"Più impegno da parte delle istituzioni", l'autocritica di Balduzzi in materia di autismo

Nella Giornata mondiale il ministro della Salute torna sulla patologia che in Italia coinvolge 400mila famiglie con 1 caso grave su mille. "Rinnovo il mio grazie - dice - alle famiglie, che sostengono il difficile onere di assistenza quotidiana"

Patologie Aura De Luca 02/04/2013

"Sussistono tuttora timori e problemi di comunicazione che ritardano la diagnosi ed il trattamento precoci da effettuarsi nei primissimi anni di vita; i servizi sociosanitari non sono ancora sufficienti e molta parte dell'assistenza è sostenuta dalle famiglie. Occorre dare concreta attuazione a tali impegni, continuando la stretta collaborazione tra i Ministeri interessati, le Regioni, gli enti locali e il mondo dell'associazionismo". L'autocritica del ministro della Salute, Renato Balduzzi, arriva il 2 aprile nella sesta Giornata mondiale voluta dall'ONU nel 2007 per la consapevolezza dell'autismo e la solidarietà nei confronti dei bambini e delle persone che ne sono affette e che, spesso, restano spesso invisibili ai più.

"Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti (nelle Linee guida dell'Istituto superiore di Sanità del 2011) - ricorda Balduzzi -, ha fornito importanti indicazioni sui trattamenti efficaci, raccomandando che interventi specifici, competenze cliniche e interventi abilitativi e di supporto per il paziente e per la sua famiglia siano costruiti su buone prassi, in linea con i principi della prova scientifica". Tra queste, l'intervento abilitativo intensivo, tempestivo e strutturato. "Nella Giornata mondiale - prosegue il ministro -, avverto il dovere, accanto all'impegno a proseguire lo sforzo per affrontare le criticità, di rinnovare il più vivo ringraziamento alle famiglie, che sostengono il difficile onere di assistere quotidianamente le persone con autismo, e a tutti coloro che nel campo della ricerca e dell'assistenza, sono quotidianamente impegnati, con dedizione e competenza, in questa difficile sfida". "L'apporto di tutti gli operatori del settore - conclude -, di chi fa ricerca e del volontariato continua a essere un prezioso ed insostituibile valore".

Secondo gli ultimi dati, infatti, in Italia, a confrontarsi quotidianamente con il problema dell'autismo sono circa 400mila famiglie, ma ricavare dati precisi su questa realtà composita non è semplice e bisogna farlo tenendo conto di due fattori: l'età, perché non è sempre possibile identificare i sintomi di questa patologia nei primi mesi di vita, e la gravità del disturbo, che nei casi meno difficili consente di condurre una vita abbastanza autonoma mentre in quelli più complessi può portare alla completa non autosufficienza. Nonostante questo, però, di autismo parla ancora troppo poco. "Ci portiamo dietro vecchi retaggi - spiega Carlo Hanau dell'Associazione nazionale genitori soggetto autistici (Angsa ) -, una volta di questo problema non ne sapeva niente nessuno, i neurologi ne affidavano la gestione agli psicoanalisti, dal momento che veniva considerato un disturbo di tipo psicologico". "I risultati sono stati tutt'altro che soddisfacenti - aggiunge - e per quarant'anni analisi e studi sull'autismo sono rimasti bloccati".

SPOT SULLA SESTA GIORNATA MONDIALE SULL'AUTISMO


Di fatto, dunque, "l'autismo è più comune di quanto si pensi", come recita anche lo slogan della Giornata mondiale 2013, a rimarcare ancora e con forza come i molti contorni della malattia restino tuttora sfuggenti. Certo è che la sindrome autistica rappresenta attualmente un grave problema a livello mondiale in campo educativo e sanitario, di cui ancora, nella stragrande maggioranza dei casi, non si conoscono le cause. Ecco perché, ribadiscono gli organizzatori della Giornata: "La conoscenza di questa disabilità da parte dell'opinione pubblica può fare moltissimo per ridurre e facilitare l'inclusione nella scuola e nella società".

Un bambino ogni 50 è il rapporto di incidenza dell’autismo nei bambini stabilito recentemente da uno studio di una epidemiologa coreana del Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) di Atlanta. "In questo caso, però, occorre specificare che si tratta di un dato generale sulle diverse forme di autismo - tiene a dire il professor Carlo Hanau -: i casi gravi sono 1 su 1000, vale a dire quelli che implicano 4-5 milioni di costi sanitari per ogni vita e hanno bisogno di un'assistenza personale dedicata, 1 a 1". In uno studio pubblicato lo scorso mese di marzo, il Cdc di Atlanta riferisce di un tasso di prevalenza dell'autismo aumentato del 70 per cento in 5 anni, ossia dal 1,16 per cento nel 2007 al 2 per cento nel 2011-2012. Come spiegare questo aumento? Gli autori dell'indagine propendono per una migliore formazione e sensibilità della comunità medica nei confronti dei disturbi dello spettro autistico (Asd), che permette diagnosi più puntuali.