Il caffè? È più buono se il bar è senza slot!

Bar senza slotmachine e videolottery. Sono in crescita ogni giorno gli esercizi 'etici' che rifiutano la complicità del gioco d'azzardo. Per questo vengono scelti da una nuova clientela 'consapevole'. Ecco come il consumo critico sta cambiando l'Italia

Dipendenze Alessandra Magliaro (*) 16/01/2014

Il consumo critico, come la cittadinanza partecipata, rappresentano quei nuovi fenomeni di tendenza sociale che stanno cambiando l'Italia giorno dopo giorno pur senza fatti eclatanti, piccoli sommovimenti fuori dalla politica, ma dentro il paese reale. Una best practice che regaliamo a noi  stessi e al nostro futuro. Accade così che mentre chiudono per la crisi tanti esercizi commerciali e si moltiplicano le sale del gioco d'azzardo, prima ammantate del fascino anglosassone del Bingo ora sempre più anfratti dentro i negozi, in tante città italiane aumentano i bar senza slotmachine e videolottery Sono i bar 'no slot', che rinunciano al guadagno facile delle macchinette mangia soldi, centinaia, migliaia di euro, pur di non essere complici della nuova mania italiana che procura dipendenza, la ludopatia, e nuova povertà.

Il consumo critico sta nel fatto che il cittadino sceglie appositamente i bar senza slot che finiscono così per attirare una clientela 'consapevole', un circuito virtuoso di reazione all'incultura e alla diseconomia che la mania delle macchinette ha innescato. Bar 'etici' si stanno affermando in un'Italia dove almeno per il 50 per cento, ormai, ha bar con le slot annesse. È qualche giorno fa la notizia che a Napoli un bar 'no slot' ha offerto sfogliatelle e caffè gratis, premiato dai promotori dello 'Slot-mob' contro la presenza delle 'macchinette mangiasoldi' negli esercizi commerciali. Ed ancora a Castellanza in Veneto, il comune ha scelto di premiare questi bar istituendo un fondo di 10 mila euro.

Lotta dura, dunque, al gioco delle slot sta mettendo in ginocchio intere famiglie, diventando un moltiplicatore dello stato di crisi tanto economica quanto sociale. Da questo punto di vista l'operazione 'dal basso' dei bar 'no slot' rappresenta un cambio culturale: sono bar di quartiere, con clientela fissa e bandire i slotmachine significa rischiare l'incasso, fino a duemila euro al giorno, ma vale la posta in gioco. Secondo gli ultimi dati, infatti, sono 35 milioni gli italiani dediti al gioco, 2 milioni sono "patologici". Le entrate tributarie derivanti dal gioco hanno superato, nei primi mesi del 2012, i 10 miliardi di euro. Uno Stato definito da più di un deputato stesso uno Stato 'biscazziere'. Di qualche giorno fa l'accoglienza della richiesta di esame urgente per proposte di legge che toccano i temi del contrasto all'azzardo e agli aspetti socio-sanitari che genera e le proposte di legge già a fine novembre discusse in Aula alla Camera, anche grazie alla mobilitazione e alla sensibilizzazione operata dall'Associazione Movimento No slot presieduto da Riccardo Bonacina di Vita, a settembre ricevuto anche da Papa Francesco.

Apriprista di una nuova coscienza civile bar 'no slot' è Pavia, considerata la capitale delle
slot machine visto che ce n'è 1 ogni 110 abitanti. È la Casa del Giovane a farsi promotrice del movimento contro macchinette. A guidare l'onda contro quella bisca a cielo aperto diventata la città e l'Italia stessa, Simone Feder, psicologo, giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Milano. Poco dopo, nel febbraio 2013, nasce sempre in città, nasce il Collettivo Senza Slot costituito da Paola Alessia Schintu, Ludovica Cassetta, Mauro Vanetti e Pietro Pace: la loro missione? Bere caffè solo ed esclusivamente nei bar senza slot. "Da cosa nasce cosa e…eccoci qua - hanno detto alla stampa -. Abbiamo fatto una manifestazione, abbiamo scritto un libro, abbiamo preso posizione su molte cose. Hanno cercato di fermarci, ma noi continuiamo ad andare avanti".



Da qui a mettere su il sito Internet 'SenzaSlot.it' il passo è breve. Si tratta di un portale per il censimento dal basso di ogni bar in Italia che rifiuta i slotmachine e videolottery: dal febbraio 2013 in cui si sono costituiti ad oggi, sono oltre 2mila i bar segnalati come esercizi che rifiutano le slot. Per loro un adesivo di riconoscimento con il logo dell'associazione, mentre le storie incontrate finora e l'esperienza di questa nuova coscienza civile e consumo critico e consapevole, ha trovato spazio nel libro uscito il 28 novembre scorso, 'Vivere senza slot. Storie sul gioco d'azzardo tra resistenza e ossessione'. Di fatto, il collettivo 'Senza Slot' è diventato oggi tra i protagonisti del fare rete sul tema della lotta contro il gioco d'azzardo, insieme a Vita, Libera, alla comunità di S. Benedetto al Porto a Genova che cammina sulle orme belle di don Gallo, al Nuovo Cinema Palazzo a Roma che si sta ribellando alla sua trasformazione in casinò e alla cooperativa sociale Sas di Milano.


[Il libro del Collettivo Senza Slot]

LINK
- SenzaSlot.it
- Senza Slot su Facebook

(*) Caposervizio della redazione Spettacoli, Cultura e Media dell'Ansa