INTERVISTA - Fertilità e disturbi alimentari: quando la gravidanza ha un suo 'peso'

Anoressia e obesità possono causare problemi all'apparato riproduttivo maschile e femminile, riducendo nella donna la capacità di concepimento naturale e i successi delle cure anti-infertilità. La soluzione? È racchiusa nell'educazione alimentare.

Alimentazione Tatiana Battini 27/03/2012

"Obesità e sovrappeso, così come l'eccessiva magrezza, possono provocare infertilità - ha spiegato a NanniMagazine.it la dottoressa Maria Giuseppina Picconeri, direttore del Nike Medical Centre di Roma, un istituto specializzato nella cura di questi disturbi -, occorre quindi aiutare le persone che hanno problemi di alimentazione a concepire il cibo in maniera diversa. Perdendo (o acquisendo) massa grassa, si favorisce il ripristino delle naturali funzioni ormonali e si può puntare al concepimento". E proprio di disturbi alimentari e fertilità si è discusso nel corso della quinta giornata di aggiornamento sulla 'Gestione della coppia infertile - la fertilità tra mito e realtà' organizzata dalla dottoressa Picconeri, che lo scorso 16 marzo ha visto riuniti i maggiori esperti dei vari settori coinvolti.

L'istituto romano, specializzato nella cura dell'infertilità, indaga ogni fattore che ostacola una gravidanza. Tra questi ci sono sicuramente i disturbi alimentari, "ma contano anche lo stile di vita (abuso di droghe, alcol, etc) - ha chiarito il direttore -, la posticipazione del momento della maternità da parte della donna, i problemi fisiologici legati all'apparato sessuale maschile e femminile, gli interferenti endocrini, e così via". Per individuare il fil rouge che lega a strette maglie cibo e sfera ormonale, NanniMagazine.it ha rivolto qualche domanda alla dottoressa Picconeri:

Qual è la percentuale di infertilità dovuta a obesità o anoressia, nel mondo?
"Secondo stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la stima globale di chi soffre di infertilità è circa del 15-20 per cento, quindi 1 coppia su 5 ha questo disturbo. In particolare, il 12 per cento presenta un'infertilità legata a problemi di sovrappeso o obesità (il nostro metro di giudizio è l'Indice di Massa Corporea [1]), e il 7-8 per cento presenta un'infertilità legata a un problema di anoressia o bulimia nervosa. È importante sottolineare che parliamo di infertilità quando la coppia, nonostante il ripetersi di rapporti sessuali non protetti, non riesce a concepire nell'arco di 12 mesi".

In che modo l'eccesso di peso può ostacolare, nella donna, il processo riproduttivo?
"Un forte sovrappeso, come ho già accennato, è alla base di una serie di disordini ormonali. A livello dell'adipe avvengono alterazioni o interferenze nella produzione di ormoni steroidei, che determinano una riduzione del numero dei cicli ovulatori fino ad arrivare alla cessazione totale delle mestruazioni (amenorrea). Un esempio calzante sono le donne affette da micropolicistosi ovarica, che molto spesso (nel 30-70 per cento dei casi) è associata all'obesità e all'iperinsulinemia. L'organismo produce un numero maggiore di androgeni, gli ormoni sessuali maschili, che bloccano la produzione di gonadotropine, cioè gli ormoni deputati a stimolare l'ovaio per la produzione dei follicoli e degli ovociti. In alcuni casi queste interferenze non soltanto bloccano l'ovulazione, ma sono responsabili dell'alterazione della qualità ovocitaria. Inoltre, proprio a causa delle interferenze sopradescritte, il tempo che una coppia impiega per concepire è maggiore  del tempo impiegato da una coppia senza problemi di sorta, e anziché 12 mesi possono trascorrere quasi due anni prima che il concepimento avvenga".

 Nel caso di soggetti anoressici, invece, cosa ostacola il processo riproduttivo?
"Anche nel caso di eccessiva magrezza (a causa di anoressia o bulimia nervosa) si verifica l'amenorrea, ovvero la scomparsa del ciclo mestruale. Nel caso di un fisico sottopeso il cervello invia all'organismo un segnale di allarme, avvertendolo che non è in grado di sopportare la 'fatica' energetica che ogni gravidanza comporta. È una salvaguardia innata. E dato che effettivamente l'organismo di una persona anoressica non potrebbe portare avanti una gravidanza (perché il fisico non ha la giusta quantità di riserva calorica), si crea anche in questo caso un blocco di produzione ipotalamica degli ormoni".

