…se le madri di tutto il mondo potessero scegliere la Finlandia per far nascere i propri figli!

Secondo Save the Children sono 250 mln i bambini sotto i 5 anni che vivono in aree di conflitto e per salvarli le madri affrontano insieme a loro viaggi pericolosi. Il Nord Europa è il Paese ideale per crescere un bimbo, la Somalia no. L'Italia è 11esima

Salute e Prevenzione Redazione 08/05/2014
Fonte: Save the Children

"Le madri di tutto il mondo, anche nei contesti più difficili, fanno di tutto per portare avanti la promessa che fanno ai loro figli nel giorno in cui li mettono al mondo, quella di proteggerli sempre". È questo, in estrema sintesi, nelle parole del Direttore Generale di Save the Children Italia, Valerio Neri, ciò che emerge dal 15esimo Rapporto sullo Stato delle madri nel Mondo, il 6 maggio scorso dall'Organizzazione internazionale che da anni di batte per migliorare le condizioni di vita dei bambini nel mondo. Un dossier che stila, ogni anno la classifica dei Paesi dove lo stato di salute della madre, il livello di istruzione, le condizioni economiche, politiche e sociali garantiscono il benessere alle mamme e ai loro figli, e che vede, ancora una volta, il Nord Europa in testa.

Sono infatti Finlandia, Norvegia e Svezia che guidano la graduatoria seguiti da Islanda, Paesi Bassi, Danimarca, Spagna, Germania, Australia e Belgio (questi ultimi due a pari merito). Al contrario, nemmeno a dirlo, sono tutti dell'Africa sub-sahariana, i paesi che si collocano in fondo alla classifica, con in coda la Somalia, preceduta dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC) e, a pari merito, da Niger e Mali, che ottengono punteggi molto scarsi per ognuno dei 5 indicatori su cui si è basato il Rapporto: salute materna e rischio di morte per parto,  benessere dei bambini e tasso di mortalità entro i 5 anni, grado di istruzione, condizioni economiche e PIL procapite, partecipazione politica delle donne al governo.

LE MADRI E I BAMBINI NELLE CRISI UMANITARIE...Il Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo 2014 esamina in particolare l'impatto delle crisi umanitarie sul benessere e la sopravvivenza delle madri e dei loro bambini. Durante le emergenze, siano esse conflitti o calamità naturali, i problemi che abitualmente affliggono alcuni Paesi (povertà, malnutrizione, violenza sessuale, gravidanze non pianificate e parti non assistiti) vengono naturalmente aggravati, così come si accentuano le differenze economiche e di genere. Sin sua prima edizione, nel 2000, infatti, il dossier evidenzia come i paesi che si posizionano in fondo alla classifica sono quelli che stanno vivendo o hanno di recente vissuto una grave crisi umanitaria, un conflitto, gravi emergenze o in cui c'è un problema di accesso e qualità delle cure sanitarie. Sono ben 250 milioni i bambini con meno di 5 anni che vivono in paesi in conflitto, nei quali si concentra ben il 56 per cento di tutte le morti materne e infantili. In tali contesti, per ogni persona che perde la vita a causa della guerra, ce ne sono da 3 a 15 che muoiono a causa di malattie, complicazioni mediche e malnutrizione, anche perché in media gli operatori sanitari che lavorano in questi luoghi sono meno della metà di quelli necessari per far fronte ai bisogni della popolazione.

…NELLE CALAMITÀ NATURALI E CRISI SANITARIE. E accanto alla guerra ci sono le catastrofi naturali, il 95 per cento delle quali colpisce i paesi in via di sviluppo. In queste situazioni, si stima che le donne e i bambini corrano 14 volte più di un uomo il rischio di morire. Tra le 28 nazioni che negli anni hanno raggiunto le 10 posizioni più basse della classifica, 27 sono paesi fragili, in conflitto o post conflitto, mentre 18 di esse sono state bersaglio di frequenti calamità naturali. Inoltre moltissimi di questi paesi fronteggiano una perenne crisi sanitaria, dovute principalmente ad un accesso limitato all'assistenza. In particolare 7 paesi (tra cui repubblica Democratica del Congo, Niger, Mali e Guinea-Bissau), sono tra gli ultimi dell'indice di Save the Children sin da quando è stato lanciato la prima volta nel 2000. Sei di essi hanno vissuto un conflitto e tutti - ad eccezione della Guinea Bissau - sono stai colpiti da vari disastri naturali.

