Cannabis ad uso medico: arriva dall'Esercito quella da consumare come un thè

Lo Stabilimento Militare ha ultimato il primo raccolto con un alto principio attivo preso come un decotto da sciogliere in acqua. Un passo in avanti per le cure a basso costo, mentre si attendono ora solo le istruzioni dei ministeri di Salute e Difesa

Cronaca Medicina e Salute Francesca Nanni 30/07/2015

Il via libera al protocollo sperimentale per la coltivazione di piante di Cannabis destinato ad un uso terapeutico era arrivata lo scorso settembre. La produzione di questo genere di farmaci a basso costo per i pazienti, era stata affidata allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze - già noto per la produzione di farmaci orfani per le malattie rare – che oggi, a dieci mesi di distanza, ha ultimato il primo raccolto marijuana composta da “130 grammi di principio attivo contro i 30 grammi delle normali coltivazioni”.

Un risultato sorprendente per quella che è stata ribattezzata la Cannabis terapeutica 'di Stato', che rappresenta una possibilità concreta di cura e non dispendiosa dal punto di vista economico per i malati che ne hanno bisogno. I farmaci cannabinoidi, infatti, usati per lenire dolori da cancro o da altre gravi malattie, sono difficili da reperire e per questo vengono spesso importati dall'estero, con un costo proibitivo per moltissimi pazienti. Una sola fiala di farmaco cannabinoide, ad esempio, costa in media 700 euro. Da qui la possibilità di produrli in ambito militare a costi notevolmente ridotti per realizzarli e per i malati.

"Siamo ancora in fase sperimentale – ha spiegato Domenico Cotroneo, rappresentante sindacale dello Stabilimento - abbiamo ultimato il primo raccolto da 80 piante e stiamo eseguendo le analisi, in attesa che i ministeri competenti ci indichino come avviare la distribuzione alle farmacie ospedaliere di tutto il territorio italiano, a seconda delle richieste”. “La cannabis ottenuta potrà essere consumata come decotto in barattoli da 5 mg, da sciogliere in acqua e assumere come fosse un thè. Ma nulla esclude – aggiunge Cotroneo - che, nel prossimo futuro, si possano sintetizzare nella nostra struttura farmaci con principio attivo della cannabis, e ricavare oli o prodotti per aerosol. Gli sviluppi sono davvero molteplici”.

“Questo tipo di marijuana è stata prodotta grazie a lampade speciali e sistemi standardizzati – prosegue Cotroneo -: dalla temperatura alla pressione, alla luminosità: tutto è curato nei minimi dettagli e viene massimizzato. E' come se parlassimo della 'Ferrari' della Cannabis". Un prodotto medico dall’altissimo contenuto di principio attivo che, a livello burocratico, attende ora  solo le istruzioni dei ministeri della Salute e della Difesa. Nel frattempo, messo da parte in attesa di direttive il primo lotto di piante, allo Stabilimento Chimico-militare Farmaceutico di Firenze si va avanti e ci si organizza per il secondo raccolto di più ampia portata rispetto a quello dei giorni scorsi. "Pensiamo possa essere ancora più ampio e stiamo sperimentando – conclude Cotroneo - nuovi tipi di lampade per ottimizzare ancora di più il contenuto di principio attivo per ogni pianta”.

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- Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare