordinamento tecnico degli Affari sociali per le regioni e le province, il fondo delle Politiche Sociali 2012 risulta essere dell'89 per cento inferiore al fondo medio (circa 500 mln) stanziato negli ultimi quattro anni. "Questo vuol dire - ha spiegato la Banchero al convegno -, che abbiamo 69 mln di euro da dividere tra tutte le Regioni italiane, ed è una divisione che si commenta da sola". Anziché alleggerirsi, quindi, il peso economico e le capacità gestionali ricadranno con maggiore forza sulle famiglie che hanno persone disabili a carico. Secondo l'indagine, il 62 per cento delle persone con disabilità (sia affetti da Sclerosi Multipla che da Autismo), trova assistenza esclusivamente tra le quattro mura domestiche."E, con buona pace del Sistema Sanitario Nazionale - ha aggiunto -, a fornire il vero aiuto a queste famiglie sono le associazioni, i consorzi, i comuni, in altre parole: gli enti  locali".

IL GOVERNO AVVII UN NUOVO 'PATTO PER LA SALUTE'. Il Sistema Sanitario Nazionale disponde di circa 108 mld di euro, "Se sottraessimo 400 milioni di euro dalle sue casse il SSN non ne risentirebbe affatto, e quella somma sarebbe utile per attivare le Politiche Sociali", è stata questa la provocazione della Banchero, che ha voluto sottolineare come, storicamente, sono stati elargiti fondi sempre maggiori alla Sanità rispetto al Welfare, "come se l'assistenzialismo non facesse parte dell'universo del malato". La richiesta da parte dei partecipanti al convegno è stata unanime: "Occorre che il Governo ponga in atto il nuovo 'Patto per la Salute' che colpisca pesantemente gli sprechi e le inefficienze del settore e concentri i fondi laddove davvero sono necessari. Chiedo inoltre che il 'Patto per la Salute' si chiami d'ora in poi 'Patto per la Salute e la Sostenibilità nella Vita Quotidiana' - ha concluso il membro del coordinamento tecnico degli Affari sociali -, includendo anche il concetto di assistenza. La salute non è solo assenza di malattia, ma un insieme di interventi a sostegno delle persone più deboli". 

Riguardo i pazienti affetti da Autismo, la Banchero ha auspicato un sistema assistenziale territoriale in grado di seguire le persone non soltanto dall'infanzia alla maggiore età, ma per tutto il corso della loro vita. "Occorre difendere un diritto che è indicato anche nella nostra Costituzione - ha aggiunto Paola Binetti, membro della Commissione Affari sociali  della Camera dei Deputati -, ovvero il diritto alla scelta delle cure. In Italia si ha la possibilità di scegliere se e come curarsi, e si può persino scegliere di non curarsi. Allora, mi chiedo, in un panorama tanto avanzato quale è il nostro, come è possibile che sul fronte delle patologie psichiatriche, comportamentali e congnitive si creino tante conflittualità? Occorre che i politici diano un taglio a questi disaccordi sterili e improduttivi. L'importante è operare per il bene del paziente e della sua famiglia".
 
TURCO: "LA DISABILITÀ'? A LIVELLO POLITICO È UNA QUESTIONE INVISIBILE". Prendendo spunto dal titolo scelto per il convegno romano, 'La dimensione nascosta della disabilità', l'ex ministro della Salute Livia Turco ha sottolineato che questa 'dimensione nascosta' esiste e ha un peso forte. "La mia sensazione - ha spiegato il membro della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati - è che negli ultimi anni questa situazione si sia accentuata, e non di poco. Ovunque vado percepisco un 'nascondimento' legato alle varie forme di disabilità, e lo sento persino a livello politico". La tendenza, secondo Livia Turco, è quella di allontanare il problema della non-autosufficienza aumentando l'isolamento di chi questo problema lo vive ogni giorno. "A livello sociale e politico, quello della disabilità sta divenendo una questione invisibile". La spiegazione è di carattere economico: "la crisi che ha investito il Paese ha creato involontarie gerarchie in relazione alle fragilità sociali - ha continuato -, per cui oggi il disagio primario è di tipo economico, e tutti gli altri, soprattutto quelli legati alla disabilità e alla salute mentale, passano in secondo piano".

LA SOCIETÀ VIVE UN ARRETRAMENTO CULTURALE. "È brutto dirlo - ha aggiunto l'ex ministro della Salute - ma credo che a complicare la situazione generale sia un arretramento culturale della nostra società e delle nostre istituzioni". Una società meno sensibile rispetto alla questione della disabilità, questo, secondo la Turco, è il problema più grave. "Solo dodici anni fa abbiamo scritto pagine straordinarie sulla non-autosufficienza, pagine di rottura culturale, cambiamento, innovazione legislativa. Ora non è più così: assistiamo a un vero massacro delle politiche sociali, e la cancellazione avviene nel più completo silenzio, mentre è evidente che le famiglie hanno bisogno di assistenza nella cura dei malati". Nel corso del convegno gli ospiti hanno accennato a più riprese all'integrazione socio-sanitaria come una soluzione possibile al problema della disabilità, e a tal proposito l'ex ministro della Sanità ha chiesto: "Come possiamo arrivare a un'integrazione socio-sanitaria se il sociale non c'è più?". "Uno Stato che pone in secondo piano le politiche sociali - ha concluso la Turco - è uno Stato culturalmente arretrato".

MATERIALE
Risorse per le Politiche Sociali 2012 (pdf)