INTERVISTA - Tumori della pelle: "Quelli 'non-melanoma' sono 10 volte più frequenti"

Il Direttore della Clinica Dermatologica del Policlinico Gemelli di Roma, Ketty Peris, ci introduce nel mondo della prevenzione, dello screening e della diagnosi precoce di queste neoplasie cuntanee, ponendo particolare attenzione alla cheratosi attinica

Salute e Prevenzione Redazione/GP 22/06/2015

Cheratosi attinica[1], carcinoma basocellulare[2], carcinoma squamocellulare[3]. In tre parole: tumori non-melanoma. Sono le neoplasie più diffuse della pelle, dieci volte più frequenti rispetto al melanoma  - che resta comunque il più pericoloso - con un’incidenza annuale tra i 40-140 casi ogni 100mila abitanti. “L’incidenza del melanoma, terza diagnosi di carcinoma più frequente sopra i 45 anni, è quasi triplicata in poco meno di un ventennio mentre i tumori non-melanoma rappresentano il 20 per cento di tutti i tipi di tumori” ha sottolineato la Professoressa Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico A. Gemelli di Roma. L’età più a rischio per l’insorgenza di questi tumori – ha proseguito la Peris - è quella tra i 40 e gli 80 anni; sono più frequenti negli uomini e si localizzano principalmente nelle aree fotoesposte: viso, cuoio capelluto, collo e braccia”.

Così, per sensibilizzare tutti i cittadini verso controlli più assidui, le Istituzioni ed il Servizio Sanitario Nazionale sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori cutanei, Euromelanoma, in collaborazione con la Camera dei Deputati e SIDeMaST, ha indetto una giornata di informazione sui tumori della pelle, con uno screening diretto ai parlamentari. “Quest’anno abbiamo collaborato con la Camera dei Deputati, in particolare con il Presidente della Commissione Affari Sociali, Pierpaolo Vargiu, coinvolgendo i Parlamentari in una giornata di screening dei tumori della pelle. Cinque di loro sono risultati positivi al test dermatologico. Un modo per incentivare i cittadini ad una visita di controllo e per sensibilizzare i politici su questo problema sanitario di grande impatto per la salute pubblica, richiamando la loro attenzione sull’importanza della prevenzione”. “Oggi, infatti, i tumori della pelle non-melanoma – ha detto la Peris - possono essere sconfitti rapidamente e senza conseguenze negative, permettendo a tutti i pazienti di tornare ad avere una pelle sana”. Ecco come e perché inn questa intervista:

Professoressa, cos’è l’Euromelanoma?
“Euromelanoma è una campagna di prevenzione primaria e secondaria sui tumori della pelle condotta da una rete di dermatologi europei per promuovere e divulgare informazioni su una corretta esposizione, insegnare ai cittadini quali sono i fattori di rischio e come prevenire i tumori della pelle che spesso vengono individuati anche durante le visite mediche che effettuiamo durante questa campagna. Ogni anno viene organizzata una giornata di informazione e di screening gratuito per cercare di raggiungere il maggior numero possibile di persone e sensibilizzarle circa l’importanza di controllare la salute della propria pelle”.

Qual è attualmente la prevalenza dei tumori della pelle in Italia e in Europa?
“Dunque i tumori della pelle stanno aumentando del 3 per cento ogni anno in tutti i paesi europei inclusa l’Italia. E’ bene però fare una importante distinzione tra il melanoma e i tumori non-melanoma. L’incidenza del melanoma, il cancro cutaneo più conosciuto e terza diagnosi di carcinoma più frequente sopra i 45 anni, è quasi triplicata in poco meno di venti anni mentre. I tumori non-melanoma, invece, meno aggressivi e conosciuti, ma molto più diffusi, rappresentano il 20 per cento di tutti i tipi di tumori con un’incidenza annuale di circa 40-140 casi ogni 100mila abitanti. Va detto che ancora non esistono registri specifici su scala nazionale, quindi probabilmente si tratta di numeri sottostimati”.

Quali sono le persone maggiormente a rischio nella popolazione?
“L’età più a rischio per l’insorgenza di questi tumori non-melanoma è quella tra i 40 e gli 80 anni; sono più frequenti negli uomini e si localizzano principalmente nelle aree fotoesposte come viso, cuoio capelluto, collo e braccia. Come per il melanoma, i soggetti più a rischio sono quelli con pelle chiara e che si sottopongono a fotoesposizione cronica a causa di attività o professioni che li costringono a ripetute e prolungate esposizioni al sole. Questo trend di crescita è simile a quanto osservato nei Paesi dell’Europa Centrale, con un tasso di incidenza più alto nel Nord Europa rispetto ai Paesi mediterranei”.

Da qui, dunque, l’importanza di uno screening per la diagnosi precoce nei soggetti a rischio?
“Assolutamente si e la diagnosi precoce rimane l’arma vincente e fondamentale per sconfiggere i tumori cutanei e salvare vite umane favorendo risparmi per la Sanità pubblica. Per raggiungere questi obiettivi però è necessario sottoporsi periodicamente ad una visita dermatologica, soprattutto qualora si notino lesioni cutanee e/o loro cambiamenti sia in termini di colore, che di dimensione e forma. Un aiuto fondamentale per spingere i pazienti ad andare dal dermatologo e farsi visitare è dato, però, da una giusta e puntuale informazione su tutti i tipi di tumori della pelle, perché la conoscenza rappresenta il punto di partenza per arrivare alla diagnosi precoce e per instaurare tempestivamente una terapia adeguata".

Come viene effettuato nello specifico uno screening?
“Lo screening prevede l’esame clinico e dermatoscopico effettuato da uno specialista dermatologo con una strumentazione non invasiva: la Videodermatoscopia Digitale Computerizzata. Questa tecnica diagnostica, che deve essere utilizzata ogni volta che viene eseguito il controllo dei nei, permette di analizzare le lesioni cutanee attraverso la visualizzazione di criteri che non sono visibili ad occhio nudo, e che vanno quindi “interpretati” nel modo corretto per arrivare ad una diagnosi finale. Proprio grazie a queste tecniche oggi è possibile individuare qualunque tipo di tumore della pelle tra cui ad esempio la cheratosi attinica, un tumore della pelle in fase precoce che non deve assolutamente essere sottovaluto poiché, se non adeguatamente trattato, potrebbe evolvere in un carcinoma squamocellulare invasivo con tutte le conseguenze in termini clinici e di costi sanitari. Oggi poi grazie alla ricerca sono disponibili trattamenti innovativi e risolutivi anche per questo tipo di lesioni che possono essere curate in modo veloce e ed efficace. La parola d’ordine quindi è oggi più che mai, prevenzione”.

MATERIALI
- I tumori della pelle (Scheda SIDeMaST) 
- La cheratori attinica (Scheda SIDeMaST) 
- Trattamenti della cheratosi attinica (Scheda SIDeMaST) 

LINK
- SIDeMaST 
- Euromelanoma

NOTE
[1] La 'cheratosi attinica' è una lesione tumorale della pelle che si sviluppa spontaneamente in seguito ad una prolungata esposizione ai raggi del sole ed è il secondo tumore della pelle per diffusione. 
[2] Il 'carcinoma basocellulare' è un tumore cutaneo a lenta crescita e di diverse forme che, spesso, insorge su aree cutanee cronicamente esposte al sole. 
[3] Il 'carcinoma squamocellulare' origina spesso da una cheratosi attinica non trattata e si presenta come un nodulo duro, aderente, che si ulcera.