Drunkoressia, il mix micidiale di alcol che si unisce al digiuno

Il nuovo fenomeno, conosciuto anche come "anoressia da happy hour", arriva dagli USA e si sta rapidamente diffondendo anche in Italia. Salari: "È fondamentale per i genitori saper cogliere alcuni segnali premonitori". Ecco come nell'aiuto della SIPPS

Dipendenze Aura De Luca 18/04/2013

In principio fu la moda degli aperitivi, quelli "innocui", ma che a ben leggere l'etichetta nel retro bottiglia, contenevano comunque un tasso seppur basso di alcol; poi è stata la volta del 'binge drinking', ovvero bere in modo compulsivo un bicchiere dietro l'altro fino ad ubriacarsi. Oggi la nuova arma a disposizione dei giovani è l'alcol unito al digiuno, un mixi micidiale di dipendenza dagli alcolici e anoressia che riguarda sempre più adolescenti, soprattutto le ragazze, a cui è stato dato il nome eloquente di 'drunkoressia' (dall'inglese 'drunk' che significa 'ubriaco' e anoressia).

Il nuovo fenomeno arriva dagli Stati Uniti e si sta diffondendo rapidamente anche in Italia dove si stima venga praticato da 300mila ragazzi tra i 14 e i 17 anni, casi che 8 volte su 10 riguardano il sesso femminile e, in generale, presentano una tendenza ad un preoccupante aumento. Secondo i dati a disposizione della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), un caso di anoressia su 15 si sfocia nella drunkoressia denotando, così, un rilevante cambiamento di costumi, proiettato verso l'assunzione di alcol al di fuori dei pasti e spesso favorito dalla disponibilità di cocktail già pronti o elaborati al momento. "Questa tendenza è conosciuta anche con il nome di 'anoressia da happy hour' - spiega il dottor Giuseppe Di Mauro, Pediatra e presidente della SIPPS - che consiste nell'abitudine di digiunare per poi consumare bevande a significativo tenore alcolico con una duplice finalità: ridurre l'apporto energetico in modo da compensare le calorie dell'alcol con il 'guadagno' ottenuto dal digiuno, e potenziarne gli effetti inebrianti".

COME SI MODIFICA LA FIGURA DELL'ALCOLISTA DEL FUTURO. Se storicamente, dunque, l'abuso di alcol ha sempre maggiormente interessato i giovani adulti traducendosi, per lo più, in una perdita del controllo dei propri comportamenti e in un'ebbrezza temporanea, oggi, invece, i ragazzi mostrano tendenze diverse che contribuiranno probabilmente a modificare la figura dell'etilista del futuro. E questo per ragioni diverse. Da una parte, il consumo di alcol ha registrato una progressiva anticipazione a fasce di età inferiori: i primi "assaggi", in particolare di birra, più che di vino e superalcolici, avvengono durante gli anni della scuola media. Dall'altra, c'è una maggiore consapevolezza negli adolescenti degli effetti dell'alcol che, quindi, vengono appositamente ricercati in particolari circostanze, come può essere il ritrovo in discoteca. Da qui la necessità di un'azione informativo-preventiva con largo anticipo rispetto al raggiungimento della maggiore età o delle prime uscite serali.

GLI EFFETTI ORGANICI DELLA DRUNKORESSIA. Gli effetti organici della drunkoressia possono essere davvero dannosi, soprattutto sugli adolescenti: ai tradizionali danni provocati dall'alcol al fegato e alle cellule nervose si sommano, quasi con effetto moltiplicativo più che semplicemente additivo, pericolosi sbalzi di peso, con scomparsa del ciclo mestruale nelle ragazze, osteoporosi, aritmie cardiache e steatosi epatica (cioè infarcimento di grassi nel fegato, primo passo verso la cirrosi).

