Sugarelli, muggini e palamiti, il 'pesce dimenticato' torna sulle tavole italiane

Concluso il primo step del progetto della Regione Toscana per valorizzare e promuovere le specie ittiche meno conosciute. Salvadori: "Necessario favorirne la promozione sui mercati e farle arrivare fresche e tracciabili in tutte le città della regione"

Alimentazione Francesca Nanni 28/05/2012
Fonte: Immagine dal web

Pescatori, ristoratori, grande distribuzione e consumatori insieme contro lo spreco di pesce. Si chiama 'Pesce Dimenticato', ed è il progetto messo in piedi dalla Regione Toscana la valorizzazione e la promozione di specie ittiche meno conosciute, ma altrettanto gustose, salutari e sopratutto economiche. Così, accanto alla acciughe e alle sardine, sarà facile trovare d'ora in poi anche il sugarello nelle due versioni bianco e nero, il polpo, la razza di sabbia, ed ancora il pesce sciabola, la muggine e la palamita. Tutto pesce che popola in quantità i mari della Toscana, e che viene pescato in abbondanza ma, di contro, non viene valorizzato e consumato come si dovrebbe e potrebbe sulle tavole italiane, preferendo specie più note e, spesso, più costose.

Ecco allora che, per incentivare la conoscenza da parte dell'intera filiera fino al consumatore, il progetto del ''pesce dimenticato'', la Regione ha indetto una serie di iniziative di sensibilizzazione il cui punto è stato fatto in un incontro, nei giorni scorsi, a Viareggio al termine della prima fase sperimentale del progetto. Tra queste anche un'uscita di pescaturismo che ha permesso di testare la pesca su alcuni pescherecci degustazione, subito dopo, le specie 'dimenticate' tirate su e cucinate a bordo.

PROGETTO IL 'PESCE DIMENTICATO'


"La Regione, insieme a Unioncamere e a tutti gli altri partner al progetto ha partecipato con convinzione a questo progetto - ha spiegato l'assessore all'agricoltura, caccia e pesca della Toscana, Gianni Salvadori - per il quale sono stati messi insieme i pescatori della costa, i ristoratori, la grande distribuzione, creando un circuito virtuoso con il turismo e con il nuovo filone della pescaturismo". "Tutte iniziative - ha aggiunto - che hanno avuto un ottimo successo e che hanno permesso di dimostrare, una volta di più, la validità di questo pesce e l'opportunità di diffonderne il consumo". "Promuovendo il consumo del pesce dimenticato - ha proseguito Salvadori - si contribuisce a salvaguardare l'ecosistema, abbassando almeno in parte la pressione sulle specie ittiche più pregiate, non solo si sostiene l'economia del mare in Toscana, ma si fa anche un buon servizio al palato e alla salute (il pesce azzurro è ricco di sostanze preziose) e, non ultimo sopratutto in tempi di crisi, al portafoglio".

La riprova della convenienza nell'utilizzo di questo genere di pesce, si è avuta anche nel corso delle manifestazioni indette nell'ambito del progetto stesso quando sono state organizzati 15 eventi in altrettanti ristoranti, 10 lezioni di cucina presso alcuni i punti vendita della grande distribuzione e due seminari riservati ai ristoratori. Tutto il pesce utilizzato in queste occasioni era stato pescato il giorno stesso con un  costo medio di 8 euro al chilogrammo. "Questo significa - ha rimarcato Salvadori - che con appena 8 euro è possibile avere a disposizione un chilogrammo di pesce con il quale approntare un gustoso e salutare pranzo (o cena) per la famiglia. E anche questo è un aspetto da non sottovalutare".

In ciascuna serata nei ristoranti, fa sapere la Regione Toscana, sono stati consumati 40 chili di pesce, durante le lezioni di cucina circa 10 chili e lo stesso nei due seminari rivolti ai ristoratori. Circa mille chili di pesce dimenticato, per il 50 per cento già preparato e sfilettato, invece, sono stati venduti da una delle cooperative aderenti al progetto ai Gruppi di Acquisto Solidale (Gas). "Ritengo che questo sia un ottimo inizio, ma ora dobbiamo andare avanti con decisione. Oltre a promuovere il consumo di questo pesce - ha concluso Salvadori - dobbiamo favorirne la riconoscibilità sui mercati, sviluppare la logistica e far sì che il 'pesce dimenticato' della Toscana possa arrivare fresco e tracciabile, ogni giorno, in tutte le città della regione".

"Proseguiamo la campagna sul Pesce Dimenticato convinti di percorrere sentieri nuovi per la promozione della nostra terra - afferma l'assessore regionale a cultura, turismo e commercio Cristina Scaletti -. Vogliamo la valorizzazione dei nostri territori e delle loro tradizioni; radici forti che ci legano alla cultura dei nostri padri, in grado comunque di attivare un confronto con le esigenze più attuali". "Per questo - ha aggiunto - teniamo a sottolineare l'intesa cresciuta tra mondo della pesca e della ristorazione come un modello virtuoso, sia sul piano economico che su quello culturale, un rapporto di filiera corta tra produttori, distributori e consumatori teso a valorizzare la nostra tipicità e con un contributo all'economia locale non indifferente". "Contributo - ha concluso Scaletti - che si estende alla conservazione dell'identità e della sostenibilità, una scelta condivisa dalla politica europea".

Dai numeri diffusi durante l’incontro di Viareggio, infine, che per un giorno dedicato al menù a base di 'pesce dimenticato', considerando gli attuali 20 esercizi aderenti al progetto per 50 settimane l'anno, considerando il pesce ad un prezzo di vendita a filiera corta di 8 euro al Kg, in un anno si avrà un totale fornitura di 40mila Kg (400 quintali) di pesce per un fatturato di 320 mila euro. L'obiettivo, quindi, quello che si prefiggono le istituzioni, è di fare promozione in tutte le altre province toscane.

LINK
- Campagna 'Il pesce dimenticato'