Malattie Sessualmente Trasmesse, queste sconosciute al mondo dei giovani

Nonostante le molte campagne di sensibilizzazione da Nord a Sud della Penisola, gli adolescenti italiani sono ancora scarsamente informati e poco consapevoli. Secondo la SITIP nel mondo, ogni anno, 1 adolescente su 20 ne contrae una

Salute e Prevenzione Redazione/GP — 12/04/2013

Un tempo erano chiamate "malattie veneree" (da Venere, la dea dell’amore) e indicavano la sifilide e la gonorrea, quelle sicuramente più conosciute e tenute nascoste. Oggi, invece, le Malattie Sessualmente Trasmesse (MTS) sono un'emergenza di cui si può e si deve parlare. Molti sanno che esistono, ma pochi le conoscono davvero e forse non tutti sanno che sono malattie infettive causate da batteri, virus, funghi o parassiti che, in genere, si trasmettono per via sessuale e che si differenziano per contagiosità, decorso della malattia e possibilità di cura e prevenzione.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dei 340 milioni di nuovi casi di MTS che si registrano nel mondo, almeno 111 milioni interessano giovani sotto i 25 anni di età. Si stima, infatti, che ogni anno un adolescente su 20 contragga una MTS e che l'età di insorgenza tende progressivamente ad abbassarsi.  Una delle categorie più a rischio di contrarre le MTS è quella dei giovani adolescenti che risultano essere i meno consapevoli, a causa della scarsa informazione o di condizioni socio-culturali scadenti. Oltre la metà delle nuove infezioni di HIV, per esempio, interessano giovani nel gruppo di età 15-24 anni. Generalmente, le ragazze sono più vulnerabili dei ragazzi per ragioni fisiologiche, ma spesso anche sociali, essendo in alcuni casi costrette a relazioni sessuali fin da bambine.

ESPOSITO: "I PARTNER OCCASIONALI AUMENTANO IL RISCHIO DI TRASMISSIONE". "L'età media in cui le ragazze scoprono il sesso - sostiene la professoressa Susanna Esposito, Presidente Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP) - si è notevolmente abbassata (7 per cento già tra i 13-14 anni) ma non si riscontra ancora un'adeguata consapevolezza che anche attraverso un singolo rapporto si può contrarre una malattia trasmessa sessualmente". "Ovviamente la probabilità di incontrare persone infette - aggiunge - sarà tanto maggiore quanto più elevato è il numero dei partner. Risultano, pertanto, a maggiore rischio le persone sessualmente attive, che hanno rapporti con partner diversi, soprattutto se occasionali". "Se è vero, però, che i germi responsabili di queste infezioni passano da un soggetto all'altro prevalentemente attraverso un contatto sessuale, nel corso di un rapporto completo, o di un rapporto anale o orale (in quest'ultimo caso l'infezione può colpire la bocca e la gola), per alcune malattie - avverte la Esposito - il contagio può avvenire anche condividendo biancheria o oggetti intimi. Non si corre alcun rischio, invece, frequentando piscine o utilizzando servizi igienici pubblici".

LO SPETTRO DELL'HIV. "Tra le Malattie Sessualmente Trasmissibili - sottolinea la dottoressa - la più temibile è certamente l'infezione da HIV, il virus responsabile dell'AIDS che si trasmette attraverso il sangue, lo sperma e le secrezioni vaginali". "Per questa patologia sembra non esistere ancora una cura definitiva, sebbene - fa notare - sia proprio di questi giorni la notizia di una bambina nata in Mississippi con l'AIDS e guarita dopo essere stata curata con un cocktail di medicine sin dalle prime ore dopo la nascita. Una buona notizia che potrebbe aprire la strada alla cura di tutti i bimbi che nascono con l'infezione da HIV".

NORME IGIENICHE E COMPORTAMENTALI, IL PRIMO PASSO VERSO LA PREVENZIONE. Molto comuni sono anche la Candida e il Trichomonas responsabili di infezioni dell'ultimo tratto delle vie genitali (vulviti, vaginiti nella donna; balaniti, uretriti nell'uomo) e che il più delle volte guariscono con una terapia mirata (creme, ovuli o farmaci specifici). Altre infezioni, invece, come ad esempio, le infezioni da Chlamydia e la Gonorrea, se non diagnosticate tempestivamente e non curate in modo adeguato, possono interessare anche gli organi genitali interni: utero, ovaie, tube nelle donne; testicoli e prostata nell'uomo. Nella donna la malattia infiammatoria pelvica (PID) rappresenta l'evenienza più grave e ne possono conseguire infertilità, aumentato rischio di gravidanze tubariche e dolore pelvico cronico. Altri virus come l'herpes genitale o il papilloma virus hanno la tendenza a rimanere all'interno dell'organismo e vengono ritenuti responsabili dell'insorgenza di forme pre-tumorali del collo dell’utero. Fondamentale, quindi, è la prevenzione, che si attua attraverso il rispetto di alcune norme igieniche e comportamentali:

• È importante informare il proprio partner di una eventuale malattia, ma è altrettanto importante, per propria salvaguardia, non avere timore di chiedergli se, a sua volta, soffra o abbia sofferto in passato di malattie a trasmissione sessuale.

• Proteggersi utilizzando il preservativo che rappresenta l'unico mezzo disponibile per prevenire il passaggio del virus HIV e della maggior parte delle malattie a trasmissione sessuale, al di là del suo impiego come contraccettivo.

RICONOSCERE I SINTOMI PER UNA DIAGNOSI PRECOCE. La diagnosi precoce delle MTS è possibile solo attraverso il riconoscimento dei sintomi, sebbene i disturbi possono essere tanto lievi e indistinti da rendere difficile la diagnosi. In ogni caso, tanto più precoce sarà il trattamento dell'infezione, laddove ne esista uno efficace, tanto più rapida sarà la guarigione che, però, non conferisce l'immunità: aver avuto una o più di queste malattie non significa non poterle contrarre nuovamente. Alcune MTS richiedono terapie lunghe e debilitanti, altre possono causare complicazioni serie ma non bisogna dimenticare che ogni malattia, anche se non grave, comporta comunque un disagio e le malattie a trasmissione sessuale, oltre alla componente fisica, implicano anche un coinvolgimento psicologico che può aggiungere tensione e stress.

MATERIALI
- HIV, impariamo a conoscerlo (scheda con risposte alle domande più frequenti)

LINK
Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP)