INTERVISTA - Zuccari, "Rossetto al piombo? Non creiamo inutili allarmismi"

Il docente della facoltà di Farmacia dell'ateneo di Rimini getta acqua sul fuoco ma avverte: "È il consumatore che deve scegliere il prodotto, se acquistiamo un cosmetico al mercatino o in profumeria la differenza non è solo nel prezzo, ma nella qualità".

Cronaca Medicina e Salute Tatiana Battini 03/04/2012

Quello della cosmetica è un mercato florido, in grado di rimanere a galla nonostante le spallate della crisi economica. Secondo dati dell'Associazione italiana delle imprese cosmetiche (Unipro), "Se non accadranno fenomeni di ulteriore perturbazione, il fatturato nel 2012 supererà i 9mila 600 milioni di euro, realizzando un +6 per cento rispetto al 2011, con un valore delle esportazioni sopra la soglia dei 3mila milioni di euro".

Nonostante la stragrande maggioranza degli italiani faccia quotidianamente uso di cosmetici e prodotti di igiene, permane l'interrogativo dei consumatori riguardo il grande mistero degli ingredienti presenti nel rossetto, nello shampoo, nella crema contorno occhi o nello smalto per unghie. I prodotti acquistabili in farmacia o in profumeria sono davvero sicuri? Chi regolarizza il livello di metalli pesanti presenti in un qualunque cosmetico? Ad aumentare i dubbi è una recente indagine della Food and Drug Administration (FDA), che ha rilevato "rimarcabili" tracce di piombo in diversi lipstick in commercio. Per saperne di più sulla sicurezza dei cosmetici italiani NanniMagazine.it ha raggiunto telefonicamente la professoressa Guendalina Zuccari, docente presso la facoltà di Farmacia dell'università di Rimini:

L'indagine della FDA ha creato un po' di apprensione anche in Italia, perché alcune marche sono presenti anche sul nostro mercato, secondo lei dobbiamo preoccuparci?
"Direi di no, perché le tracce di piombo rilevate nei vari rossetti sono comunque nell'ordine di 1 ppm, ovvero un milligrammo/chilo. Inoltre, finora non è stato portato avanti nessuno studio scientifico a lungo termine (20-30 anni) in grado di mostrare con certezza che l'uso prolungato di un rossetto, contenente tracce di piombo, possa provocare un accumulo di sostanze tossiche nell'organismo. È chiaro che questo metallo, essendo una neurotossina, è nocivo per l'essere umano e la sua tossicità è stata provata scientificamente, ma è altrettanto vero che le industrie cosmetiche, almeno quelle più 'serie', hanno dei sistemi di regolazione molto precisi e del personale specializzato che controlla e monitora i prodotti finiti". 

Quindi è importante la formazione di esperti del settore, le università come si regolano?
"Numerose università hanno corsi di laurea ad hoc, dedicati alle procedure di controllo del prodotto finito. Presso l'ateneo di Bologna insegno in un corso di laurea che si chiama 'Controllo e qualità dei prodotti per la salute', in quelle aule si formano specialisti nel monitoraggio del prodotto cosmetico e, una volta laureate, gli specialisti saranno impiegati all'interno delle aziende con il compito di analizzare i prodotti e garantire la sicurezza della merce destinata al mercato. La maggior parte delle industrie ha un proprio settore 'Controllo qualità', ma mi sto limitando alla realtà europea, perché se allarghiamo il concetto al resto del mondo lo scenario cambia, i prodotti realizzati nei Paesi extraeuropei che giungono sugli scaffali di alcuni negozi, supermercati o mercatini italiani non sono garantiti perché non c'è controllo sulle materie prime impiegate, sono un'incognita, molto spesso a basso costo. Qui entra in gioco il consumatore, è lui che deve scegliere cosa comprare e dove, perché c'è una notevole differenza tra l'acquistare un rossetto su un banco di un mercatino rionale o in profumeria, e la differenza non è solo nel prezzo".

Quali sono gli ingredienti, chimici e non, presenti in un rossetto?
"Da un punto di vista tecnico il rossetto è definito una 'fusione lipidica anidra', ed è una miscela di olii, burri e cere che ne determinano gli eccipienti. Tra gli olii più usati troviamo l'olio di ricino, ma si utilizzano anche altri olii vegetali; tra i burri quello di cacao è impiegato raramente perché fonde troppo facilmente, mentre il migliore a livello qualitativo è il quello di karité, ma a causa del prezzo elevato è poco utilizzato dalle industrie di cosmetici, per la produzione di largo consumo o a basso costo si scelgono altri tipi di burro; le cere vengono utilizzate per dare consistenza al rossetto, le migliori sono quelle di origine vegetale (cera carnauba o candelilla), ma alcune case produttrici si servono di cere di origine minerale, come per esempio l'ozocherite, che è un derivato del petrolio, un idrocarburo. Naturalmente la scelta degli eccipienti dipende dall'industria produttrice. In linea di massima un prodotto cosmetico non dovrebbe contenere sostanze 'occlusive', ma biocompatibili e sebosimili, rispettose della composizione cutanea".