SALE LA PREOCCUPAZIONE ANCHE PER L'ABUSO DI ENERGY DRINK. Attualmente oltre all'abuso di alcol, a destare un grande allarme sono anche le bevande energizzanti, i cosiddetti "energy drink", che contengono sostanze stimolanti quali caffeina, taurina, guaranà, ginseng e niacina. Tali bevande sono finalizzate a dare carica, sensazione di forza, instancabilità, resistenza e potenza e quando vengono mescolate a quelle alcoliche contribuiscono a promuovere gli effetti di disinibizione comportamentale. Fino a qualche tempo fa l'attenzione era focalizzata più sui "soft drink", cioè le comuni bibite gassate e/o dolcificate, il cui consumo eccessivo rientra tra le abitudini scorrette più diffuse e spesso associate a sovrappeso e obesità. Gli energy drink si sono affacciati in epoche recenti ma hanno fatto presa con sorprendente rapidità grazie a politiche commerciali e pubblicitarie aggressive e di notevole impatto visivo.

IL FENOMENO ALCOL ED ENERGY DRINK A LIVELLO EUROPEO. Secondo il recente rapporto Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), emergono dati preoccupanti sull'uso di bevande energizzanti sia negli adulti che nei bambini: in generale, il consumo combinato con l'alcol arriva al 56 per cento negli adulti e al 53 per cento negli adolescenti. In particolare, se tra i primi circa il 30 per cento dichiara di consumare abitualmente energy drink, tra gli adolescenti dai 10 ai 18 anni le percentuali salgono al 68 per cento con un 12 per cento di bevitori "cronici", con un consumo medio di 7 litri al mese e un altro 12 per cento di consumatori "acuti". Tra gli adolescenti spesso questa moda trae spunto dal mondo dello sport con l'obiettivo perseguito sin dai ragazzi alle prime armi che mirano a raggiungere migliori risultati se non a diventare veri atleti professionisti.

SALARI: "È FONDAMENTALE PER I GENITORI SAPER COGLIERE I CAPANELLI D'ALLARME". "Soft ed energy drink, dunque, sono rappresentativi - afferma il dottor Piercarlo Salari, Pediatra Consultoriale a Milano e membro SIPPS - di due fenomeni paralleli e non complementari, che sebbene debbano essere differenziati opportunamente dall'abuso di bevande alcoliche, non devono essere sottovalutati. È fondamentale per i genitori saper cogliere nei propri figli alcuni segnali premonitori quali: la difficoltà di concentrazione e memoria, con impatto sulla resa scolastica, l'aggressività immotivata e le alterazioni del tono dell’umore, i cambiamenti nel ritmo sonno/veglia con eccessiva sonnolenza diurna, la tendenza all'isolamento, il desiderio ossessivo di migliorare le performance sportive, la 'dipendenza' da abitudini che tendono a ripetersi in alcuni momenti o circostanze, come per esempio il digiuno volontario in previsione di una festa o di una serata con gli amici".

EFFETTI DA ENERGY DRINK, QUESTI SCONOSCIUTI DAI GIOVANI. La vera preoccupazione riguarda, però, la mancanza di conoscenza degli effetti da parte degli adolescenti: gli energy drink sono, infatti, ancor più facilmente reperibili degli alcolici e non è possibile una stretta sorveglianza del loro utilizzo. "In caso di eccessivo consumo di bevande energizzanti si possono identificare due ordini di rischi - prosegue il pediatra - quelli con conseguenze immediate e quelli con conseguenze nel più lungo termine". "Va da sé - conclude Salari - che i rischi si amplificano se agli energy drink vengono associati alcol e sostanze stupefacenti". 

 

MAGGIOR INFORMAZIONE NON SOLO PER I RAGAZZI MA ANCHE PER LE LORO FAMIGLIE. Se l'atteggiamento proibizionista serve a poco o può essere addirittura controproducente, per limitare i danni provocati dall’abuso di bevande energizzanti, i pediatri della SIPPS raccomandano una sempre maggiore informazione non soltanto rivolta ai ragazzi ma anche alle loro famiglie. Vale, forse, la pena di ricordare che il "mito del ricostituente" non è poi culturalmente molto distante dal doping sportivo come pure dall'energy drink. Il concetto di demandare il compito di risolvere un problema o migliorare una condizione a un prodotto, qualunque esso sia, può essere trasmesso al bambino molto precocemente, facendogli credere che sia sufficiente un integratore per guarire più in fretta o per non riammalarsi. In fondo anche l'energy drink può essere considerato erroneamente una soluzione simile per vincere la stanchezza e affrontare gli impegni quotidiani in una maniera semplice, rapida, efficace e perfino piacevole e accattivante.