Tante donne posticipano il momento della gravidanza non pensando ai rischi...
"Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma occorre consapevolezza. Ogni scelta che una persona compie avrà delle conseguenze sulla sua vita e su quella dei suoi cari: l'eccessivo peso corporeo influirà negativamente su una serie di fattori (tra cui la fertilità e la predisposizione al sovrappeso di eventuali figli), la posticipazione del momento della gravidanza diminuirà le probabilità di portare a termine la gravidanza, e così via. Purtroppo la visione che i media passano della donna non è quella 'naturale', tante pazienti credono di poter tranquillamente spostare il momento della gravidanza dopo i 40 anni, senza pensare che la natura ha stabilito tempi precisi, e se si decide di tentare una gravidanza ad età biologicamente avanzata si deve essere consapevoli che potrebbe accadere di tutto. Al di là di questo, è indubbio che il nostro governo dovrebbe fare di più per aiutare le giovani coppie che intendono 'metter su famiglia' (strutture apposite, asili nido), dando alla donna la possibilità di procreare alla giusta età biologica senza perdere il posto di lavoro".

Quando una coppia ha un problema di infertilità dovuto al sovrappeso o all'eccessiva magrezza, quali sono le cure da porre in atto?
"Le coppie che si rivolgono al nostro centro iniziano un percorso di cura poliedrico: prima di iniziare il cammino della fecondazione assistita è necessario che la donna in sovrappeso perda una certa percentuale di massa grassa (così come è necessario che la donna eccessivamente magra acquisti massa grassa) così da 'rimettere in moto' il processo ormonale che si era interrotto. Nutrizionisti, endocrinologi e psicologi lavorano al fianco dei ginecologi per educare la coppia a un nuovo tipo di alimentazione, naturalmente non si tratta di operare una dieta drastica, ma di cambiare atteggiamento mentale nei confronti del cibo. Noi siamo ciò che mangiamo, e questo semplice assunto può avere conseguenze ottime o catastrofiche".

Quindi la parola d'ordine è ancora una volta 'sensibilizzazione'?
"Certamente. Il nostro istituto, in collaborazione con la Regione Lazio, sta organizzando degli incontri nelle scuole, perché l'educazione alimentare deve essere insegnata ai bambini, futuri adulti consapevoli. Va da sé che l'educazione alimentare non ha il solo scopo di evitare problemi legati alla fertilità, ma può scongiurare l'insorgenza di tumori, malattie cardiovascolari, ictus, intolleranze, osteoporosi, e così via. In Italia abbiamo un'incidenza ancora contenuta del fenomeno dell'obesità, grazie alla nostra dieta mediterranea, ma in Paesi quali Stati Uniti e Regno Unito il problema è gravissimo: nei primi la percentuale di donne sovrappeso o obese è del 61 per cento, nel secondo è del 56 per cento. Consideri che in alcune regioni del Regno Unito, alle donne in sovrappeso con problemi di infertilità è preclusa la possibilità di accedere ai trattamenti di fertilità finanziati dal sistema sanitario nazionale. I Paesi anglossassoni combattono da decenni una dura battaglia ai chili in eccesso, e se in Italia non si instaura nelle menti dei più piccoli l'abitudine al mangiar sano, anche noi tra qualche decennio ci troveremo nella stessa situazione di Stati Uniti e Regno Unito, perché il numero dei nostri obesi è in aumento. Educare una persona al cibo è educarla alla consapevolezza".

Parliamo del suo istituto: qual è la percentuale di coppie che, grazie alla fecondazione assistita, riesce a raggiungere l'obiettivo 'bimbo in braccio'?
"La percentuale è molto alta, per fortuna. naturalmente il nostro istituto non si occupa solo di casi di infertilità legata al peso corporeo, questa è solo una delle cause possibili, le altre sono l'età della donna, la presenza di malattie sessualmente trasmissibili o di disturbi all'apparato sessuale maschile o femminile, l'inquinamento ambientale, la sofisticazione degli alimenti, il fumo, l'abuso di alcol, etc. Comunque, se l'unico problema della donna infertile è il sovrappeso o l'obesità allora 'il lieto fine' si verifica il più delle volte, ma superata una certa età possono trascorrere anni prima che la paziente resti incinta. La maggior parte delle volte riusciamo a ottenere il concepimento in maniera spontanea, senza ricorrere alla fecondazione in vitro, e credo che questa sia una bella notizia".

Esistono alimenti che aiutano la fertilità?
"Certo, e noi italiani siamo particolarmente fortunati in questa circostanza, perché uno degli alimenti che aiuta molto la fertilità è l'olio di oliva (e tutti i cibi che contengono la vitamina E), e poi le noci, perché contengono selenio e zinco, e tanti altri ingredienti che crescono spontaneamente alle nostre latitudini. Non è un caso se nel 2010 l'UNESCO ha proclamato la dieta mediterranea un 'bene immateriale dell'umanità'..."

Note: [1] L'indice di massa corporea (IMC) è un dato biometrico, espresso come rapporto tra peso e altezza di un individuo ed è utilizzato come un indicatore dello stato di peso forma. Operativamente l'indice di massa corporea si calcola come il rapporto del peso, espresso in chilogrammi, e il quadrato dell'altezza, espressa in metri. (Fonte: Wikipedia)

LINK
- Nike Medical Centre


MATERIALE
- Tabella dell'Indice di Massa Corporea (pdf)