Quali altri elementi sono presenti?
"Finora abbiamo parlato degli eccipienti, ciò che invece dà il colore e la lucentezza al prodotto sono i pigmenti minerali, che si sommano al 'corpo' grezzo del rossetto. Uno dei fillosilicati più utilizzati è la mica, un minerale che dona particolare brillantezza al cosmetico. Dato che si tratta di sostanze naturali vi si trovano miscelate quantità minime di altri materiali, come i metalli pesanti. A seconda del prezzo, allo stick possono essere aggiunti vitamine e filtri solari".

Quale è la percentuale di pigmenti nella composizione di un lipstick?
"Direi che è elevata, attorno al 2-5 per cento, dipende dall'intensità del colore che si vuole ottenere. La percentuale di metalli pesanti in un cosmetico cambia anche a seconda della materia prima di partenza, mentre la composizione varia a seconda del prodotto che si desidera: tonalità di colore più o meno intensa, oppure perlescente, o effetto mat (rossetto opaco a lunga durata), etc. Se in una composizione si utilizza l'un per cento di pigmento minerale di mica, è certo che in quella percentuale sono presenti tracce di varie sostanze, anche metalli pesanti. Tornando al piombo: se la quantità di questo metallo nella composizione di un rossetto è inferiore ad una parte per milione, quel prodotto non può considerarsi tossico. Stessa regola vale per altre sostanze, ma ognuna ha il proprio livello-limite di tossicità da non superare".

È vero che nei cosmetici possono esservi tracce di nichel, cobalto, cromo, cadmio, mercurio, antimonio e rame?
"Si, è vero. Si tratta di metalli pesanti presenti in natura e che quindi possono trovarsi, sempre sottoforma di tracce, nei pigmenti minerali utilizzati nella composizione di vari cosmetici. Non parliamo solo di rossetti, ma di ombretti, fard, matite per le labbra e quant'altro. Sul rossetto i timori sono maggiori perché è l'unico cosmetico che può essere ingerito, mentre per gli altri prodotti non c'è alcun rischio di assorbimento tramite epidermide. Il nichel e altri metalli possono però creare allergie al contatto con la pelle".

Qual è la normativa europea che regola la quantità massima consentita di materie non naturali presenti nei cosmetici?
"A livello nazionale è attivo un sistema di vigilanza sui prodotti in commercio (cosmetovigilanza). Per quanto riguarda le sostanze tossiche esiste una normativa comunitaria che si chiama 'Direttiva base' e che concerne la produzione e la vendita dei prodotti cosmetici. Tale direttiva contiene una lista, chiamata Allegato II, in cui sono riportate tutte le sostanze vietate nella creazione del cosmetico. Non dobbiamo dimenticare, però, che sul prodotto possono restare tracce di metalli lasciate dai macchinari impiegati lungo il processo produttivo, come nel caso del piombo. Inoltre può restare traccia di solventi necessari per solubilizzare un principio attivo. Queste quantità infinitesimali non sono riportate in etichetta perché non fanno parte degli ingredienti del prodotto, anche se sono presenti in esso".

Quindi le case produttrici hanno l'obbligo di riportare in etichetta gli ingredienti della composizione del cosmetico, ma non le tracce di sostanze estranee?
"Esatto. Inoltre l'industria ha l'obbligo di indicare la metodica preparativa del prodotto, intendo dire che se per la composizione di un rossetto ci si serve di una data sostanza, e poi quest'ultima non è più presente nel cosmetico finito, i produttori devono comunque indicarlo nel dossier che viene stilato per ogni cosmetico realizzato. All'interno di questo documento è riportata l'intera filiera produttiva: dalle materie prime al confezionamento. Tornando al caso in esame, il piombo è un elemento naturale, ed è presente nei pigmenti minerali che si utilizzano per dare il colore e accentuare la brillantezza dei rossetti. Separare questo metallo dal resto delle sostanze naturali contenute nel pigmento  è pressoché impossibile, perché in natura le materie si trovano ben miscelate le une alle altre, pensiamo ad esempio alle droghe vegetali e ai fitocomplessi".

Il piombo lo si assorbe anche tramite cibo, acqua e aria. A suo parere, quantità minime di questo metallo nei cosmetici possono essere tollerate dall’organismo?
"Per quanto ne sappiamo finora, si. Personalmente non credo ci sia motivo di preoccuparsi e soprattutto non bisogna creare allarmismo. Ripeto, parliamo di tracce infinitesimali e comunque le industrie seguono direttive precise riguardo la quantità di sostanze da utilizzare. Inoltre non sappiamo se, a lungo termine, quantità minimali di piombo nella composizione di rossetti possano provocare un'intossicazione da tale sostanza. E il discorso è generale, prendiamo ad esempio il talco. Questo silicato minerale lo si utilizza da lungo tempo sottoforma di polvere impalpabile, in particolare sulla pelle dei bambini, eppure il talco può essere nocivo a livello polmonare (può causare l'asbestosi, malattia cronica dovuta all'inalazione di fibre di asbesto), ma solo se inalata in gran quantità e a lungo, e questo inciso esclude il normale uso quotidiano che tutti noi ne facciamo. Ma a creare allarmismo ci vuol poco, basta spargere la voce che 'il talco provoca danni ai polmoni' e le persone non si cureranno di conoscere la verità documentandosi, daranno per buona la voce ed eviteranno il prodotto. Questa è disinformazione".

MATERIALE
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Direttiva 76/768/CEE - Prodotti cosmetici
- Allegato II - Elenco delle sostanze vietate nella realizzazione dei cosmetici
- Cosmetovigilanza