IL DRAMMA DELLA SIRIA E LE MORTI PER MANCANZA DI CURE MEDICHE. "Si stima ad esempio che conflitto siriano in corso ha causato in media la morte di mille donne e bambini al mese, ma sono migliaia quelli morti per la fame e la mancanza di cure mediche", ha spiegato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. "Prima dell'inizio del conflitto, in Siria il tasso di mortalità infantile era di 15 bambini morti prima dei cinque anni ogni mille nati ed il Paese era in linea per raggiungere gli obiettivi del millennio 4 e 5 relativi all'abbattimento della mortalità infantile e il miglioramento della salute materna. Oggi, benché non si riescano ad avere dati aggiornati, le donne siriane continuano a partorire senza assistenza e per paura di ciò che può accadere durante il parto, pianificano parti cesarei, i bambini non hanno accesso alle vaccinazioni e si stanno diffondendo di nuovo - per la prima volta nell'ultimo decennio - la polio e il morbillo".

LE FILIPPINE: DALLA RIFORMA SANITARIA ALLA DEVASTAZIONE DEI TRE GRANDI TIFONI. Emblematico di come le crisi umanitarie possano mettere a dura prova il benessere delle madri e dei bambini di un Paese. È il caso delle Filippine, un paese a medio reddito che sembrava sulla buona strada per raggiungere il quarto Obiettivo del Millennio (il tasso di mortalità infantile era di 30 bambini morti prima dei 5 anni ogni 1000 nati), aveva fatto anche notevoli passi avanti per raggiungere il 5° obiettivo, relativo alla salute delle madri (il tasso di mortalità materna era di 99 donne ogni 100mila), e dal 2010 ha portato avanti una importante riforma per fornire la copertura sanitaria universale. Negli ultimi anni è stato funestato da tre grandi tifoni che hanno messo in discussione questi fondamentali obiettivi: Washi che nel 2011 ha ucciso 1.400 persone e prodotto 430 mila sfollati, Bopha che nel 2012 ha ucciso 2mila persone e lasciato circa 1 milione senza una casa, e circa sei mesi fa, l'8 novembre 2013, Hayan, che ha colpito 16 milioni di persone, 10 milioni dei quali sono donne e bambini, uccidendone oltre 6mila e ferendone quasi 29 mila.

LA SITUAZIONE ITALIANA SULLO STATO DELLE MADRI. Nel dossier c'è anche la situazione italiana che fa un passo in avanti, portandosi dal 17esimo all'11esimo posto, un cambiamento dovuto sostanzialmente all'aumento della presenza delle donne al governo (passato dal 20,6 per cento della scorsa edizione al 30,6 per cento dell'ultima). [1] Un dato che tuttavia rimane inferiore a quello di paesi come l'Angola (36,8 per cento), il Mozambico (39,2 per cento), Timor leste (38,5 per cento). Secondo i dati, le condizioni di salute delle mamme e dei bambini si mantengono a livelli alti (il tasso di mortalità femminile per cause legate a gravidanze e parto è pari a 1 ogni 20.300, quello di mortalità infantile è di 3,8 ogni mille nati vivi), come abbastanza alto è il livello di istruzione delle donne, pari a 16,3 anni di formazione scolastica. Al contrario subisce un decremento il reddito nazionale pro capite, che passa da 35.290 a 33.860 euro.

L'APPELLO DI SAVE THE CHILDREN. Al fine di migliorare concretamente le condizioni di madri e bambini, soprattutto in contesti d'emergenza, l'Organizzazione internazionale chiede agli Stati, ai donatori e a società civile di assicurare che ogni madre e ogni neonato che vivono in zone di crisi abbia accesso a cure di qualità, venga investito di più per la loro istruzione e assicurata loro protezione. Inoltre, è necessario promuovere azioni relative alla prevenzione e al riduzione del danno nelle emergenze, così come occorre continuare a perseguire l'obiettivo della copertura sanitaria universale, assicurandola soprattutto ai più vulnerabili. Ed è necessario, poi, che ogni intervento in contesti emergenziali sia pianificato tenendo conto  dei bisogni specifici di madri e bambini, assicurando supporto politico e risorse finanziate adeguate, azioni coordinate che siano focalizzate sui bisogni sanitari di madri e bambini nei contesti di crisi.

MATERIALI
- Il testo integrale del Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo

LINK
- Save the Children