ADHD: Istituto Mario Negri di Milano, "ma dove sono tutti questi bimbi iperattivi?"

I risultati di una ricerca della Regione Lombardia, sulla base dell'affinamento dei metodi diagnostici, "sembrano" smentire "i dati sulla sindrome riportati dalla letteratura mondiale". L'ADHD è troppo sovrastimata. Ecco come e perché

Salute e Prevenzione Redazione/TB 14/11/2014

Iperattivi ma non troppo. Secondo la letteratura mondiale bambini e adolescenti affetti sindrome ADHD, il disturbo dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell'adolescente caratterizzato da iperattività, impulsività, incapacità a concentrarsi, sarebbero il 5,3 per cento della popolazione tra 5-17 anni. Per l'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, invece, il disturbo sarebbe quindici volte inferiore a quello riportato come media nazionale e internazionale. Ricordiamo che l'unica terapia possibile per questo disturbo sono gli psicofarmaci come le anfetamine, prescritte anche ai bambini. Secondo gli esperti lombardi, dunque, i dati su questa sindrome sarebbero sovrastimati. E a riprova di quanto sostenuto, il 3 novembre scorso ha pubblicato i dati raccolti dal Registro ADHD della Regione Lombardia, emersi da una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista 'Ricerca&Pratica'. È così venuto fuori che in Lombardia "la prevalenza del disturbo è del 3,5 per mille, 15 volte inferiore a quella riportata come media mondiale".

"La forza e unicità di questo studio - sostiene Maurizio Bonati, responsabile del Dipartimento di Salute pubblica del 'Mario Negri' e responsabile del Registro regionale ADHD - sono rappresentate dalle dimensioni (tutta la popolazione di un'intera regione coinvolta), dalla metodologia applicata (Registro, formazione, informazione), dalla durata nel tempo (il progetto è ancora attivo). Dai dati raccolti dal Registro e da quelli dei database amministrativi sanitari regionali (prescrizioni, ricoveri, visite ambulatoriali), i bambini e adolescenti (5-17 anni) che presentano ADHD in Lombardia risultano essere 4.200, di cui 378 in terapia psicofarmacologica (9 per cento)". Dunque, sottolinea il nosocomio milanese, "una prevalenza del disturbo del 3,5 per mille, 15 volte inferiore a quella riportata come media mondiale (5,3 per cento)".

IL REGISTRO LOMBARDO ADHD  E I RISULTATI DELLA RICERCA. Il Registro, istituito nel 2011 nell'ambito di uno specifico progetto regionale di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza, ha la finalità principale di garantire un'adeguata valutazione e terapia dell'ADHD ad ogni bambino e adolescente fin dal sospetto o segnalazione del disturbo. In più ha l’obiettivo di stimare la prevalenza del disturbo per definire percorsi diagnostico-terapeutici condivisi, intensificare la formazione e l'aggiornamento degli operatori e informare i cittadini. I risultati dello studio documentano che al 65 per cento dei bambini e adolescenti (5-17 anni) che accedono ai 18 Centri Regionali di Riferimento per l'ADHD della Regione Lombardia per sospetto ADHD viene confermato il disturbo. Corrispondono a circa 400 nuovi casi ogni anno, con un picco attorno agli 8 anni d'età, in maggioranza maschi (2 a 1); in un terzo dei casi era presente familiarità e nella maggioranza dei pazienti almeno un altro disturbo psicopatologico. Solo il 15 per cento ha ricevuto un trattamento psicofarmacologico, mentre la quasi totalità uno psicologico.

L'IDENTIKIT DEI BAMBINI IPERATTIVI. Ecco perché dallo studio emerge anche un 'identikit' dei bambini iperattivi lombardi: si tratta soprattutto di maschi (il doppio rispetto alle femmine); in un terzo dei casi è presente familiarità, e nella maggioranza dei pazienti è presente almeno un altro disturbo psicopatologico. Solo il 15 per cento ha ricevuto un trattamento psicofarmacologico, mentre quasi tutti una terapia psicologica. "Risultati inattesi e lontani da quelli riportati in precedenti studi nazionali e internazionali", affermano i ricercatori. "Gli utenti che giungono ai 18 centri regionali di riferimento sono solo quei pazienti che hanno un disturbo medio-grave mentre i casi lievi e che non necessitano di trattamento psicofarmacologico sono gestiti direttamente dalle altre 14 Uonpia regionali - spiega Antonella Costantino, presidente Sinpia (Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza) -. Tuttavia, anche stimando di triplicare la prevalenza per includere anche i casi lievi, i pazienti con ADHD in regione Lombardia sarebbero comunque molto pochi rispetto all'atteso". "Il progetto ha attivato progressivi e significativi miglioramenti nella pratica clinica, garantendo un'efficiente e omogenea qualità delle cure - conclude la coordinatrice Edda Zanetti, responsabile Uonpia agli Spedali Civili-Presidio Ospedale dei bambini di Brescia -. Un progetto che necessiterebbe di essere prorogato per l'ADHD e generalizzato anche ad altri disturbi rilevanti di neuropsichiatria dell'età evolutiva".

MATERIALI
- La ricerca completa sullADHD dell'Istituto mario Negri di Milano

LINK
- Rivista scientifica 'Ricerca&Pratica'
- Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (Sinpia)