Fertilità e disturbi alimentari: la testimonianza, "ogni tentativo fallito è un dolore da superare"

Speranza, determinazione, coraggio. Il percorso della fecondazione assistita non è sempre facile per una coppia, "ma - racconta una mamma a NanniMagazine.it - stringere tuo figlio tra le braccia ripaga ogni sforzo compiuto"

Alimentazione Tatiana Battini 27/03/2012

Raccogliamo e pubblichiamo in questa pagina la storia di M.D., 42 anni. Felicemente sposata, soddisfatta a livello professionale, all'età di 32 anni M. D. si accorge di avere un problema di infertilità a causa dell'eccessivo peso corporeo. Il desiderio di avere un figlio è talmente grande per lei e suo marito che nel giro di pochi mesi la coppia decide di intraprendere il percorso della fecondazione assistita, nel loro caso concluso positivamente con la nascita di B., che ora ha quasi sei anni.  Rispettando la volontà di anonimato della ex paziente, NanniMagazine.it ha raccolto la sua testimonianza:

LA SITUAZIONE CLINICA. "All'età di circa 32 anni mi sono resa conto di avere un problema di fertilità legato al mio peso corporeo 'abbondante', cui si aggiungeva un lieve problema di fertilità da parte di mio marito. La ginecologa mi ha consigliato di contattare la dottoressa Maria Giuseppina Picconeri, direttore del Nike Medical Centre, un istituto che segue le coppie con problemi di infertilità, e così ho fatto. Sin da bambina sono stata 'cicciottella' e crescendo ho mantenuto i chili in eccesso. La mia obesità ha favorito la formazione di ovaie micropolicistiche con una conseguente difficoltà ovulatoria". 

FORZA DI VOLONTÀ, DIETA ALIMENTARE E FORTUNA. "L'anno seguente ho iniziato le cure presso il centro. Ricordo che la dottoressa Picconeri, da subito, mi ha avvertita che sarebbe stato fondamentale perdere peso, e dimagrire non è stato un processo semplice né immediato. Grazie a un preciso schema dietetico ho perso circa una decina di chili, e per grande fortuna mia e di mio marito sono rimasta incinta al secondo tentativo compiuto, e con fecondazione omologa (significa che gli spermatozoi impiegati sono quelli del partner). Mi ritengo fortunata perché ci sono donne che tentano anche nove volte prima di arrivare al concepimento, e a livello psicologico è un cammino molto duro, perché ogni tentativo fallito è un dolore da superare. Ringrazio a tal proposito il team di medici del centro, perché sanno prendersi cura delle coppie da un punto di vista intimo e interiore, oltre che fisico, e questo è importantissimo. Ogni percorso di fecondazione assistita è a sé, nel mio caso ad esempio non c'è stato un grande dimagrimento fisico, e sono convinta che il successo del concepimento al secondo tentativo sia stato il frutto di tre fattori: la fortissima determinazione mia e di mio marito, il regime dietetico e una buona dose di fortuna". 

IN CAMMINO VERSO UN SOGNO. "Seguendo il protocollo, dopo i monitoraggi e gli esami di routine sono stata sottoposta alle inseminazioni intrauterine, che solitamente hanno una bassa probabilità di successo e infatti non sono andate a buon fine, dopodiché, sempre seguendo un corretto regime alimentare, mi sono sottoposta alla prima prova ICSI [Inseminazione intracitoplasmatica dello spermatozoo, ovvero la microiniezione dello spermatozoo direttamente all'interno dell'ovocita, n.d.r.], che è più 'diretta' rispetto alla classica FIVET [Fecondazione In Vitro ed Embryo Transfer, tecnica di procreazione medicalmente assistita che consiste nell'ottenere la fecondazione dell'ovocita al di fuori del corpo della donna con conseguente formazione dell'embrione e successivo trasferimento in utero dello stesso, n.d.r.]. La prima prova ICSI è fallita perché il mio peso corporeo era ancora troppo elevato e perché, a causa dell'ovaio micropolicistico, seppur sotto stimolazione avevo prodotto un solo ovocita. Sempre seguendo la dieta alimentare, dopo qualche mese ho ripetuto la prova ICSI, e questa volta è stato un successo. Nel mio caso l'intero percorso di cura è durato meno di tre anni, ma tra una prova e l'altra trascorrono mesi, anche per dare modo alla coppia di superare il dolore del tentativo fallito". 

"LA FECONDAZIONE ASSISTITA? LA CONSIGLIO SENZA SCRUPOLI".  "Consiglio la fecondazione assistita a tutte le persone che hanno problemi di infertilità, senza alcuno scrupolo. Perché privarsi di una gioia talmente grande? La mia vita familiare, affettiva e professionale è sempre andata a gonfie vele, per fortuna. L'unica cosa che 'mi mancava' e che mancava a mio marito era un figlio, ovvero il regalo più grande. Certo, quello della fecondazione assistita non è un cammino facile, ma se si vuole veramente diventare genitori non si deve avere timore di intraprendere quel cammino. Vorrei sottolineare un aspetto che riguarda la coppia: anche se è la donna che si sottopone a tutte le analisi, i monitoraggi, gli esami, le iniezioni e così via, a livello psicologico il marito gioca un ruolo importantissimo. Non sempre le coppie escono rafforzate da esperienze delicate come questa, è un banco di prova molto duro e spesso uno dei due cede. Nel nostro caso il cammino comune per avere un figlio ci ha avvicinati molto, non soltanto durante la cura ma anche dopo. Dico spesso che i figli sono un tesoro per ogni genitore, ma quando quel tesoro te lo sei sudato tanto probabilmente lo 'assapori' in maniera sottilmente diversa". 

FECONDAZIONE OMOLOGA ED ETEROLOGA: UNA QUESTIONE DELICATA. "Ho concepito attraverso fecondazione omologa, vuol dire che un mio ovocita è stato fecondato da uno spermatozoo di mio marito, ma a volte l'unica via per coronare il sogno di essere genitori è la fecondazione eterologa. Mi sono chiesta spesso che reazione avrei avuto se mi fossi trovata in una situazione del genere. La questione è più delicata, entrano in gioco fattori etici o religiosi, sia dell'uomo che della donna, ma ho imparato a mie spese a non dire più 'no' a priori, bisogna sempre passare attraverso una situazione per poter decidere cosa fare. Vorrei sottolineare che l'importante, in un percorso complesso come quello di una fecondazione assistita, è trovare un medico che ti sappia supportare dall'inizio alla fine con competenza e professionalità, a noi per fortuna è accaduto".

GRAVIDANZA DIFFICILE, MA CON LIETO FINE. "Ho avuto una gravidanza complicata. Inizialmente avrebbe dovuto essere un parto gemellare, ma alla decima settimana uno dei due cuoricini si è fermato e questa perdita ha causato una serie di complicazioni, come il distacco della placenta, un cerchiaggio al quinto mese e il riposo 'forzato' a letto per tutto il tempo della gravidanza. Non è stata certo una passeggiata, ma visto il risultato ripeterei l'esperienza altre mille volte. Quando prendi tuo figlio in braccio, tutte le difficoltà affrontate fino a quel momento svaniscono, restano solo due occhi grandi che ti guardano, e non c'è altro da aggiungere".

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- Nike Medical Centre